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Attualità di P. CICCONOFRI del 04/02/2020 16:02:52
90 minuti di antijuventismo

 

Domenica scorsa, durante l’appuntamento settimanale con 90° minuto, è andata in onda un’intera trasmissione d’accusa verso la Juventus. Una trasmissione svolta in assenza di contraddittorio i cui ospiti erano Commisso, Luca Toni, Manuel Pasqual e Teotino dal noto passato viola e Gianni Cerquetti, oltre a Variale.

Introduzione
L’enfasi della conduttrice Simona Rolandi di tuffarsi nella polemica antijuvenitna era tale, da fare ben capire, dalle battute iniziali, laddove la Rai voleva arrivare.
“Parleremo di questa 22° giornata con mille polemiche dopo la sfida tra Juventus e Fiorentina “; “Pieri, sarai super impegnato soprattutto per quello che è successo tra Juventus e Fiorentina”; “Commisso è qui con noi in una giornata caldissima”.

Enrico Varriale, vicedirettore di Rai Sport, tra sorrisetti maliziosi, accenni ammiccanti a Commisso, non è stato da meno.
Introduce così la trasmissione: “Una giornata importante per il campionato ma contrassegnata da grandi polemiche”, “Avremo modo di parlare a lungo con Lei di quello che è successo oggi allo Stadium”, “Oggi a Torino anche la Fiorentina dei maschietti, il Presidente Commisso molto arrabbiato a termine della gara è arrivato nei nostri studi. Presidente le chiedo subito: è arrabbiato come al 90° minuto o ha un po’ sbollito la rabbia?”

Rocco Commisso, cui non pare vero ricevere tutte queste attenzioni, inizia lo show: “Venendo a Firenze mi sbollendo un pochettino. La rabbia c’è ancora, nel senso che non è giusto quello che ho visto, non solo in questa partita ma anche in altre partite dove non ho detto niente.
Fanno ascoltare le dichiarazioni di Commisso nel dopo la partita con l’incalzante Sanipoli che chiede: “Lei presidente si è detto disgustato per quello che ha visto in campo non soltanto oggi ma anche in precedenti partite, cosa è che le dato più fastidio?”

Commisso: “Il fatto che quando ci sono possibili … guardi, è cominciato con il Napoli, la prima partita non ho detto niente, Mertens ha fatto quella caduta, il primo giorno e non sono andati al Var. Quest’ultime settimane mi sono stufato, ok? C’erano rigori contro il Genoa, c’erano rigori contro l’Inter e nessuno dei due sono andati al Var a vedere quel che succede. Oggi sono andati a vedere e sono ritornati con il rigore che non esiste. Ho parlato con tutti i miei ragazzi, nessuno ha visto un rigore là. Quello che vedo io è, in sette mesi non ho detto niente, ora sono disgustato. Qui le squadre, alti, bassi, forte, non forte, ognuno deve essere, dagli arbitraggi, tutti uguali. Io non voglio favori dagli arbitri , ma non voglio nemmeno che gli arbitri ci fanno la partita loro. La partita si deve vincere sul campo”.

Qualcuno poteva chiedergli perché ha parlato solo dopo la Juve, visto che il VAR è stato valutato; qualcuno poteva chiedergli che la parola dei suoi giocatori non può sostituire quello che abbiamo visto… ma niente. Solo il sorrisetto di Varriale che incalza: “Allora Presidente, Lei viene dallo sport americano, devo dire che si è subito adeguato ad alcune posizioni dei nostri presidenti. Perché oggi era così arrabbiato? Cosa non le è piaciuto soprattutto dell’arbitraggio di Pasqua?”

Commisso: “È una commistione di altri casi che sono successi: l’ho detto sull’Inter, sul Genoa… l’altro giorno hanno cacciato via Pezzella per simulazione, per secondo ci hanno dato il rosso, qui, come la vedo io, come mi hanno detto i miei, su Bentancur oggi, c’era la possibile simulazione che arrivava al cartellino rosso, dopo la Juventus rimaneva con 10 giocatori …un estremo. Dopo il fatto che la Juventus non ha bisogno dell’aiuto degli arbitri, ha ingaggi da 350 milioni, noi spendiamo 55. Loro sono fortissimi, non hanno bisogno dell’aiuto degli arbitri. Dopo il secondo gol mi sono stufato terribilmente, non ci voleva, non doveva succedere così, è un grosso sbaglio per come la vedo io”.

