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Editoriale di N. REDAZIONE del 28/01/2020 10:40:02
Il personaggio del giorno per giorno…

 

di Antipatico
Per chi non lo sapesse, “Balo is back” : Balotelli è tornato. Parola de La Gazzetta dello Sport, che all’avvento del Regno di Supermario crede ciecamente come il testimone di Geova a quello dei Cieli. E la predicazione porta a porta va di pari passo. Ripercorriamone insieme le ultime tappe.

Il 18 agosto 2019 Balo torna ufficialmente a casa, ovvero a Brescia, “per dimostrare a se stesso prima che agli altri di essere ancora un calciatore da Serie A” e - ovviamente - “da Nazionale”. Purtroppo “l’era-Balotelli inizierà con 4 turni di ritardo”, cosicché Mario riapparirà in campionato solo alla quinta giornata. E indovinate con chi? “Contro la Juventus, fatalità” …

Arriva dunque il giorno dell’esordio (24 settembre) , in cui – sotto gli occhi del ct Mancini – “il predestinato” nato sotto il segno del Leone dimostra almeno di saper ancora calciare “come pochi abitanti del pianeta”, anche se sull’inizio della “nuova era” pesano evidentemente ancora i retaggi della vecchia (“sempre alla Juve, tutto a loro”, sarà l’amaro sfogo a partita persa).

Ma a spazzar via le nubi ci penserà Lui: che adesso andrà in scena a Napoli, ove naturalmente risulta essere “il più atteso” (27 settembre). Perché di una piazza come quella partenopea Balo sarebbe “idolo ideale”, e “le statuette a sua immagine e somiglianza avrebbero certo invaso città e dintorni” se solo fosse riuscito a convolare a nozze con la società di De Laurentiis. E invece – sotto agli occhi stavolta della figlia – “papà gol” finisce sconfitto giocando con la maglia delle Rondinelle.

Il rinvio della gara col Sassuolo, in cui ovviamente sarebbe toccato a Balotelli “trascinare la squadra”, costa la mancata convocazione in Nazionale. Poco male, perché mentre il ct azzurro “lo osserva” e “lo aspetta”, “il personaggio” del giorno (10 ottobre) - “applaudito da mille spettatori, da tanti bambini che sognano con lui, immaginando un giorno di essere come lui” - ha tempo d’allenarsi e di rifilare tre gol in amichevole ai dilettanti della Bagnolese: chiaro indizio che “Mario è tornato davvero”.

Balo è “il personaggio” anche una settimana dopo (18 ottobre), quando una curiosa statistica dimostra che pur segnando infinitamente meno, Mario scaglia mediamente più palloni verso la porta avversaria rispetto a CR7, Neymar e Lewandowski. Come dire che, quanto a vena realizzativa, s’attesta ai livelli d’un Marco Pacione o d’un Egidio Calloni …

Conservando quest’incredibile primato,“il personaggio” torna a occupare un paginone sulla Gazzetta a fine mese (31 ottobre) per un dito medio rivolto ai tifosi avversari in occasione della gara (dal “destino avverso”) con l’Inter. Una risposta ovviamente agli insulti, per la quale s’affretta a chiedere scusa. Anche perché bisogna rimanere concentrati. Nonostante infatti non abbia segnato alcun gol, creato alcuna occasione, tentato alcun dribbling, sbagliato più della metà dei passaggi e sparacchiato i soliti 7 palloni, “è stato un Mario in crescendo” : dunque “testa a Verona ora!”

Dove la testa però – insieme alla partita – si va a perderla e “in primo piano” Balo ci finisce insieme all’allarme razzismo (5 novembre). Che non si sa se sia di pochi imbecilli o di un intero paese, ma contro il quale l’unico efficace antidoto sarebbe una chiamata in azzurro per il nostro “Balo italiano vero”.

Mancio ci pensa, ma “il personaggio” dell’8 novembre non risulta nella lista dei convocati per le gare con Bosnia e Armenia: una scelta tecnica che però certo non esclude “una chance pre-Europeo”.

I riflettori però non si spengono, e Balo è al centro de “il caso” soltanto un paio di settimane dopo (22 e 25 novembre), causa scarso impegno in allenamento, il 26 novembre per le infelici esternazioni di Cellino e pure il giorno successivo per le sirene dagli Usa; ma il ritorno di Corini e il cinquantesimo gol in carriera rappresentano una svolta. Infatti, il 17 dicembre, Balo è “il protagonista”: due 7 consecutivi in pagella certificano che “Mario è tornato (o sta tornando) Super”: e “da biancazzurro Brescia, ad azzurro Italia”, si sa, il passo è breve.

Con Supermario torna anche “il personaggio”: “l’anno di Balotelli” è il pronostico del 7 gennaio 2020. All’orizzonte si profilano infatti il trentesimo compleanno, il record di reti in A (ne mancano 9 per arrivare a 14), la salvezza e l’immancabile Nazionale . “Come Pablito Rossi per l’Italia Mundial dell’82, Balotelli può essere il salvatore della patria a Brescia” si scrive il 9 gennaio, mentre il 15 gennaio– alla vigilia della gara con il Cagliari - si ribadisce che “Mario è sempre Mario” e che quanto a talento un posto in Nazionale “gli spetterebbe di diritto”.

Contro il Cagliari – è storia di questi giorni - Balo, anziché segnare, si rende però protagonista de “il fattaccio”: parte in panchina, entra in campo al 29’, e sette minuti dopo si fa espellere. “E’ incredibile come un episodio possa drasticamente cambiare le opinioni”, osserva Balo, mentre si prende due giornate di squalifica e “la strada verso la Nazionale si complica”.

Ma non è il caso di preoccuparsi troppo: la Gazzetta dello Sport non cambia mai. Tempo una settimana e siamo certi che qualcuno tornerà nuovamente a campeggiare in una delle pagine centrali sotto la voce: “il personaggio”. Solo del giorno, ovviamente.

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