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Attualità di F. FILIPPIN del 08/10/2021 11:41:17
Guerra aperta tra FIGC e Lotito

 

Almeno per una volta, da Juventini, possiamo osservare in disparte gli eventi, che non ci riguardano neppure indirettamente (in Italia, ogni tanto, si fanno procedimenti anche nei confronti di tesserati e dirigenti di altre squadre, per fortuna) e che si risolvono più che altro in una questione di principio (parliamoci chiaro, non è che l'eventuale decadenza di Lotito da Consigliere federale lo priverebbe di fatto di tutto il potere e l'influenza "accumulati" negli anni).

Il Presidente della Lazio ha, infatti, inviato una diffida al presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, a quello della Lega, Paolo Dal Pino, e a tutti i componenti del Consiglio FIGC per chiedere il reintegro immediato nell’organismo, dopo la sua esclusione a seguito della squalifica per il “caso tamponi” della Lazio. La FIGC non ci sta e, anzi, ribatte, sottolineando come la colpevolezza di Lotito sia stata accertata e che tanto basterebbe per giustificare la porta chiusa in faccia di qualche giorno fa. Peccato che, almeno questa volta, pare che Lotito tutti i torti non li abbia.

Ricordiamo brevemente i fatti, in maniera non troppo tecnica: Lotito viene squalificato per sette mesi in primo grado. Tanto non è sufficiente per determinare anche la decadenza da Consigliere Federale, non raggiungendo, sommata la squalifica a quelle precedenti, i 12 mesi complessivi richiesti. Lotito viene, però, condannato in secondo grado a 12 mesi (raro caso di aumento della pena in appello), raggiungendo, con le condanne passate, l'invidiabile totale di 14 mesi di inibizione. Decadenza automatica? Discutibile, perché non si tratta di un provvedimento definitivo, avendo proposto Lotito ricorso al Collegio di Garanzia del Coni.

E qui la questione si infittisce o, come usava dire quel giornalista sportivo sospeso dalla Rai in attesa di verifica dei suoi guai giudiziari, l'affare si ingrossa. Il Collegio di Garanzia conferma la condanna nel merito, ma, tanto per semplificare la faccenda, rinvia gli atti alla Corte di appello per rideterminare la pena applicata, ritenuta non corretta.

Ora, per la FIGC, le cui precedenti posizioni in ambito di giustizia sportiva non danno certo garanzia di esattezza (ricordate la brillante idea di non difendersi neppure nel giudizio proposto dal Napoli contro la sconfitta a tavolino, con una figuraccia epocale?), ritiene che i presupposti per la decadenza sussistano ancora.

Lotito, invece (e lo scrivente con lui) la pensa diversamente, perché la sola condanna non può certo bastare in assenza di una inibizione complessiva di almeno 12 mesi, che ad oggi non c'è, visto che il Collegio di Garanzia ha espressamente chiesto di rimodulare la pena: fino a quando non ci sarà l'esito finale del giudizio non sarà, ovviamente, possibile quantificarla. Nulla di nuovo sotto il sole, nella confusione che ormai regna da 15 anni e oltre nel calcio italiano, in cui si fa una guerra alla luce del sole contro lo stesso personaggio al quale è stato concesso, solo un paio di mesi fa, un fantasioso escamotage non previsto dalle norme per rimanere di fatto proprietario di due squadre di serie A.

A proposito, della cessione della Salernitana si sa più niente o si arriverà all'ultimo giorno utile a doversi inventare la solita proroga all'italiana?

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