A questo punto vengono riportate le parole di Nedved
“Tirate sempre in ballo la Juve; quando vince, gli altri non riescono ad accettare la sconfitta. Questo mi dispiace, questo non si dovrebbe fare. Noi accettiamo le sconfitte, abbiamo perso la Supercoppa, abbiamo perso a Napoli, avete sentito le polemiche? No! Perciò, noi guardiamo noi, quello che possiamo migliorare noi. Questo è importante.
Non sono io che devo decidere se era rigore o no: c’è l’arbitro, è andato a rivedere, abbiamo strumenti, quelli che aiutano lui. È andato a rivedere e ha deciso lui. Dobbiamo accettare, dobbiamo tutti accettare le decisioni arbitrali. Mi sembra che ultimamente non si accettano”.

Varriale però voleva provocare e aggiunge: “Nedved ha anche detto: Commisso farebbe bene a prendere un the prima di andare in sala stampa a rilasciare dichiarazioni”.

Commisso: “Voi del calcio italiano sapete meglio di me, è vero che la Juventus ha sempre accettato le decisioni dell’arbitro? E vero che la Juventus non ha mai criticato l’arbitraggio qui in Italia? Se questo è vero do ragione, se non è vero che si chiuda la bocca e non parla con me. Perché lui deve parlare con altra gente che lavora con me, io parlo con il suo presidente”. Maleducato il presidente venuto dall’America e che non vuole essere fesso. Nedved parla in virtù della sua carica all’interno della Juventus.
Iniziano poi le domande di rito, perché quello cui stiamo assistendo è un processo.

Gianni Cerquetti: “Parla di errori arbitrali o se intravede un dolo da parte della categoria arbitrale, e questo sarebbe di una gravità inaudita”.

Commisso: “Fino ad oggi io non ho detto niente. Oggi ho visto cose che non mi sono piaciute. Quando metto quello che ho visto oggi e Genoa e l’Inter dove non sono andati al Var a vedere se c’erano rigori, lascio a te decidere che cosa è, io dico quello che ho visto”. L'impavido Rocco, non ha neanche il coraggio di dirla tutta e gioca sul sottinteso.

Luca Toni: “Io sono d’accordo con lei, perché anche per me oggi, il secondo rigore contro la Fiorentina. Secondo me non è un problema della Juve, ma un problema degli arbitri che non si capisce bene questo protocollo quando andare a vedere e quando non andare a vedere. Secondo me questa è una polemica giusta perché lei difende la Fiorentina e oltre a oggi ci sono stati altri casi contro la Fiorentina che l’hanno fatta arrabbiare. L’unica cosa che non condivido è la cosa del fatturato della Juve, se la Juve è stata brava a fatturare 350 mil. può spendere per tanti giocatori e quello, secondo me, non deve entrare nella valutazione di un arbitro o di un risultato “.

Commisso: “Ripeto quello che ho detto. Io non parlo sull’arbitro parlando del fatturato e dei costi dei giocatori. Io dico solo che la Juventus con 350 mil. che paga i loro giocatori ogni anno, se la possono vincere sul campo”.

Varriale: ”Non ha bisogno di questi errori”.

Manuel Pasqual: “Un consiglio più che una domanda: metta un po’ l’aggressività e questo entusiasmo nel mondo del calcio a favore dei suoi giocatori per evitare che trovino alibi da qui in avanti e che non utilizzino il discorso degli arbitri come un alibi nel momento dell’errore. È solo un consiglio”.

Commisso: “Si grazie. Guardi, lo ripeto: io non ho detto niente sugli arbitri in sette mesi, ora che è uscita la mia parola la devo dire per i fiorentini che vivono qui a Firenze, i tifosi, i nostri giocatori, la nostra dirigenza: devono sapere che c’è qualcuno che li difende. E ogni tanto lo farò, quando non vedo le cose giuste. Dopo se mi vogliono fare la multa me la fanno, ma questa è la cosa che mi sento giusta da dire e di fare.

