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Attualità di F. FILIPPIN del 06/07/2017 09:51:53
Una rescissione consensuale non si nega a nessuno

 

Lo sanno bene a Torino, visto che la cosa da anni si ripete periodicamente, praticamente ad ogni sessione si mercato.
Giovinco, Pirlo, Tevez, Llorente, Evra e Dani Alves, sei casi diversi ma poi neanche tanto.

1) Sebastian Giovinco, figliol prodigo (anche se prodigo in quel caso fu Marotta quando riscattò dal Parma la metà a peso d'oro), che a Torino non mantenne mai le promesse: viene liberato dal contratto per potersi accasare negli States nel gennaio 2015; ovviamente nulla ricaviamo dall'operazione, perchè ci viene spiegato che gli americani non comprano, ma si prendono i giocatori. Peccato che il vero affare lo faccia Giovinco che può firmare un ricchissimo contratto pluriennale, sistemando sé e le sue prossime generazioni.

2) Andrea Pirlo: dopo la finale di Berlino non ne aveva più si disse, nonostante un anno di contratto. Anche per lui rescissione consensuale e ricchissimo contratto negli States, per quello che all'epoca era considerato ancora un totem del centrocampo di livello mondiale e un uomo immagine per il campionato a stelle e strisce...

3) Carlos Tevez: qui si sfiora l'assurdo. L'Apache rinuncia all'ultimo anno di contratto con la Juve per una "scelta di vita", per tornare a finire i suoi giorni calcistici al Boca Juniors, casa sua. L'operazione imbastita è tra le più ridicole degli ultimi anni. Il giocatore, di anni 32 (non 40), reduce da una delle sue migliori stagioni in carriera, ha una valutazione ben superiore alla cifra ancora iscritta a bilancio, circa 6 milioni. Marotta riesce a non incassare neanche quest'ultima, ottenendo il prestito biennale del nuovo Messi, tal Vadalà (rispedito al mittente dopo un anno per risparmiare vitto e alloggio), oltre al diritto di prelazione su tre giovani, di cui due spariti dai radar e uno, Bentancur, che vedremo a Torino. Peccato, però, che il giocatore in realtà non sia arrivato come contropartita di Tevez, ma in cambio di una cifra tra i 9,5 e i 15 milioni circa, bonus compresi, e che in caso di cessione futura il Boca avrà diritto al 50 per cento del ricavato.
Ma non è finita. Dopo una stagione Tevez, stufo della pensione, si accasa in Cina e il povero Boca incassa una bella cifra per un giocatore avuto gratis per gratitudine.

4) Fernando Llorente: dopo una stagione deludente con Allegri, che non ripete quella precedente, la Juve decide di disfarsi dello stipendio del basco. Quale migliore occasione che regalarlo al Siviglia, povera squadra plurivincitrice dell'Europa League, qualificata per la Champions, a cui i soldi evidentemente non mancano? E così finisce: rescissione consensuale e zero euro incassati.
Dopo il danno la beffa, duplice, tra l'altro. Il Siviglia finisce nel nostro girone di Champions e un gol proprio di Llorente ci condanna al secondo posto e al Bayern agli ottavi. Qualche mese dopo, il giocatore viene ceduto allo Swansea, ovviamente a pagamento.
Per chi non lo sapesse, il Siviglia è quella stessa società che per Nzonzi pretende dalla Juve l'astronomica clausola di 40 milioni di euro: ma qui, se tanto basterà a far saltare l'affare, ci sarà solo da ringraziarli.

5) Patrick Evra. Il giocatore, ormai un ex, viene liberato (gratis) a gennaio, giusto in tempo per collezionare una non memorabile prestazione in Supercoppa. Il giocatore si accasa immediatamente al Marsiglia, (non in un campionato dilettantistico, quindi), in una società che i suoi giocatori se li fa pagare cari, vedi Lemina.

6) Dani Alves. Il fuoriclasse spagnolo, protagonista di una seconda parte di stagione eccellente, dopo una prima metà che definire deludente è poco, in pochissimi giorni ribalta la situazione che lo vedeva ancora con un anno di contratto.
Un paio di tweet inopportuni e subito risoluzione consensuale, per la gioia di tutti.

Tutto questo permettendo alla Juve, come anticipato da Allegri rispondendo ad una domanda su De Sciglio ("in difesa siamo a posto così, a meno che non parta qualcuno"), di puntare su qualche cavallo di razza per il ruolo...

Ovviamente si tratta di casi tutti diversi.
Giocatori però accumunati da due aspetti: la velocità con cui in società ha deciso di sbarazzarsene, anche a costo di non incassare un euro, e il fatto che la cessione sia stata spacciata come un grande affare, soldi risparmiati per giocatori bolliti, irriconoscenti, di nessun valore.
Bolliti, irriconoscenti, di nessun valore che, però, dopo la Juve, non hanno appeso le scarpe al chiodo, ma hanno, anzi, tutti firmato ricchissimi contratti.

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