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Calcio giocato di M. LANCIERI del 22/10/2019 07:22:32
Commento dopo l’ottava di campionato

 

Anche l’ottava di campionato riconferma il duello in vetta tra Juve e Inter: entrambe hanno vissuto qualche emozione inaspettata sul finale delle loro partite, ma hanno portato a casa il risultato, ribadendo il primo e secondo posto in classifica.

La Juve , nella non comodissima sfida contro il battagliero Bologna , ha dominato a tratti la partita, pagando però un rilassamento nel primo tempo e l’incapacità di chiudere la partita nel secondo. E così, nonostante una miriade di occasioni a proprio favore, i bianconeri hanno sofferto nei minuti finali, subendo anche una traversa (in azione di fuorigioco) da parte di felsinei, che nonostante questa sconfitta si mantengono a metà classifica.

Ancora più strano l’andamento del match di Reggio Emilia, in cui l’Inter ha disputato per 70 minuti una delle sue migliori partite contro un Sassuolo (ora in zona retrocessione, ma con una partita da recuperare) tenuto a galla solo dal capolavoro estemporaneo di Berardi, ma poi ha subito un calo fisico e mentale clamoroso, rischiando seriamente di compromettere un risultato che sembrava acquisito.

Se le prime due hanno faticato più del previsto, la terza ha lasciato per strada due punti in modo incredibile: dopo un primo tempo stradominato, il cui parziale 0-3 non raccontava neppure completamente la superiorità dell’Atalanta sulla Lazio (tanto da provocare una pioggia di fischi da parte dei tifosi biancazzurri), nella ripresa si sono ribaltate le parti. Gasperini non ha tutti i torti quando si lamenta dei rigori subiti (se il secondo è una furbata di Immobile, che a termini regolamentari andava però “premiata” con il penalty, il primo è effettivamente un tuffo bello e buono, compiuto oltretutto in clamoroso ritardo rispetto al presunto contatto), ma dovrebbe prendersela in primis con i suoi giocatori, che hanno dimostrato di non avere ancora la maturità delle grandi squadre ed hanno sprecato un’occasione enorme. E pensare che nell’intervista dell’intervallo Gomez aveva messo in guardia sulla necessità dei bergamaschi di mantenere sempre ritmi molto alti.

Chi invece ha ritrovato il successo è il Napoli , nonostante una partita molto più difficile di quanto dica il risultato: il Verona si è confermato squadra coraggiosa, capace di mettere in difficoltà chiunque, ma poi è mancato nelle zone importanti del campo, fallendo le proprie opportunità offensive e subendo due reti dal redivivo Milik.

Ad inizio stagione, eravamo sorpresi dall’andamento scadente dell’ambizioso Cagliari , che non stava ottenendo i risultati aspettati, dopo una campagna acquisti in primo piano. Ora, dopo una serie di partite molto positive, si è proiettato addirittura a ridosso della zona Champions League: la vittoria netta contro la Spal (con una classifica sempre più scomoda) ha anche visto la prima bellissima rete stagionale di Nainggolan.

Rimane invece paradossale la situazione in casa Roma : la classifica potrebbe indurre all’ottimismo (sesta, a soli 3 punti dal Napoli), ma il rendimento degli ultimi incontri è insoddisfacente. E ancora più paradossale è il fatto che, dopo un inizio di stagione in cui il reparto meno affidabile sembrava quello difensivo, ora è la sterilità offensiva a creare problemi: due gol nelle ultime quattro partite rappresentano un misero bottino anche per una squadra falcidiata da assenza come quella giallorossa. Ad approfittarne è stata la Samp di Ranieri, che non fa mistero di essersi posto come primo obiettivo il raggiungimento di una buona stabilità difensiva e che ha trovato terreno fertile contro i giallorossi, incapaci di uscire dalla ragnatela dei blucerchiati.

Al contrario, il reparto offensivo del Parma si dimostra tanto in salute da essere riuscito a rifilare cinque gol (tre dei quali segnati da Cornelius, oltretutto neppure nell’undici titolare) al Genoa dell’ormai esonerato Andreazzoli, a cui probabilmente non sarebbe stato sufficiente neppure un pareggio per salvare la propria panchina. A prendere il suo posto, dopo le ipotesi Prandelli e Carrera, l’ha spuntata l’esordiente Thiago Motta (che nella sua breve carriera di allenatore ha guidato solo la U19 del PSG e non ha neppure il patentino da allenatore di Prima Categoria, necessario per guidare una formazione di Serie A, per cui verrà affiancato da un prestanome, tanto per dimostrare ulteriormente quanto sia facile aggirare i regolamenti).

Il terzetto che naviga a cavallo tra la metà alta e quella bassa della classifica attraversa momenti completamente differenti. Il Milan , reduce dal cambio di allenatore, ha dimostrato tanto entusiasmo quanta inconsistenza, aggredendo un Lecce fin troppo disposto alla battaglia a viso aperto e illudendo i propri tifosi che la musica potesse essere cambiata, grazie ad alcune individualità in evidenza (su tutti, Calhanoglu, autore di un gol ed un assist notevoli, Leao, tanto esuberante quanto impreciso, Milik, tornato al gol dopo una lunga astinenza, ed Hernandez, la cui forza atletica abbinata ad una buona tecnica ha trovato un convinto estimatore in nientemeno che Paolo Maldini), ma alla resa dei conti ha subito la doppia rimonta dei lucani, che hanno strappato un punto che vale oro in zona retrocessione. L’Udinese prosegue invece la sua corsa con la costante delle partite più avare di gol di tutta la Serie A (fatta eccezione per la seconda contro il Parma, negli incontri dei friulani non si è mai visto più di un gol) e, mantenendo la sua regola, ha vinto 1-0 contro il Toro, che completa il trio a 10 punti. I granata continuano ad avere molte difficoltà in trasferta, in cui, a parte la vittoria contro l’Atalanta alla seconda di campionato, hanno sempre perso.

Infine, nel posticipo di lunedì sera tra Brescia e Fiorentina , la partita è stata fortemente condizionata dall’infortunio a Dessena (a cui vanno i nostri migliori auguri), che ha impressionato i giocatori in campo al punto da bloccarli per quasi tutto il secondo tempo. Nonostante questo brutto episodio, qualche emozione non è mancata: dal gol di Ayé al termine di una splendida azione di Tonali annullato con un’interpretazione piuttosto forzata della VAR, all’occasione in extremis della Fiorentina, che al 97esimo ha sfiorato la rete con Castrovilli. A conti fatti, con il pareggio a reti inviolate, la Fiorentina interrompe la serie positiva di tre vittorie consecutive, ma centra comunque il sesto risultato di fila, che la colloca al settimo posto, con Lazio e Parma, mentre il Brescia riprende a fare punti dopo due stop consecutivi e raggiunge il Lecce al quintultimo posto e con una partita da recuperare.

Ora spazio alla competizione più importante, che vedrà la Juve impegnata nella partita fondamentale contro il Lokomotiv Mosca. Torneremo a pensare al campionato da mercoledì in poi: il prossimo impegno per i bianconeri sarà in trasferta a Lecce.

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