Varriale: “Nello sport americano l’importanza dell’arbitro, anche a livello di polemiche anche nel dopo partita, è molto meno sentita rispetto che da noi, questo perché? Perché forse c’è un'altra cultura sportiva? Ci dice che noi parliamo sempre di arbitri, perché, ecco, certe cose, quando si ripetono, un po’ di problematiche le provocano, anche perché, lei che arriva da un altro mondo, adesso si trova a fare gli stessi commenti che hanno fatto in passato altri presidenti”.

Commisso: “Guarda, l’idea che ho detto io, ci vorrebbe che almeno ogni squadra ha un’opportunità a partita per chiedere all’arbitro perché non vai a vedere il Var, questo non succede”. Incredibile, l’arbitro ha visto tutte le decisioni al Var, il problema è che lui voleva essere favorito dal VAR?

Simona Rolandi: “Lei, lo voglio ribadire, è stato in silenzio per tanti mesi però oggi ha detto testualmente: le gare in Italia sono decise dagli arbitri. Le chiedo se, a distanza di qualche ora da quanto accaduto, si sente di ribadire questo concetto, perché è un concetto grave”.

Commisso: “No. Grave lo dici tu. Quello che ho detto me lo sento qui (nel cuore). Se io i dico che quello poteva essere una simulazione invece di un rigore, è vero. Perché lui non aveva dato il rigore, è andato al Var, dopo ha dato il rigore.” Poi si corregge: “ha dato rigore, è andato a vedere e non ha cambiato tesi”.

Gianfranco Teotino: “Premesso che questa trasmissione è occupata mano militare dalla Fiorentina. A questo tavolo 3 su 5 sono ex tesserati della Fiorentina. Anch’io sono stato tesserato della Fiorentina per due anni e ho una simpatia. Sull’episodio di oggi anche io penso non fosse rigore, penso però, contrariamente a quanto è stato detto, la dinamica in questo caso non c’entri. Io direi che è stato un errore dell’arbitro e basta. Io penso che al Var siano andati a rivedere se era dentro o fuori area. E comunque, il contatto l’arbitro l’ha visto, l’ha giudicato da rigore, non era un errore così evidente per cui il Var potesse intervenire a correggere l’arbitro. Detto questo: io non ho visto né nei confronti della Juventus in questo campionato fino ad ora in positivo, né nei confronti della Fiorentina in negativo, un particolare accanimento da parte degli arbitri. Negli anni passati, secondo me, si è visto di molto peggio. Voglio anche dire, con simpatia, anche se non è bello, che in realtà, in Italia, quando un dirigente si lamenta di qualche cosa, a torto o a ragione, nelle settimane successive le cose non gli vanno così male”.

Commisso: “Ma che cosa ha detto che: quando uno fa critica le cose non vanno bene dopo? …. Spiegano.

Gianfranco Teotino: “Benissimo, questa protesta di oggi ci può anche stare, forse certi termini sono andati un po’ oltre, attenzione a non farsi condizionare da abitudini troppo italiane. Preferisco lo spirito sportivo americano”.

Commisso: “lo ritorno a dire: io non ho bisogno dei favori di nessuno. Io sono arrivato a 70 anni grazie al Signore, sono qui, ho comprato la Fiorentina, non è che qualcuno ha dato i soldi a me… Io non voglio nessun aiuto, voglio essere trattato come gli altri e quando c’è uno sbaglio, che qualcuno lo ammetta, come lo hanno ammesso nella prima giornata contro il Napoli … quello di Mertens, hanno tolto l’arbitro per 3 settimane. Dopo il fatto … Oggi dopo il fatto.. ci hanno fatto male, qualcuno deve parlare, qualcuno deve difendere la mia squadra”

Poi arriva la moviola di Pieri
1) Contatto tra Pjanic e Cutrone, Cutrone rinviene da dietro, Pjanic sta caricando e cade in terra. Non si riesce a capire durante il live che tipo di contatto ci sia stato, solamente grazie ad alcuni replay, si capisce che è lo stesso Pjanic che cercando di colpire il pallone, va a colpire il piede di Cutrone. È un contatto minimo, ma la caduta di Pjanic lì mi sembra fuori luogo. Il contatto è minimo, non ci sono gli estremi per concedere il calcio di rigore.
2) Al 22’ contrasto in area fra Igor e Ronaldo. A mio modo di vedere qui Igor dimentica completamente di vedere il pallone e punta Ronaldo, allarga il braccio e lo butta giù: qui c’erano gli estremi per un calcio di rigore e io lo avrei concesso.

