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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di E. LOFFREDO del 14/01/2020 09:58:30
La società dei mignottoni

 

Era forse il 1990 e un lunedì, in un editoriale per il Corriere dello Sport, Italo Cucci commentando una trasmissione Mediaset (all'epoca Fininvest) scrisse in modo esplicito e diretto di un atteggiamento da «mignottoni» dei conduttori e dei giornalisti ospiti. Il buon Cucci additava un moto eccessivamente ossequioso verso la squadra dello stesso editore che garantiva la messa in onda del programma.

Sono passati trent'anni e a quanto pare la "mignottaggine" è sempre sulla cresta dell'onda. La dimostrazione è nel come tutto il giornalismo sportivo e non delle Penisola ha trattato uno dei tanti episodi a favore dei concorrenti della Juventus. Ci riferiamo, ça van sans dire, al fallo di Lautaro Martinez su Toloi in Inter-Atalanta di sabato scorso.

Se trent'anni fa, ai tempi del citato editoriale di Cucci, faceva buon gioco l'assenza della moviola in campo, oggi le cose stanno in modo un po' diverso. La nascita della VAR e le distorsioni nell'utilizzo di cui soffre, anziché sedare una certa disinformazione di parte l'hanno clamorosamente rinfocolata!

Il giochino, sempre lo stesso, è di amplificare o attenuare i fatti e le notizie secondo il proprio interesse di bottega. Stiamo parlando di quella stessa stampa italiana, già descritta come «parzialmente libera» dal Centro europeo sulla libertà di media e carta stampata, che però ha la pretesa di essere considerata attendibile da chi dovrebbe fruire dell'informazione.

Per un giorno intero, fino alla realizzazione di essere stati sbugiardati sui social, non abbiamo visto titoloni sulle prime pagine, nei TG e sui profili social delle principali testate italiane. Si è proceduto, more solito, a spostare l'attenzione altrove, cercando anzi di mitigare la portata degli errori a favore della seconda squadra di Milano: "...però poi l'arbitro (nel finale) ha concesso un rigore dubbio all'Atalanta...". Suvvia, lo sappiamo, gli errori si compensano. In pochi hanno scritto che i rigori c'erano entrambi e si è quasi sorvolato sulla circostanza che il primo sarebbe stato accompagnato da cartellino rosso e che l'Inter avrebbe giocato in inferiorità tutto il secondo tempo.

Alcune note testate/redazioni simulando una piena e corretta informazione, non potendo tacere l'episodio, hanno mostrato il fatto ricorrendo a immagini sgranate e/o a riprese da angolazioni non ottimali. Questo fino a quello spontaneo rigurgito di dignità che la plebaglia incolta ha agitato sui social media.

È la stampa italiana, bellezza! Senza gli incolti che non hanno il pregio intellettuale di coloro che lavorano nelle redazioni giornalistiche si sarebbe seguitato con la politica dell'insabbiamento. Per un giorno nessuno ha titolato "Inter non così" (e neanche oggi), per un giorno nessuno ha intimato «Rizzoli chieda scusa!» (neanche oggi), nessuno ha fatto notare la stranezza del maggior numero di ammoniti per l'Atalanta (neanche oggi), e nessuno ha adombrato la malafede arbitrale o messo in dubbio l'affidabilità di chi era in sala VAR (da ieri: Rizzoli non ha colpe e Irrati rimane il miglior varista in circolazione, «in Italia non c'è nessuno più titolato di lui a stare davanti al monitor», Corsera) . Per lo meno ci siamo evitati il solito intasamento delle attività parlamentari da parte di qualche onorevole antijuventino.

Dopo tre giorni, per alcuni, resta la mission di togliere l'Inter dal calderone, di evitare qualunque atto di accusa. Non sia mai che la squadra di Conte si demoralizzi! Ne va delle speranze di mezza Italia. Ad oggi nessuno ha ancora fatto notare che quella trattenuta di Lautaro non è uno sgambetto qualsiasi, ma un gesto che nella sua stessa dinamica è quanto di più antisportivo si sia visto negli ultimi anni, per il gioco del calcio è persino più grave di una gomitata a un avversario data a palla lontana.

A parziale compensazione, o forse proprio per sviare le attenzioni da Inter-Atalanta, abbiamo assistito a qualche farneticazione televisiva in cui si è sostenuto che il fallo di Veretout su Dybala sarebbe il risultato di una furbata dell'argentino e quindi inutile discutere di un cartellino rosso al romanista. Sarebbe stato troppo per una furbata!

Ancora aspettiamo che qualcuno faccia notare che, male che vada, quel mancato rosso all'interista condiziona non una ma almeno due partite, quella di sabato scorso e la prossima in cui Lautaro sarà schierato. Un mancato cartellino che somiglia a un passaporto falso. Espulsione evitata che impatta inoltre sulla classifica di quattro squadre, due in lotta per il primato e altre due in competizione per la zona Champions.

A causare un insopportabile fastidio è sì quel fare da «mignottoni» (sempre citazione), ma anche quella protervia con la quale all'opinione pubblica molti «pisciano in testa» (altra citazione, G. Tosatti).

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