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domenica 13.08.2017, ore 20,45
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Editoriale di N. REDAZIONE del 17/06/2017 07:45:26
Il Conte Max

 

di Crazeology
Partiamo da un presupposto chiaro: la dicotomia che si è creata tra i tifosi gobbi, ossia tra i sostenitori di Antonio Conte e quelli di Max Allegri, è tonta, scollegata dalla realtà, e anche abbastanza anacronistica per un calcio moderno. Tanti tifosi ancora ricordano i piagniucolii di Max Allegri al Milan, durati diverse settimane, riguardo al gol di Muntari. E molti di questi ancora ricordano che Conte vinse lo scudetto contro il Milan di Allegri e Ibra. Tutto vero, ma riguardo alla questione Muntari bisogna ricordare il ruolo di Galliani, da sempre attentissimo promotore in questo tipo di questioni mediatiche. Riguardo invece al primo scudetto di Conte, ha vinto sicuramente la fame di quella Juve, quindi nulla da eccepire. Sull'uscita Conte invece, come già spiegato fino allo sfinimento, più che di un tradimento si è trattato di una cacciata. Vi sono colpe reciproche, ovviamente (società e allenatore), ma tradimento è una parola non corretta per spiegare quello che è avvenuto. Eppure ancora c'è gente che, sia in tv che in altre sedi, continua a vendere questa banana marcia ai tifosotti con l'anello al naso. Che la finiscano per cortesia...

Veniamo però alle differenze tra i due.

Conte è un grande allenatore da campo, grande motivatore, che pretende sempre il massimo dai suoi giocatori, in tutte le partite. Le sue squadre, fatti salvi gli stati di forma dei singoli e della intera rosa, devono dare sempre tutto per tutti i 90 minuti, qualunque sia il risultato. Idem vale per gli allenamenti. Ognuno deve seguire sempre e comunque le sue direttive e i suoi schemi, e i suoi suggerimenti vengono sempre gridati con forza, come se fosse scoppiata una guerra. Con lui è sempre una questione di vita o di morte. I fancazzisti finiscono subito ai margini del gruppo. Non è uno a cui piace fare tanti calcoli. Carattere molto difficile, incline ai nervosismi, non gli piace perdere neanche se gioca a tombola la sera della vigilia di Natale. Tutto questo gli permette di tirare fuori il sangue dalle rape (o dalle capre), perché le qualità dei singoli per lui contano, sì, certo, tantissimo, ma conta di più l'uomo e la voglia di fare che questo ci mette. E di Antonio si vede sempre tutto, non nasconde mai nulla, le sue emozioni te le sbatte sempre in faccia, che ti piaccia o no; i tifosi di turno infatti non possono che adorarlo, perché di fatto vengono contagiati dal suo entusiasmo.

Allegri invece è un grande gestore di uomini e risorse, è un freddo calcolatore, e tutto da lui viene meticolosamente programmato e impostato. Le sue tre stagioni memorabili e vincenti in bianconero sono lì a dimostrarlo. Sembra più un manager che un allenatore (nel senso più classico del termine). Fa calcoli su qualunque cosa, costantemente, dal numero di partite ancora da giocare, al numero di punti necessari alla sua squadra o ai suoi avversari per ottenere un obbiettivo. Gli interessa gestire le energie necessarie per vincere i trofei, ed è disposto a tollerare delle sconfitte se queste non rovinano il disegno complessivo. E' un ragioniere coi fiocchi. Attentissimo a tutte le questioni tattiche, in ogni gara. Ha un approccio decisamente scientifico e razionale alla gestione di tutta la stagione e di tutti i problemi. Non è propriamente un tenerone, ha un carattere forte, ma sa calarsi bene nel suo ruolo ed è più adatto a confrontarsi con dirigenti o società forti. Suggerisce, ma non pretende. Se ha da lamentarsi di qualcosa lo fa lontano da occhi indiscreti. E' anche una persona abbastanza affabile e simpatica, e davanti alle telecamere non va quasi mai in escandescenze (salvo che ciò non sia suggerito e stimolato dai piani alti del club che allena). Per una società è una pacchia lavorare con lui, perché nei rapporti resta sempre nei giusti binari. Tra le altre cose, se la dirigenza di turno fa degli errori di mercato, lui prova ugualmente a valorizzare il pippone di turno, e anche di questo non si lamenta mai davanti alle telecamere.

