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Domenica 27/09/2020 ore 20.45
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Attualità di E. LOFFREDO del 03/09/2020 11:26:54
Uno spiraglio per gli stadi aperti?

 

Una porticina attraverso cui far entrare il 20% circa del pubblico massimo ospitabile. Questa la strada che sta cercando di aprirsi la Juventus per poter riavere il pubblico allo Stadium già per l'esordio della nuova stagione. Un vero e proprio piano di sicurezza che la società bianconera ha fatto pervenire attraverso la Regione al CTS del Ministero della Salute. Al momento le altre società sono in attesa, nessuna ha protestato per quella che è stata presentata come «la fuga in avanti della Juventus», tutti sperano di poter beneficiare dell'iniziativa bianconera. Ma se dovesse esserci qualche "differenziazione" leggeremmo di favoritismo ai bianconeri.

Da Roma filtrano perplessità alla riapertura degli stadi («la priorità è la scuola»), ma quale che sia il legittimo convincimento di ciascuno di noi, dal "il calcio non è importante" al "se hanno permesso il concerto con pubblico all'Arena di Verona allora anche nello sport ci può essere il pubblico", c'è da valutare con rispetto il lavoro di chi (la Juve) ha predisposto un piano di rientro del pubblico che ha trovato parere favorevole della Regione Piemonte.

Proprio le Regioni con le loro autonome decisioni più restrittive potrebbero creare una disparità: Torino-Napoli potrebbe giocarsi con il pubblico, ma Napoli-Torino a porte chiuse. Posto che i politici non amano mettersi contro i tifosi-elettori, vi immaginate un De Laurentiis o un Lotito che protestano perché alcuni hanno il pubblico (e gli incassi) ed altri no?

Paradossalmente riaprire gli stadi potrebbe aiutare a contenere il contagio: lo screening agli ingressi farebbe da filtro, si isolerebbero i potenziali positivi e i biglietti nominativi individuerebbero quei soggetti da mettere in quarantena insieme a tutti coloro con cui sono venuti in contatto. Da valutare i profili sulla privacy, per quello però c'è un Garante che sicuramente saprà dettare delle regole.

Chi scrive sarebbe piuttosto cauto a consentire assembramenti di quella portata, ma se si è trovato modo di consentirne altri, non vede per quale motivo lo sport e il calcio non debbano ricevere la stessa considerazione di qualsiasi altra attività produttiva del Paese. Soprattutto se, come nel caso della Juventus, c'è un piano serio e dettagliato per l'accesso alla struttura sportiva più moderna del campionato.

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