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Attualità di N. REDAZIONE del 11/05/2022 07:16:36
Salviamo il salvabile

 

Di L. Bottura

Ci si può ritenere fortunati: da tifosi juventini, poche sono state le annate in cui non s’è potuto festeggiare neppure un trofeo. Tra queste potrebbe però figurare anche quella attuale, se questa sera – allo stadio Olimpico di Roma - non si riuscirà a battere l’Inter.

Basterà un’eventuale vittoria a “salvare” un’intera stagione? Siamo in molti - tra appassionati e addetti ai lavori – a domandarcelo. Una risposta dipende da diversi fattori.

Partiamo da una considerazione oggettiva: la Coppa Italia, da sempre, è vista come un trofeo “minore”, al quale nessuno dichiara d’ambire mai in partenza. Un semplice corollario allo scudetto, potremmo definirlo, o - nella peggiore delle ipotesi - una sorta di salvagente per squadre altrimenti destinate a rimanere a “zero tituli”. In quest’ottica, la soddisfazione d’una eventuale conquista può venire oscurata dalla gioia per aver ottenuto qualcosa di più importante, oppure mitigata dalla delusione patita per aver visto altri obiettivi sfumare.

Per pesare dunque l’importanza che potrebbe oggi assumere questa Coppa Italia in rapporto alla Juventus, occorre cercare di capire quali fossero gli obiettivi fissati in partenza. Che non sono affatto quelli annunciati e più volte sbandierati in corso d’opera, quando già s’era intuito a cosa saremmo andati incontro. Perché se andassimo a riascoltare Allegri (LINK) nella conferenza stampa del 14 agosto scorso, ad una settimana dall’inizio del campionato, non sentiremmo parlare di quarto posto. Scopriremmo invece che il vero obiettivo stagionale avrebbe dovuto essere proprio quello scudetto sfuggito ad Andrea Pirlo, esonerato appunto dopo una vittoria in Coppa Italia. E se questa (con l’aggiunta d’una Supercoppa nazionale) non bastò ieri a salvare l’uno, perché dovrebbe servire oggi a salvare l’altro, cui nemmeno si può concedere la scusante d’essere un esordiente?

Ecco che allora all’interrogativo posto in partenza potremmo già dare una risposta. D’altra parte, se un piazzamento in zona Champions venisse considerato un traguardo soddisfacente, non ci porremmo neanche il dubbio. Ma potrebbe profilarsi uno scenario anche peggiore: in caso di sconfitta contro gli odiati nerazzurri, non rimarrebbe nulla da riporre in bacheca. Proprio nulla. E sarebbe la prima volta, da dieci anni a questa parte. Dio non voglia! Perché allora finiremmo inevitabilmente per arrovellarci intorno ad un’altra questione: può una stagione senza “tituli” definirsi un fallimento?

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