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mercoledì 20.09.2017, ore 20,45
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Eventi di E. LOFFREDO del 11/07/2017 10:03:02
Intervista esclusiva a...

 

Il calciomercato non sta offrendo colpi sensazionali, qualcuno «conta di impressionare sulla quantità» e tutte le squadre alla spicciolata si ritrovano a lavorare. Cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova stagione? Lo abbiamo chiesto a un personaggio che conoscete e che vi sveleremo solo alla fine.

Anche quest'anno sarà caccia alla Juve, i bianconeri detteranno ancora l'andatura?
«Chi vince da sei anni non può che essere favorito. Bisogna vedere cosa ha lasciato la serata di Cardiff...»

Quindi anche secondo lei è successo qualcosa nell'intervallo della finale di Champions?
«Non so, non è a quello che mi riferivo, per me può anche non essersi verificato nulla, come sostengono Marotta e Agnelli, loro c'erano, io no. Mi riferivo all'umore della squadra, a consapevolezze che, per come hanno perso, potrebbero aver smarrito. Sta ad Allegri e alla squadra fare le dovute riflessioni nel chiuso dello spogliatoio».

I bianconeri sono ancora i più forti?
«Questo lo dovranno dimostrare, regola che vale per tutti. È incontestabile che la squadra subisce un logorio fisico col passare degli anni, è nell'ordine naturale delle cose, ma non penso che perderanno quella caratteristica fame di vittorie che li contraddistingue. Sono curioso di vedere se e come si rinnoverà il reparto difensivo, il vero punto di forza dei campioni d'Italia».

Chi può insidiare la squadra di Allegri?
«In questo momento in Italia il Napoli ha il potenziale per competere quasi alla pari. La Roma col nuovo allenatore sarà da verificare. Le due milanesi per me sono ancora un'incognita. Le altre non esistono».

La mancanza di chance secondo Sarri è colpa del fatturato, secondo De Laurentiis di forze oscure.
«Sarri dovrebbe non sottovalutare la qualità del proprio lavoro e non offendere l'intelligenza dei tifosi. Un anno fa molti si incoraggiavano con la favola del Leicester, della serie "tutti possiamo competere". Vede, la Juve non vince perché ha un bel fatturato, ha un bel fatturato perché vince. Poi a Napoli hanno poco di cui dolersi: delle possibilità di spesa della Juve ha beneficiato anche la società di De Laurentiis, novanta milioni li hanno intascati volentieri mi sembra. Sul presidente partenopeo cosa vuole che le dica? Fa teatro, cerca di distrarre i tifosi usando temi accattivanti».

Crede che il campionato italiano sia ancora uno dei più difficili?
«È uno dei meno considerati a livello europeo. Ed è giusto così. I grandi campioni all'apice della propria carriera non vengono a giocare in serie A. Da noi vengono giovani promesse e grandi nomi nella fase discendente. Scordiamoci i Messi, i Cristiano Ronaldo, i Lewandowski, o giovani come Mbappé».

Qual è la causa?
«Vedo un atteggiamento troppo astioso, anche e soprattutto da parte di chi racconta il calcio italiano. Un'informazione che è in mano a tifosi che per fortuna sono stati smascherati da quello che pubblicano sui propri profili social. Mettiamoci anche un sistema che vede una lega non saper esprimere una linea comune a causa delle troppe divisioni interne. Si meravigliano poi di non vendere alle cifre sperate i diritti televisivi? Il prezzo lo fa il mercato, il valore del campionato italiano è basso».

La colpa è anche della Juventus che vince troppo?
«La Juventus fa il proprio dovere, cercare di vincere. Il sistema dovrebbe ringraziare la società bianconera, che per ammissione del suo A.d. cerca di redistribuire al calcio italiano i benefici economici che ottiene. Le dirò di più, la Juventus in questi anni poteva aumentare ancora di più il gap con le concorrenti italiane. Chi come De Laurentiis afferma che i bianconeri dovrebbero lasciar vincere anche altri, fa enormi danni di mentalità. Per vincere bisogna mettersi in testa di lavorare di più e meglio di chi ti sta davanti, non sperare che i bianconeri accusino un certo logorio da vittoria».

Poche speranze per la Serie A quindi?
«La speranza è l'ultima a morire. Ma prima di allora ricomincerà il campionato e tutti torneranno ad essere appassionati dal "sistema", dal "fatturato", dagli "avversari che si scansano" e così via».

Grazie al nostro interlocutore, di cui ancora non vi abbiamo svelato il nome. Bene, il nostro autorevolissimo ospite era Uomo Qualunque. Non era una presa in giro per chi legge, ma un modo per sottolineare che tutti possiamo parlare di calcio.


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