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Attualità di M. LANCIERI del 06/10/2020 09:40:53
Dal rinvio per sole a quello per non-Covid

 

Juventus-Napoli è già una barzelletta che sta facendo ridere tutto il mondo, indipendentemente dalle decisioni che saranno prese e dal tempo impiegato per arrivare ad una soluzione: credevamo di avere raggiunto l’apice della commedia grottesca ai tempi del rinvio per maltempo nonostante un sole sfavillante in cielo, ma quando c’è di mezzo la società partenopea (e chi le sta attorno) la realtà supera sempre la fantasia. Per certi versi, non possiamo che ringraziare la mente che ci regala tante emozioni: non ci si annoia mai (tranne che al cinema).

In nessuna nazione, a parte l’Italia, si è finora assistito a qualcosa di simile: da un lato, una Federazione ed una Lega che tentano di sostenere le regole create con un importante sforzo da parte di società ed istituzioni, dall’altra una squadra che di punto in bianco sventola in faccia a FIGC ed avversaria di turno una email ricevuta da un’ASL, sulla base della quale si sente autorizzata a saltare una partita, vista la positività al tampone di due giocatori. In mezzo, un governo che, per dirla alla Deledda, si comporta “come le canne, che a ogni soffio di vento si battono l'una all'altra le foglie”.

Inutile ripetere la cronologia dei fatti, ma, per come sono andate le cose, esistono fondamentalmente quattro possibilità.

Prima. La società Napoli ha male interpretato le comunicazioni arrivate dall’ASL. In questo caso, il 3-0 sarebbe automatico.

Seconda. La società Napoli non ha seguito il protocollo Covid e ha costretto l’ASL ad adottare misure eccezionali di prevenzione. In questo caso, oltre al 3-0 a tavolino, la società partenopea dovrebbe subire importanti penalizzazioni sia economiche che sportive (che potrebbero arrivare alla retrocessione).

Terza. L’ASL è andata oltre le sue prerogative. Va rammentato che tale ente dipende dalla regione Campania, governata da De Luca, pubblicamente appoggiato da De Laurentiis alla vigilia delle recenti elezioni: utile rammentarlo a chi, andreottianamente, fa peccato e pensa male. In questo caso, al di là delle decisioni sportive, i funzionari di tale ASL andrebbero immediatamente rimossi e perseguiti penalmente e civilmente, per il danno enorme arrecato al sistema calcio (industria che, anche se spesso molti schizzinosi falsi idealisti sembrano dimenticarsene, porta alle casse statali montagne di miliardi, che magari vengono usati anche per costruire ospedali o pagare gli stipendi a medici ed infermieri).

Quarta. Il protocollo concordato tra Figc, Lega e Governo è carta straccia, che non ha alcun valore e può essere scavalcata da ASL, ANAS, ACI e via dicendo. In questo caso, tanto vale chiudere il discorso subito e darci tutti all’ippica. Sempre che l’ASL di Napoli dia il permesso ai cavalli di scendere in pista.

Si accettano scommesse su quale sarà l’epilogo.

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