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Editoriale di N. REDAZIONE del 23/01/2019 09:23:25
Il primo Scudetto di Edoardo

 

di A. Pavanello

E’ la stagione in cui la gestione del presidente Edoardo Agnelli e dell’allenatore Jeno Karoly inizia a dare i suoi frutti: la Juventus ritorna al titolo di Campione d’Italia.

Karoly era arrivato alla Juventus tre anni prima, nel 1923. Fu Edoardo Agnelli ad averlo ingaggiato, dopo averlo scoperto sulla Riviera Ligure. Giocatore nell’MTK Budapest, nel Kispest e capitano della nazionale magiara, aveva appeso le scarpette al chiodo alla fine del primo conflitto mondiale ed era diventato allenatore dapprima in patria e successivamente in Italia, a Savona. Jeno Karoly fu il primo allenatore (“trainer”come si diceva all’epoca), ma non solo: le sue mansioni erano in sostanza quelle di un allenatore-manager.

Fu lui ad aver favorito l’ingaggio di Violak (giocatore ungherese, il cui cognome fu poi italianizzato in “Viola”) e, all’inizio della stagione 1925/26, di Hirzer, altro connazionale dal tiro potente e dalla corsa rapida, che gli valse il soprannome di “gazzella” dai tifosi bianconeri.
La squadra si era altresì rinforzata in difesa, con Allemandi che aveva sostituito Novo, mentre Rosetta era ormai diventato terzino. Altro ingaggio: il fiumano Vojak.

In un campionato ancora suddiviso in gironi (la riforma Pozzo, che avrebbe imposto i campionati a girone unico, sarebbe arrivata qualche anno dopo), la Juventus partecipò al girone B della Lega Nord, che dominò con diciassette vittorie e 934 minuti d’imbattibilità (record che sarebbe durato novant’anni). Il vantaggio dei bianconeri sulla seconda classificata, la Cremonese, fu di otto punti; nell’altro girone fu il Bologna a imporsi, dopo una dura lotta con il Torino.
L’assegnazione del titolo di vincitore finale del torneo, vedeva dunque opposte Bologna e Juventus: fu una vera e propria battaglia, che durò tre incontri. Il primo di essi, disputatosi l’11 luglio 1926, vide i bianconeri, malmenati inizialmente dal Bologna, prima pareggiare e successivamente andare in vantaggio grazie ad una doppietta di Hirzer (l’attaccante segnò ben 35 gol al termine della stagione), ma i bolognesi rimediarono e l’incontro terminò 2-2. Il 25 dello stesso mese si giocò la gara di ritorno, ma ancora una volta fu un pareggio (stavolta a reti inviolate); la particolarità fu che Rosetta fu schierato in attacco.

Visto il risultato degli incontri, fu dunque necessario disputare una terza gara. Improvvisamente, ecco il dramma che colpì la Juventus: quattro giorni dopo il difficile match di Torino, Jeno Karoly, l’allenatore della Juventus muore, stroncato da un infarto.

L’1 agosto, a Milano si svolge la gara decisiva e i bianconeri onorano la memoria del loro allenatore nel migliore dei modi, battendo il Bologna in una gara combattuta: alla rete iniziale di Pastore, replicò Schiavio all’inizio del secondo tempo e fu Vojak a fissare il risultato sul 2-1 per i bianconeri.

La Juventus, vincitrice della Lega Nord, affrontò l’Alba, che aveva vinto il girone Lega Sud, ma i due incontri furono pura formalità per il club torinese; troppo grande il divario tecnico tra le due formazioni. Nella gara di andata, giocata l’8 agosto, la Juventus s’impone 7-1, dopo aver dominato la formazione romana fin dall’inizio (Hirzer segnò una tripletta e Pastore una doppietta). Le cose non cambiarono per il match di ritorno, disputatosi il 22 agosto: dominio schiacciante dei bianconeri e punteggio di 5-0 (e doppietta di Pastore).

Il club vinceva il secondo Scudetto della sua storia: non eravamo che agli inizi…



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