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Attualità di P. CICCONOFRI del 03/04/2019 09:17:50
Oggi non sono tutti Kean, Matuidi e Sandro?

 

Alla Sardegna Arena, ieri sera, è stata giocata la partita di campionato con il locale Cagliari che ospitava la Juventus. La partita è finita con la vittoria dei bianconeri per 2-0, con le reti di Bonucci e Kean.

La cosa che fa discutere sono gli ululati razzisti che si sono ben uditi, per tutta la partita, all’indirizzo dei giocatori juventini di colore. Per chi come noi ha assistito al match dalla tv, ha sentito i buuu razzisti, molto prima del gol di Kean. Abbiamo, attraverso la nostra pagina twitter, segnalato immediatamente la situazione (LINK), (LINK), (LINK).
Il Presidente del Cagliari, Giulini, a fine partita, ai microfoni sky, ha parlato subito di strumentalizzazione: “Mi dispiace perché ho sentito troppi moralismi. Se avesse segnato Bernardeschi sarebbe successa la stessa cosa. Fino al gol non era successo niente. Non strumentalizzate la cosa”. “Kean (Kin o Kean come lo chiamate voi) ha sbagliato e me lo hanno detto anche i giocatori della Juve. Il Cagliari rifiuta le accuse di razzismo. Io ho sentito soprattutto dei fischi, sarebbero arrivati ugualmente a tutti gli altri giocatori. Se ci sono stati degli ululati sono da condannare” (LINK).

Poco prima, l’inviato alla Cagliari Arena di Sky aveva commentato l’episodio cercando di minimizzare il più possibile l’accaduto: “isolati fischi quasi impercettibili ... un gruppo veramente ristretto, che appartiene a pochi singoli, all'inizio del secondo tempo, che potrebbero essere arrivati a Kean”. Quindi noi siamo anche sordi? Dobbiamo chiamare presto un tecnico che verifichi l’impianto audio della nostra TV.

Il problema di oggi è che TUTTI sembrano voler rigirare la frittata. Se sono 100 o 1000 a comportarsi da razzisti vanno comunque puniti e condannati, soprattutto se fanno parte di una tifoseria che è recidiva a questa pratica. Spostando le colpe sulla presunta provocazione di Kean, il rischio è che alla prossima gara alla Sardegna Arena continueranno con ancora più vigore.
Un mondo sportivo che ogni volta dà la colpa a pochi imbecilli per non prendere provvedimenti, non fa altro che giustificare il razzismo.
Non si può sentire, un Presidente di una squadra di Serie A, che rappresenta anche quella tifoseria, presentarsi in conferenza stampa dicendo che Kean ha esagerato e Matuidi ha fatto una sceneggiata assolvendo di fatto chi quei cori li ha fatti e come.

A questo si aggiunge un giornalismo sportivo che parla come un tifoso da bar. Basta leggere il Corriere della Sera che titola: “Kean, l’esultanza dello scandalo. Moise segna e si ferma davanti alla curva che risponde con buu razzisti”. Kean esulta così in risposta ai buu che ci sono stati prima. Non il contrario. E lo scandalo sarebbe quello di fermarsi senza fare nemmeno un gesto? (LINK)

La Gazzetta dello Sport titola: “il baby sfida la curva” e precisa che i fischi sono stati molto più dei buu che si sono sentiti solo dopo l'esultanza dell'attaccante sotto la curva del Cagliari. Gli ululati si sono ripetuti anche nei confronti di Matuidi e Sandro e i giocatori lo hanno segnalato all'arbitro Giacomelli (LINK).

Per Libero, a far discutere è l’esultanza di Kean, non gli ululati razzisti. Capite cosa dobbiamo commentare? (LINK)

Repubblica scrive: “il gol del 2-0 e il festeggiamento provocatorio, a quanto pare in risposta a qualche isolato buu ricevuto in precedenza, hanno scatenato una bolgia..”( LINK)

Sembra quasi che quando in ballo ci sono giocatori della Juve, sia più importante il colore delle maglie che quello della pelle. Se sei juventino devi prenderti tutto e se reagisci in modo civile come ha fatto Kean sei addirittura un provocatore. Moise è il mezzo per attaccare ancora la Juve.

La Juventus si è affidata alle parole del mister e del capitano.
Allegri, non seguendo i pianti di Ancelotti, ha chiaramente detto che devono essere isolati e puniti coloro che si macchiano di questi gesti. "Inutile parlarne, dar loro spazio o interrompere la partita. I razzisti vanno presi e portati fuori dallo stadio. E non devono più entrarci. Mai più."
Giorgio Chiellini, ha voluto precisare: "L'unica cosa che ci tengo a dire è che Moise è un patrimonio del calcio italiano, è un ragazzo d'oro che sta facendo tutto il meglio quindi non deve uscire per quello che non è. Ho rivisto anche le immagini e non ha fatto niente".

Un’altra brutta storia, dove agli ululati razzisti, si unisce la partigianeria di chi dovrebbe educare.

VIDEO

GLI ULULATI
LA RASSEGNA STAMPA SULL’ARGOMENTO

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