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Editoriale di S. BIANCHI del 12/09/2018 10:06:40
Pisani in bianconero

 

La mia città ha dato i natali, nei secoli, a grandi uomini di cultura e di scienza come Leonardo Fibonacci, Galileo Galilei, Antonio Pacinotti, per citarne solo alcuni, ma non è stata abbastanza prodiga di pargoli che siano diventati famosi giocando a pallone. Oddio, in parecchi non pisani hanno iniziato una grande carriera proprio dall’Arena Garibaldi, e penso a Bobo Vieri, Padovano, Kieft, Dunga e Simeone. Dovrei aggiungerci Tardelli, che calcisticamente parlando è pisano, come molti attestano, vedi Ormezzano (“Ha incominciato a tirare i primi calci ufficiali a un pallone a Pisa, nel San Martino” ), Ansaldo, Beccantini e Bianco (“Dal Pisa al Como e poi tanta Juve”), di Tavella (“A Pisa, dov’è cresciuto, resta amorevolmente Tardellino”). Peccato sia nato a Capanne di Careggine (Lucca): avrebbe potuto essere un conterraneo di Galilei e Fibonacci, invece lo è di Bonturo Dati (Carducci, Faida di Comune).

Sono invece Pisani DOC tutti quelli che seguono, da Alessandro Duè, ala sinistra, nato il 10 luglio 1913, bianconero nella stagione 1936/37, che con nove presenze contribuisce al quinto posto in campionato, purtroppo senza riuscire a provare la gioia di una rete. Anche Ugo Conti, nato il 2 settembre 1916, è un’ala sinistra. Disputa quindici partite di campionato nella stagione 1945/46, contribuendo al secondo posto finale anche con la segnatura di tre reti: una alla Sampierdarenese e, da buon pisano, due alla Pro-Livorno. Ecco, poi, Ettore Mannucci, nato il 3 ottobre 1929, juventino nella stagione 1954/55. Le cronache lo dipingono come un discreto giocatore che contribuisce al settimo posto in campionato con le sue quindici partite disputate, talvolta come sostituto di Boniperti. Due le reti segnate: quella del definitivo uno a zero sull’Udinese nel girone di andata, e una della cinquina casalinga rifilata al Bologna nel girone di ritorno.

Con Roberto Tancredi si arriva a tempi più recenti. Portiere, nato il 30 gennaio 1944, agilissimo e dotato di buon colpo d’occhio, dalle giovanili bianconere è dirottato a fare esperienza in provincia, per tornare a Torino dal 1968/69, con il difficile compito di sostituire Roberto Anzolin. In tre anni tra i pali della Juventus, colleziona settantacinque presenze in partite ufficiali e gli sfugge per un soffio la conquista della Coppa delle Fiere, persa nella finale con il Leeds United.

Francesco Morini, “Morgan” per i tifosi, è nato il 12 agosto 1944 e arriva in bianconero per la stagione 1969/70. Stopper roccioso, a dispetto dell’aria angelica conferitagli dai capelli biondi e dagli occhi azzurri, è uno spietato marcatore, grande nell’uomo contro uomo e formidabile nell’anticipo. Dopo dieci stagioni lascia il calcio giocato dopo 372 partite ufficiali, senza reti all’attivo, che gli valgono un palmares di cinque scudetti, una Coppa Italia e la Coppa UEFA del 1977. Direttore Sportivo bianconero nell’era Boniperti, vanta al suo attivo anche undici presenze in maglia azzurra.

Franco Nanni, detto “Bombardino” per il suo gran tiro da fuori area, è nato l’11 maggio 1948 ed ha vestito la maglia bianconera solo nella stagione 1967/68, senza mai scendere in campo in gare ufficiali.

Si arriva a tempi recenti con Alessandro Birindelli, “Birillo”, nato il 12 novembre 1974, in bianconero dal 1997/98 per otto stagioni. Scattante terzino destro, talvolta schierato a centrocampo, è un prezioso comprimario, serio, disciplinato ed affidabile, dotato di fondo, velocità ed eccellente recupero. Disputa sei gare in Nazionale, e ogni tanto si toglie la soddisfazione del gol: favoloso quello al Feyenoord in Champions League, il 17 settembre 1997. Nel palmares cinque Scudetti, tre Supercoppe di Lega, un Campionato di Serie B, una Coppa Intertoto.

Marco Storari, nato il 7 gennaio 1977, ottimo secondo portiere bianconero per cinque stagioni, dal 2010 al 2015, con sessantaquattro presenze ha contribuito alla conquista di quattro scudetti, i primi quattro della seconda cinquina, una Coppa Italia e due Supercoppe di Lega.

Giorgio Chiellini, nato il 14 agosto 1984, gran difensore centrale, da quest’anno capitano bianconero, è alla Juve dal 2005/06 e, in tredici stagioni ha conquistato otto Scudetti, di cui sette consecutivi, quattro Coppe Italia consecutive, un campionato di Serie B e tre supercoppe di Lega. Considerato uno tra i migliori difensori della sua generazione, per cui ha ricevuto moltissimi riconoscimenti, nel frattempo è persino riuscito a laurearsi in Economia e Commercio con un bel 109/110.

Ultimo arrivo è Andrea Favilli , nato 17 maggio 1997, nelle giovanili della Juventus dal 2015, letteralmente esploso in questo precampionato: durante la trasferta in USA per l’International Champions Cup ha rifilato una doppietta al Bayern e fatto un gol agli All Stars della MLS. Il suo palmares però già brilla di uno scudetto per il gettone di presenza del 7 febbraio 2016, quando esordisce in Serie A col Frosinone, subentrando ad Alvaro Morata.

Se avesse un fisico idoneo, un buon tiro con entrambi i piedi e con la testa, migliore dribbling, più ampia visione di gioco e maggior senso della posizione, insomma, se sapesse giocare a pallone, il prossimo pisano in bianconero avrebbe potuto essere chi scrive. Se avesse anche quarant’anni di meno.

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