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Attualità di F. FILIPPIN del 29/07/2020 10:16:54
MARKETING E MARKETTE

 

Della Cina si è detto già tutto. Sappiamo come funzionano le cose da quelle parti: dall'economia, all'informazione, alle questioni sanitarie, con le conseguenze che tutti possiamo toccare con mano.
Qualcuno ogni tanto si ribella, magari con altri fini (come Trump), altri storcono il naso e tirano dritti, altri ancora, in un'ottica miope e di breve periodo, hanno pensato e pensano di approfittarne, senza essere minimamente coscienti del fatto di scavarsi la fossa.

Senza entrare troppo in discorsi complicati, anche dalle piccole cose si può notare il loro modus operandi, ormai classico.
Per presentare inter – Napoli, fondamentale scontro per decidere i destini dell'universo pallonaro, la tv cinese ufficiale del gruppo proprietario dei nerazzurri ha pensato bene di utilizzare un'immagine del Duomo di Milano con sovraimpressa l'ombra di Messi (si tratta di una posa ben nota e quindi riconoscibile).
Dopo un'iniziale scoramento (come mai non hanno utilizzato l'ombra di Barella, D'Ambrosio o Candreva?) e una veloce ricerca per appurare se Messi fosse passato nella notte all'inter e se avessero cambiato i regolamenti in corsa per permettergli di tesserarlo a campionato in corso (vi stupirebbe la cosa?), è emersa la nuda e cruda verità: trattasi di tarocco.
Non di fake news, ma di tarocco alla cinese, come i finti marchi italiani su prodotti falsificati, dei marchi CE (China Export) passati per marchi comunitari o dei prodotti che richiamano eccellenze italiane solo nel nome.

La cosa sconcertante non è tanto il fatto in sé (chiunque abbia un minimo di conoscenza di quel mondo sa benissimo che viene fatto quotidianamente di peggio senza che sia, in concreto, possibile intervenire), ma la reazione interna italiana: grande trovata di marketing di Suning, si sente dire oggi, con i giornali che usano, come termine più forte per definire questa pagliacciata, “suggestione Messi”.
Immagino che gli stessi giornalisti appecorati che oggi dicono questo, siano anche i primi a celebrare gli stessi cinesi quando invadono i mercati europei e non con prodotti alimentari o di abbigliamento fintamente italiani (una volta l'”imitazione servile” veniva fatta con marchi simili, oggi si copiano tranquillamente quelli veri senza remore), che tanto un prosciutto italiano o uno cinese, o un Armani italiano e uno con gli occhi a mandorla, sono la stessa cosa.

Mi viene un dubbio: se per presentare una serata in discoteca mettessi nella locandina la foto di Belen (ovviamente ignara e senza la ben che minima intenzione di partecipare), si chiamerebbe “marketing”?
Ho il vago sospetto che gli eventuali avventori (tranne quelli arrivati al grido di “Fozza Inda”), la chiamerebbero con un altro nome.

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