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Comunicato stampa di N. REDAZIONE del 14/12/2009 19:55:12
Sentenza Giraudo

 

In data odierna l’ex A.D. della Juventus, Antonio Giraudo, è stato riconosciuto colpevole di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.

La strategia difensiva dell’ex AD bianconero si basava sulla assoluta insussistenza di prove a supporto della pubblica accusa. Si era quindi scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. È bene ricordare che tale forma processuale è basata esclusivamente sugli atti depositati dalle parti, escludendo quindi testimonianze e dibattimenti. Una scelta coraggiosa - che abbiamo peraltro sempre condiviso - tesa ovviamente ad ottenere un celere giudizio, anche in virtù di un processo esclusivamente indiziario. Una scelta tuttavia dimostratasi non premiante.

Il Gup De Gregorio – che per dovere di cronaca è bene ricordare essere il Gup che ha rinviato a giudizio Luciano Moggi – ha ritenuto sufficientemente validi i “teoremi” della pubblica accusa. È opportuno ricordare che le carte su cui si basava la pubblica accusa sono le stesse utilizzate dalla Giustizia Sportiva. Tuttavia le sentenze sportive sancirono la sola sussistenza di slealtà sportiva e non di illeciti, scrivendo quindi a chiare lettere che nessuna partita era stata truccata. Mal si concilia, quindi, l’odierna sentenza con quanto affermato dai tribunali sportivi.

È inoltre opportuno ricordare che sulla base di identici presunti atti criminosi la Procura di Torino decise di archiviare per l’assenza di reati. Nel dispositivo di sentenza vengono contestate 3 presunte frodi. Per la frode inerente la partita Udinese-Brescia, Jankulovski venne espulso per un'aggressione. Pinzi, Muntari e Di Michele non erano diffidati ed hanno giocato contro la Juventus. Così come le contestazioni mosse all’ex A.D. bianconero sulle griglie arbitrali ed i sorteggi pilotati sono state già ampiamente smentite. Altresì non si comprende il motivo per il quale i notai ed i giornalisti presenti in tale circostanze non siano stati indagati.

Cassarà e Gabriele condannati dalla giustizia sportiva ma assolti da quella ordinaria. Dondarini assolto dalla giustizia sportiva (in seguito ha quindi continuato a svolgere la sua mansione) ma condannato in quella penale. E tutto sulla base della stessa documentazione processuale. Ci pare sufficiente per poter affermare che qualcosa non torna.

Assolti, infine, arbitri e guardalinee (in totale 7) inquadrati dalla giustizia sportiva come uomini del presunto sistema Milan, mentre condannati i 3 di quello ascrivibile in via presunta alla Juventus.

È indubbio che ci aspettavamo qualcosa di diverso. I giudici suono uomini, ed in quanto tali condizionabili dalle enormi pressioni mediatiche attorno al caso. Non dimentichiamo inoltre le conseguenze penali e civili in caso di totale assoluzione in primo grado.

Il difensore di Antonio Giraudo ha già affermato che ricorrerà in appello per sovvertire l’errore giudiziario. Siamo assolutamente certi che la sentenza verrà totalmente riformata.

Resta immutata la posizione della nostra Associazione in merito ai noti fatti. La Juve ed i suoi amministratori non hanno mai posto in essere comportamenti tesi ad alterare l’esito delle competizioni sportive. Ci aspettiamo quindi la restituzioni dei titoli di Campioni d’Italia numero 28 e 29.

Immutata resta inoltre la portata dei nostri ricorsi ancora pendenti in sede italiana e comunitaria. La violazione del diritto alla difesa, l’eccesso della pena ed il danno economico patito oltre misura, sono e restano elementi più che validi per sovvertire le assurde sentenze sportive.
 
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