Confrontare i due non è facile, perché si tratta di due mondi diversi. Spesso e volentieri il confronto tra i due viene fatto dai tifosi in modo un po' personale, e forse in modo più filosofico che realistico e razionale. In base a come si pensa e si sogna il calcio, così ci si schiera. Idem vale per i giornalisti. Ovvio che se si vuole qualcosa di gobbo, vincente ed esaltante, Conte vince facile. Se invece si ritiene il calcio un qualcosa anche di molto aziendale, programmato e razionale, Allegri fa la sua gran figura. Qualcuno poi, con la voglia di confrontarli a tutti i costi, si mette spesso a fare calcoli sui trofei vinti; peccato che questo è un atteggiamento tonto, perché nel corso degli ultimi 6 anni le rose a disposizione erano diverse, ed entrambe le due vincenti gestioni hanno avuto anche qualche delusione (Europa). Ogni anno poi è diverso da un altro, e i paragoni hanno sempre senso fino ad un certo punto, soprattutto quando non sei il più forte di tutti. Persino Fabio Capello, senza calciopoli probabilmente avrebbe fatto buone cose in Champions League negli anni che sarebbero seguiti. Il fatto che in quei due anni (2004-2006) non abbia raggiunto obbiettivi europei, anche se aveva a disposizione una delle Juventus più forti di sempre, non vuol dire che avrebbe continuato a vincere solo in Italia. Esistono anche cose come la sfortuna, la casualità, gli avversari, la neve, gli errori arbitrali, gli infortuni, gli imprevisti, ecc. Perché non contiamo quante finali di Champions League ha perso Marcello Lippi? E quindi, dovremmo in base a questo dato considerarlo un allenatore scarso? Ma di che stiamo parlando...

Il fatto è che la realtà, calcio compreso, non è mai bianca o nera. A volte è bianca, a volte è nera, e a volte è grigia. Cari lettori, qualche volta poi è addirittura marrone e puzza di quello che sapete. Non esistono ricette precise per fare tutto ed ottenere tutto. A dire il vero, per quelli che sono i miei gusti e le mie esperienze personali, secondo me l'allenatore ideale tra Conte e Allegri è una via di mezzo. Il motivo è semplice. Dalla vita in generale (lavoro, studio, amore, rapporti personali, obbiettivi personali, salute, ecc) ho imparato che ci sono dei momenti in cui dare il massimo e buttare il cuore con forza oltre l'ostacolo non basta, tutta la grinta del mondo nemmeno. Devi gestire le tue risorse, le tue qualità, le tue energie, il tuo tempo, e usare un po' di scaltrezza, farti due calcoli e programmare almeno un pochino. Altrimenti è troppo logorante, e magari alla fine scoppi e non ottieni nulla.

Ma c'è di più, dalla vita in generale (lavoro, studio, amore, rapporti personali, obbiettivi personali, ecc) ho imparato anche che ci sono dei momenti in cui fare troppi calcoli non basta, bisogna rischiare. Devi dare il massimo, puntare su te stesso a costo di cadere in un burrone, metterci tutta l'energia che hai in quel dato momento, buttare il cuore con forza oltre l'ostacolo, con tutta la grinta e la motivazione che hai. Anche perché se sbagli anche uno solo di quei calcoli di cui sopra, puoi potenzialmente finire seriamente nei guai.

L'ideale credo che sarebbe riuscire nell'impresa difficilissima di capire cosa ti serve in un dato momento, e di riuscire ad utilizzare i due diversi approcci a seconda delle esigenze. Quindi non esiste un vero meglio e un vero peggio tra Max e Antonio, perché sono quasi uno l'opposto dell'altro, diciamo che dipende dai momenti storici di un club e da una lunga serie di altre variabili imprevedibili. Dipende da stagione a stagione, da torneo a torneo, da partita a partita. E forse nemmeno questi dati basterebbero a decidere.

Detto questo, Max Allegri in tutta la sua carriera ha dimostrato di essere un grande allenatore, uno dei migliori sulla piazza. Poi se uno mi chiede, alla luce di tutte queste riflessioni, chi vorrei come allenatore alla Juventus... Beh... io, pur sapendo che ai piani alti della Torino bene preferiscono di gran lunga Allegri per i grigi motivi Sabaudi che conosciamo fin troppo bene, risponderei con una domanda: sapete se in circolazione esiste un Conte Max?

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