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Editoriale di P. CICCONOFRI del 22/06/2019 09:06:49
Personaggi in cerca di polemica ne abbiamo?

 

L’addio di Totti, la presentazione di Sarri, Zazzaroni, Crosetti e De Laurentiis.

Settimana di passione per la stampa italiana che da un lato si è occupata dell’addio d'er pupone dalla Roma, dall’altra dell’arrivo di Sarri alla Juventus.

Partiamo da Totti. Malagò, presidente del Comitato olimpico nazionale, noto tifoso giallorosso e amico del pupone, ha concesso a Totti la possibilità di avere la sala d’onore del CONI per la sua conferenza stampa di addio alla Roma e la Rai, altro fortino giallorosso, l’ha trasmessa praticamente a reti unificate addirittura in diretta. Ma volete che in questo contesto qualcuno, magari sempre in cerca di polemica, addirittura direttore di un noto quotidiano sportivo, non abbia voluto rimarcare anche la rivalità con la Juventus anche se proprio non c’entrava niente con il contesto?

Certamente no, il palcoscenico meritava proprio un’arruffianata ai tifosi sconvolti dall’addio del loro idolo. E chi poteva essere se non Zazzaroni a piazzare un bel pistolotto?
Scrive, all’indomani della conferenza stampa, direttamente in prima pagina sul Corriere dello Sport: “L’avevo già vista, quella strana espressione nei suoi occhi. Avevo già visto quello sguardo così fiero, vivace, beffardo. Soltanto uscendo dal salone d’onore del Coni mi sono ricordato dove e quando. All’Olimpico, quindici anni prima, Roma-Juve 4-0. Uno sguardo identico aveva accompagnato un gesto indimenticabile e anche sgradevole, ma molto romano: le quattro dita allungate, il movimento alla mano che stava a significare: ‘quattro e a casa’. ‘Quattro e a casa’ l’ha ripetuto ieri Francesco Totti. Ma quattro, stavolta, non erano i gol segnati, bensì i dirigenti”.
Un trafiletto da libro cuore, da ritagliare e conservare con cura. D’altra parte come non ricordare che la Roma vince con la Juve ogni 15 anni? Ma quel gesto, proprio perché così raro, resterà indimenticabile…

Altro giro alla corsa. Arriva il giorno del benvenuto a Sarri che si presenta come nuovo tecnico bianconero. Sala gremita di giornalisti e sorprendentemente, alla pacatezza del tecnico, come poche volte ricordo, anche i presenti hanno posto domande interessanti, spaziando un po’ su tutto ed in modo fin troppo ordinato.
Poi arriva Maurizio Crosetti, che evidentemente non vedeva l’ora di togliersi una bella soddisfazione e fare la battutina al veleno: Con sguardo fiero, microfono alla mano, chiede a Sarri: “Negli anni di Napoli Lei è stato spesso un po' una specie di protagonista anche critico di un certo mondo di vivere il calcio; la Juve l'ha indicata spesso come una specie di potere costituito a volte lo ha detto a parole a vole, qualche volta anche con un gesto e adesso, in questo potere costituito, lei si trova ad essere l'allenatore, come la mettiamo? Ah, poi volevo sapere se sono partite le famose querele quando si disse che Lei sarebbe venuto alla Juve".
Credo che Sarri non solo abbia risposto in modo corretto, ma, in un contesto normale, per un professionista, dovrebbe essere avvilente presentarsi così.
Crosetti, che evidentemente ha del livore verso la Madama, il 20 maggio aveva affermato: “La Juve non vince più. Forse Ronaldo ha cominciato davvero a declinare”. Campionato finito con un mese di anticipo, in una stagione in cui CR7 vince comunque tre titoli, l’ultimo dei quali conquistato con il Portogallo, da grande protagonista, qualche giorno dopo questa affermazione.
A volte, il silenzio eviterebbe brutte figure …

Finiamo con il mitico De Laurentiis che, anche questa volta, non trova meglio da fare che darsi per l’ennesima volta la zappa sui piedi. Forse a corto di argomenti ma con tanta voglia di mettere in cattiva luce l’ex allenatore del Napoli ora avversario, afferma: “Sarri? Urla e bestemmia, come si adeguerà alla Juve?". Quindi, a Napoli, in quell’ambiente, all’allenatore è permesso di bestemmiare! Complimenti per avere evidenziato lo "stile Napoli".

Se ci fate caso, ad aizzare tifosi verso polemiche sterili, sono sempre gli stessi nomi. Firme comunque del giornalismo italiano ed in questo caso, il presidente di una società della massima serie. Il livello è questo.

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