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Eventi di S. BIANCHI del 18/09/2019 15:52:14
Nasce il 'gol alla Del Piero'

 

Il 18 settembre 1994, al San Paolo, agli ordini di Collina si gioca Napoli - Juventus. Al trentaduesimo, Juve in vantaggio: rete di Ravanelli. Al settantaduesimo, dopo un tentativo di percussione di Conte, Del Piero recupera il pallone al vertice destro dell’area, si libera di un paio di avversari accentrandosi e lascia partire un tiro a giro che beffa l’incolpevole portiere Taglialatela. Non male per un ragazzino non ancora ventenne, alle prime partite giocate dal primo minuto ed ancora considerato la riserva di un certo Roby Baggio.

Non è ancora quello che diverrà il “gol alla Del Piero", ma ne contiene i germi: Ale si libera del difensore, si accentra, effettua un tiro a giro col pallone che s’insacca sul secondo palo, mentre il portiere, invano, protende le mani. Le differenze con quello che diverrà un “cult” sono costituite dal fatto che l’azione non è preparata nel modo che diverrà tipico, il tiro a giro non parte proprio dalla “mattonella” di Del Piero e non s'insacca all'incrocio dei pali.

Le dediche, nel calcio, sono merce rara: c’è la “Zona Cesarini”, la “Punzione alla Roberto Carlos”, la “Ruleta di Zidane” e il “Gol alla Del Piero”: pochi altri calciatori hanno il proprio nome legato a un tipo di giocata. Far gol con un tiro a giro sul secondo palo, da una zona vicina all’incrocio dell’area di rigore viene definito, appunto “Gol alla Del Piero”. Com’è nato? Il proto-tipo, inteso in senso letterale di “proto” più “tipo”, cioè il primo esemplare di tale segnatura, come detto, risale al 18 settembre 1994. Per la replica occorre attendere tre mesi: è l’11 dicembre e la gara è Lazio - Juventus, che si chiuderà con un pirotecnico quattro a tre per noi. Alessandro, dopo aver segnato l’uno a uno del momentaneo pareggio con un’agilità incredibile, al settantasettesimo riceve il pallone: nel controllarlo ha già saltato l’avversario, ne attende il ritorno, si libera e calcia. Stavolta il pallone si infila regolarmente all’incrocio dei pali... però il tiro avviene da dentro l’area.

Ecco che si arriva all’archetipo, al vero e proprio modello del gol che porta il nome di Del Piero: la gara è Borussia Dortmund - Juventus del 13 settembre 1995. Al Westfalenstadion non è ancora trascorso un minuto che i giallo-neri sono già in vantaggio con la rete dell’ex, Andreas Möller, ma già all’undicesimo la Juve agguanta il pari con Padovano, imbeccato da proprio da Ale. Al trentaseiesimo, da Jugovic a Paulo Sousa, lancio millimetrico del portoghese, con Alessandro che, tra l’out di sinistra e il lato corto dell’area, all’altezza del dischetto del rigore recupera il pallone, punta Kohler, se ne libera con una finta sinistra-destra per poi calciare da appena fuori del vertice dell’area. Ecco il “Gol alla Del Piero”, che a Dortmund si è perfezionato in tutto il suo splendore e con tutti quanti i particolari che lo contraddistinguo: ricezione del pallone con uno stop perfetto immediatamente fuori dal vertice destro dell’area, doppia finta a liberare il destro, tiro di interno destro col pallone accarezzato da tutto l’interno-piede, parabola a rientrare ed a scendere che si infila all’incrocio dei pali alla sinistra del portiere. Vi ricordo il risultato, anche se, probabilmente, non servirebbe: Conte chiuse quella gara sul tre a uno.

Del Piero si ripete a Bucarest con lo Steaua (tre a zero, 27 settembre 1995) e poi a Torino col Glasgow Rangers (quattro a uno, 18 ottobre 1995): tre “Gol alla Del Piero in poco più di un mese. I difensori e portieri ormai lo conoscono, sanno che Del Piero con la palla al piede, specie in quella posizione, è un pericolo pubblico. Tutti lo sanno e tutti si aspettano la prodezza. Come dice Di Livio: “Ne fece diversi belli, straordinari… era diventata veramente la mattonella come si avvicinava in quella posizione comunque c’era un po’ la sensazione che lui potesse fare il tiro ad effetto imparabile per i portieri”. Infatti non si ferma, replica la giocata tante altre volte, come a Torino col Verona (3-2, 15 dicembre 1996), col Milan (4-1, 28 marzo 1998), con l’Artmedia Bratislava (4-0, 13 agosto 2008), lo Strum Graz (1-0, 26 Agosto 2010) e con la Roma (3-0, 24 gennaio 2012), ma chissà quanti altri ne ho dimenticati.

Così, il nostro amato campione, oltre ai titoli che ci ha regalato, è passato alla storia del calcio anche per questa perla di cui detiene il copyright, su cui ha scolpito marchio di fabbrica, come a suo tempo è avvenuto per “il doppio passo alla Biavati” o per la “finta alla Cruijff”. Forse, pur considerando i nuovi materiali di cui erano costituiti i palloni e a parte l’abilità nell’effettuare tutta la sequenza del gesto tecnico, un'importante porzione del merito per l’attribuzione del “Gol alla Del Piero” sta nella concentrazione temporale, quel famoso periodo di poco più di un mese in cui Alessandro faceva gol solo in questa maniera. Grazie, Ale!

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