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Attualità di N. REDAZIONE del 04/10/2018 11:20:57
Marotta è in fuorigioco

 

Di Crazeology

Come un fulmine a ciel sereno, il 29 settembre, durante la partitona Juve-Napoli, è esplosa la notizia che Beppe Marotta a breve lascerà la Juventus. In tanti hanno pensato, “ecco, lo hanno licenziato”.

Partiamo però con una doverosa precisazione. Marotta viene considerato da molti “silurato” solo perché tutti, e pure lui stesso, davano per scontato un rinnovo. Ma in realtà è tutto nella logica delle cose del mondo del lavoro. Anche se è un superlavoro superpagato. Si è semplicemente deciso di cambiare. Tecnicamente non è proprio un licenziamento, è una non conferma. Dopodiché, bisognerebbe capirne i motivi, e su questo ci si può interrogare.
Il suo mandato da amministratore delegato scade il 25 ottobre, non ci sarà un rinnovo, e dunque nella nuova lista dei nominativi che a breve comporranno il nuovo consiglio di amministrazione, il suo nome non c’è. Anche se al momento resterà per meno di un mese nell'area sportiva (ma non è detto che non possa dimettersi prima se ricevesse qualche offerta interessante da altro top club), sembra praticamente certo che dal 26 ottobre in poi la sua avventura calcistica, che dura ormai da diversi decenni (da metà anni 70, Varese, Monza, Como, Ravenna, Venezia, Atalanta, Sampdoria, Juventus) continuerà altrove. I media hanno addentato con avidità la notizia e in queste ore stanno continuando a morderla un po' da tutti i lati. Come al solito, quando di parla di Juventus, tutti sono pronti a “pucciare il pane”, come si suol dire. E in questi giorni, mentre "si facevano la scarpetta", avanzavano ipotesi di diverso genere, e sono stati fatti diversi nomi a casaccio come possibili sostituti. Ma la realtà poi ha preso il sopravvento e si è arrivati alla conferma e alla cristallizzazione dello status quo, più o meno, che vedrebbe la sola triade Paratici-Nedved-Agnelli come protagonista assoluta della futura parte sportiva.

Va detto che il suddetto fulmine a ciel sereno ha colpito anche i tifosi, che sono stupiti da questo cambio di rotta repentino, oltre che dai modi e dai tempi di questa uscita.
In tanti ne discutono, in tanti ci riflettono, in tanti si pongono domande. Anche perché, a quanto pare, si tratta di una scelta aziendale posta in essere da Andrea Agnelli in persona. E la tifoseria è anche divisa sulle capacità professionali dimostrate da Marotta in questi 8 anni. Secondo alcuni l'inizio è stato un po' pasticciato, con alcune operazioni di mercato da dimenticare, mentre il dopo è stato positivo e ricco di campioni e soddisfazioni. Secondo altri invece il vero problema di Marotta è sempre stato quello di non avere grandi capacità di acquisire cartellini a cifre convenienti e soprattutto di non avere le capacità di ottimizzare gli introiti con le operazioni in uscita. E da queste due posizioni contrapposte ci si divide anche per valutare positivamente o negativamente la scelta di Agnelli.

Non si sa ancora bene quali siano i veri motivi di questa interruzione di idillio tra il Presidente e l'Amministratore Delegato, e non ci resta che prenderne atto, aspettando notizie più approfondite nelle prossime ore/giorni.
C'è però qualcosa che a molti media non è sfuggito ma hanno sottovalutato, e che è bene segnalare nuovamente.
Dal nuovo elenco diffuso da Juventus, si deduce un'altra uscita a sorpresa di un certo peso, quella dell’altro Amministratore Delegato, ossia Aldo Mazzia, il quale tornerà alla Casa Madre (Exor). Quindi vi è la contemporanea uscita dei due amministratori delegati, e a breve si avrà il nuovo organigramma definitivo e le relative cariche (nomi e cariche li ha già fatti Agnelli, grossomodo). Ricordiamo inoltre che anche l’avvocato Giulia Bongiorno è uscita di recente dal board amministrativo del club.

