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Editoriale di S. BIANCHI del 11/03/2020 15:25:56
11 marzo 1900: la nostra prima gara ufficiale.

 

Domenica 11 marzo 1900, alle ore quindici e trenta, si svolge il primo turno delle eliminatorie del Campionato Federale, stagione 1899-1900. Sia per la nostra Juventus, che per il Campo di Piazza d’Armi, si tratta della prima partita ufficiale. L’arbitro, come spesso avveniva a quei tempi, era uno straniero, l’inglese Jordan (altri riportano Jourdan). L’avversario era la Torinese FC, maglia a strisce verticali oro e nere, che solo nel 1906 divenne l’attuale Torino FC, quando accolse i nostri fuorusciti guidati da Aldred Dick.

Il risultato di quella prima gara smentisce alla grande il famoso proverbio che recita “il buon giorno si vede dal mattino”, poiché uno dei nostri avversari, tale Colongo, segnò la rete del definitivo uno a zero esterno. Un risultato niente male, se si considerano la maggiore età e quindi la superiore fisicità della squadra avversaria, già affermata, cui i nostri ragazzi sopperirono senza sfigurare, con tecnica e palleggio.

Anche a chi abbia solo un’infarinatura di conoscenza della storia bianconera, molti dei nomi dei nostri giocatori in campo diranno qualcosa. Quei ragazzi, e di ragazzi veramente si tratta, vista l’età media di diciassette anni, sette mesi e ventinove giorni, erano i fratelli Nicola, Varetti, Chiapirone, Enrico Canfari, Gibezzi, Forlano, Donna, Barberis, Rolandi e Gioacchino Armano. Non prendete questa serie di nomi come sequenza di terzini, mediani e attaccanti, sullo stile dell’indimenticabile mantra che inizia con “Combi, Rosetta, Caligaris”, col punto e virgola a separare i reparti. Motivi di questa imprecisione, sia il fatto che, a oggi, tranne rari casi, non sono noti i ruoli in campo della maggior parte di quei Signori, sia perché la disposizione in campo, al tempo, era abbastanza alla “viva il parroco”, quasi tutti ad attaccare, tutti a difendere.

Quella giovane e inesperta squadra non superò il girone eliminatorio, anche se la prima vittoria in quel torneo arrivò il 18 marzo, la domenica successiva, contro la Ginnastica Torino: molto più soddisfacente il due a zero finale per i nostri colori.

Quasi tutti i nostri ragazzi in campo ebbero qualche ruolo nel proseguimento dell’attività di quella nostra Juventus che stava muovendo i primi passi. Ciò non è avvenuto per i fratelli Nicola e Chiapirone (per alcuni Chapiron), “back di sinistra” che sono considerati “solo pionieri”, mentre Ugo Rolandi è stato socio fondatore, così come Luigi Gibezzi, che di ruolo era un “avanti”. Un ruolo di assoluto spessore lo ebbe sicuramente Enrico Francesco Canfari, che oltre al ruolo di socio fondatore e all’aver fornito alla neonata società la prima sede, nel retro del proprio negozio di biciclette, era anche studente di chimica ed è stato l’unico caso a me noto di Presidente - giocatore. E’ ora la volta di quei ragazzi che cinque anni dopo conquistarono il nostro primo Scudetto, anche se, al tempo, non si chiamava ancora così. Ecco Barberis, detto “Ju-Ju”, il futuro avvocato Domenico Donna, socio fondatore e ala sinistra e Luigi Forlano, il nostro primo centravanti di sfondamento. Altri due soci fondatori erano Carlo Vittorio Varetti, che ricoprì la carica di Presidente dal 1907 e Gioacchino Armano, “back” di destra, futuro ingegnere, colui che, con Nizza e Zambelli, formerà quel “triumvirato” che manterrà in vita la squadra durante la Grande Guerra.

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