Giuria popolare
Commisso: “Quello che ho visto io: simulazione nel primo, il secondo non lo vedo lo stesso. Ha detto che l’ha abbracciato… ha messo le mani così, ma non l’ha abbracciato”.
Varriale: “A me sembra un po’ il rigore del vecchio Ronaldo, Ronaldo dell’Inter che fu tamponato, tamponò Iuliano…”.

Commisso: “Si getta, si butta. Si butta sopra il nostro giocatore là…che deve fare quello la?”

Varriale: “Manuel tu che dici?”

Pasqual: “Nella prima occasione di Pjanic anche secondo me non era rigore, questa, di solito in area tra difensore e attaccante si cerca di prendere posizione e di sfruttare al meglio le braccia. In questo caso la discriminante è che la palla arriva quasi dal calcio d’angolo, dalla linea di fondo, quindi il difensore si dimentica completamente di guardare il pallone, quindi ci può stare il rigore, in questa occasione”.
3) Pieri: “Al 39’ vediamo il primo rigore assegnato alla Juventus: sul tiro di Pjanic tenta di girarsi, Pezzella dimentica il braccio sinistro. Come vediamo che il braccio destro viene ritratto verso il corpo da parte di Pezzella, ma il braccio sinistro è largo, allarga la figura, allarga il volume e di fatto toglie la possibilità, è un tiro in porta, per cui, vediamo anche da questo replay… È giusta l’ammonizione sanzionata, è giusto concedere il calcio di rigore. Rabiot è tenuto in gioco da Ceccherini”.

Giuria popolare
Luca Toni: “No, questo mi sembra rigore, il braccio non è attaccato al corpo. C’è il protocollo che dice questo è rigore. Per me è rigore”.

Commisso: “Si, con le nuove regole sono d’accordo”.

4) Pieri: “L’episodio più controverso avviene all’80’ ed è di fatto un contrasto tra Ceccherini e Bentancur. Bentancur dribbla ed entra in area di rigore, a cavallo dell’area di rigore c’è questo contatto. L’arbitro Pasqua fischia il calcio di rigore per il braccio largo di Ceccherini. Onestamente io non ho la tecnologia per dire se il fallo avviene all’interno o all’esterno dell’area di rigore. Posso avere un’idea, l’idea è che possa essere appena dentro, il contatto avviene sicuramente fuori, ma è determinante quando viene fatto il fallo all’interno dell’area di rigore. Il Var, Calvarese chiede una review e il designatore Rizzoli era stato abbastanza chiaro che non dovevano essere chiamate le review per i contatti in area di rigore di questo tipo dinamici. A mio modo di vedere questo braccio va sul petto del giocatore ma non è in maniera importante la causa che fa cadere Bentancur. Dal campo posso capire il rigore, andando al monitor in maniera da protocollo sbagliata, puoi anche revocarlo.”

Varriale: “Anche io penso che questo rigore sia esagerato”.

Cerquetti: “Secondo me è rigore generoso”.

Commisso: “Ma che rigore! Andiamo ragazzi… ma guarda pure che c’è il dubbio, 50 e 50, ce ne hanno dato già uno. Seconda cosa: vincono per 1-0, hanno una brava squadra, hanno fatto un grosso grosso sbaglio su noi, perché sul 2-0 la partita è tutta differente”.

Teotino: “Per me non era rigore e non era rigore nemmeno quello su Ronaldo. Sono invece due di quelle situazioni che se viene dato il rigore io non lo considero uno scandalo, lo considero un errore.

Sentenza dei telespettatori: ha ragione Commisso?
Simona Rolandi: “Oltre il 58% è d’accordo con lei”.
Commisso: “Guarda guarda Enrico, io ho fatto questi studi: il 60% degli italiani sono juventini, lasciamo quelli di fuori, sarà un 70/30, 70/20 capisci?”

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