In attesa di saperne di più, possiamo dire che comunque vada si è sicuramente chiusa un'era. Ora tocca ai giovani, questa è l'unica certezza. Già le operazioni Ronaldo e Cancelo avevano visto Marotta relegato nella posizione di spettatore, visto che gli attori della parte Juve furono Paratici e Agnelli. Quello forse è stato il primo "strappo" tra Marotta e la Juve? Chissà. Inoltre, spesso nei discorsi fatti da Agnelli in diverse interviste riguardo a progetti e prospettive future, è sembrata sempre più chiara la volontà di un ambizioso cambio di passo del club rispetto alle sfide di livello mondiale, sia a livello sportivo che a livello economico-aziendale. Bisogna ammettere che discorsi di questo genere non sono mai stati fatti da Marotta, che è sempre sembrato un dirigente molto più limitato e coi piedi per terra. Potrebbe essere questo il motivo della sua uscita? Chissà.

Dalla lettura delle dichiarazioni dei protagonisti, sembra abbastanza chiaro che la Juve in questi giorni stia riassettando un po’ meglio la struttura, senza tuttavia stravolgere l’organizzazione generale. Il modo di lavorare resterà quello più o meno in tutti gli ambiti.
L’arrivo di CR7 sembra proprio aver dato nuova linfa alle idee e alle prospettive di sviluppo del club e del suo brand. Come al solito però, i modi con cui è stato congedato Marotta, appartengono al paludato stile torinese sabaudo, inadeguato e freddo da sempre. Avrebbero potuto essere spese due parole visto che Beppe ha lavorato per ben 8 anni nel club.
Al di là delle motivazioni reali dell'allontanamento, almeno due paroline di circostanza ed un ringraziamento pubblico per il lavoro svolto sarebbero state doverose, invece di lasciarlo solo all’improvviso, imbarazzato e con gli occhi lucidi, alla mercé di telecamere, avvoltoi vari e media antiJuve. Di fondo, i 7 scudetti di fila sono anche merito di Marotta, che piaccia o no.
Un'azienda “normale” lascia fuori un dipendente e stop. Capita tutti i giorni. Ma una grande società come la Juventus, di cui si parla in tutto il mondo, quotata in borsa, con tutti i media contro, che riempie milioni di pagine di giornali ogni anno e che ha un seguito di milioni e milioni di tifosi, sponsor, ecc, avrebbe dovuto gestire la vicenda possibilmente in modo più accorto. Salvare le apparenze è fondamentale.
Bisognerebbe sempre, in questi casi, costruire per tempo una confezione degna per queste scelte (anche solo di facciata). Anche nel rispetto del lavoro dei singoli. Noi sappiamo però fin troppo bene che la prima vera sfida del club non è quella di fare bene ottenendo grandi risultati, ma è proprio quella di scrollarsi di dosso questa vecchia storica zavorra un po’ feudale, che porta a non curare a sufficienza comunicazione, immagine, difesa da accuse immotivate, ecc. Alla fine il vecchio vizio viene fuori sempre. Battaglia persa in partenza con questa proprietà. Rassegniamoci.


Dal canto nostro, possiamo solo dire grazie a Marotta per il lavoro svolto, anche se magari non tutti noi, e non sempre, abbiamo apprezzato il suo operato. Ma un po’ di cortesia e rispetto all’uomo bisogna darli, sempre. Noi un po’ di “stile”, al contrario di altri, lo abbiamo davvero.
Ciao Beppe.

Nota a margine.
Siamo a conoscenza dell'inchiesta di Report che verrà trasmessa tra qualche giorno, ricordiamo però a tutti i lettori che è tutta roba vecchia su cui non vi è nulla di penalmente rilevante ne' per la Juventus ne' per i suoi dirigenti o ex dirigenti. Detto questo, guarderemo il programma senza pregiudizi, e semmai lo commenteremo. Nel frattempo qualcuno ricordi al signor Ranucci (che sta rilasciando dichiarazioni ai media per promuovere il programma) che a quei tempi persino la Digos consigliò alla Juventus di cedere ad alcune richieste della tifoseria per non avere dei grossi problemi allo Stadium. Un bravo giornalista dovrebbe partire da questo presupposto per raccontare tutta la vicenda e i problemi del mondo pallonaro riguardanti biglietti ecc.
Detto questo, siamo pronti a vedere e valutare l'inchiesta.



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