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Editoriale di E. LOFFREDO del 23/04/2022 13:07:54
Bastava il sospetto

 

Inter-Roma, arbitro Sozza, della sezione di Seregno (Monza e Brianza), appena fuori dal comitato AIA di Milano. Di Simone Sozza sapete già tutto, che è nato a Milano nel 1987, che ha avuto trascorsi come giocatore nelle categorie inferiori e che dal capoluogo meneghino è andato a fare il corso da arbitro a Seregno, forse proprio per non precludersi la possibilità di arbitrare le due milanesi, i cui palcoscenici sono più prestigiosi di quelli del Monza. Una mossa simile la fece Stefano Braschi che pur essendo di Barberino del Mugello (Firenze) conseguì l’abilitazione da arbitro a Prato, così dal suo ventaglio delle designazioni non doveva essere esclusa nessuna squadra di serie A.

Ora premesso che formalmente è tutto nella norma, ci chiediamo, insieme a tanti altri, quanto siano opportune situazioni come quelle dell’arbitro Sozza. Simili interrogativi “opportunistici” ce li ponemmo anche quando la Juve decise di prendere a lavorare Alberto Pairetto, figlio di quel Pierluigi Pairetto ex designatore arbitrare coinvolto in calciopoli e fratello di un arbitro in attività.

Sozza molto probabilmente dimostrerà di saper essere terzo e imparziale, ma se capitasse un episodio strano (tipo il fallo su Zakaria o il fuorigioco di Bennacer), la sua estrazione territoriale si presterebbe a più di un sospetto. Buon per lui che al posto delle milanesi non ci sia la Juve, circostanza che lo salva da pretestuose illazioni, altrimenti…

Proprio all’epoca di calciopoli ci hanno detto che il sospetto è sufficiente per fondare una condanna etica prima ancora che sportiva. E quindi, qui come ci si comporta? Noi siamo per la presunzione di innocenza sempre, però è curioso che oggi il vento della morale da bar spiri in una direzione opposta a quella del 2006. Lo stesso vento che non fa sventolare le pagine di quell’organo rosa che allora sposò la linea inquisitoria e oggi, dopo molteplici episodi a favore di qualcuno, ha deciso di non scrivere più di arbitri.

Il garantismo è un approdo intellettuale condivisibile, purché non si risolva in una moda solo di questa primavera-estate 2022.

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