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Attualità di P. CICCONOFRI del 07/10/2020 11:30:01
Chiesa nell'altra parrocchia

 

C’è qualcosa di surreale che da tempo accompagna chi sceglie la Juventus come occasione di crescita della propria carriera agonistica. La Vecchia Signora, uno dei club più importanti al mondo; indossarne la maglia è il punto di arrivo per campioni in cerca di consacrazione, visibilità e trofei.

Questa volta la scenata è stata ancora più brutta perché un direttore sportivo durante una conferenza ha lanciato delle accuse a un giovane atleta come farebbe un tifoso qualsiasi, è qualcosa di inconcepibile, soprattutto conoscendo come quelle parole saranno recepite dal tifo.

Evidentemente, la sceneggiata anti Chiesa di Padrè, serviva per placare le ire della piazza ma, arrivare a quel punto, significa veramente non saper gestire o svolgere il proprio lavoro in modo corretto e serio.

Queste le parole del direttore sportivo viola: «Un amore non corrisposto non può mandare avanti una storia. Questo è successo. Però sia a livello economico che sportivo per noi è stata un’operazione ottima, 60 milioni in un periodo così sono tanti. É stata una trattativa lunga, doveva rinnovare il contratto (fatto alle stesse condizioni di prima, 1,8 milioni d’ingaggio), dovevamo parlare delle modalità di pagamento ecc. Ma sono felice di esserci tolti il peso di questa telenovela». Ed ancora: «La fascia da capitano con la Samp? Un errore. Commisso a livello affettivo si aspettava di più». Ed ancora: «per lui eravamo solo un veicolo per andare via».

La Fiorentina degli ultimi anni, tra cambi di proprietà e contestazioni interne, non si è mai posta un obiettivo diverso dalla lotta salvezza o vivacchiare a metà classifica. Un giovane atleta, ambizioso, con buone prospettive e capacità, non dovrebbe forse porsi obiettivi diversi per la sua carriera? Dovrebbe lasciarsi sfuggire la possibilità di poter competere ad alti livelli?

In Italia non esiste una cultura sportiva per scelta. In questo caso, anziché informare semplicemente di una cessione avvenuta con l’accordo di tutte e tre le realtà chiamate in causa, si è preferito istigare allodio sportivo un’intera tifoseria. Quell’odio verso la Juve, il nemico Juve, che sfocia sempre con manifestazioni riprovevoli. Adesso immaginiamo a cosa assisteremo durante la trasferta di Firenze.

Mancano veramente le parole.

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