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Attualità di N. REDAZIONE del 09/06/2022 08:13:59
Cuadrado non ti Pago!

 

Di L.Bottura

Il 9 aprile 2022, a seguito della gara col Cagliari ed al raggiungimento della quarantesima presenza stagionale, è scattato - secondo una clausola precedentemente stabilita (novembre 2019) - l’automatico prolungamento del contratto di Juan Cuadrado, la cui scadenza è stata quindi protratta d’un altro anno.

Di seguito, il comunicato della Società, espresso in toni sentitamente entusiastici:
"Indissolubile. Aggettivo che indica qualcosa che non si può sciogliere, in senso figurato un legame molto forte. È tutto in questa parola il rapporto che lega la Juventus a Cuadrado, e Juan alla maglia bianconera. Qualcosa di forte, che va oltre il campo ed entra sottopelle. Un legame che continua, fino al 2023 ... Cuadrado è ala e terzino, è centrocampista, è cuore e passione, è tecnica e fantasia … Juan è unico, insostituibile. Ed è bellissimo essere ancora insieme, Panita".
Fin qui le dichiarazioni ufficiali. Ma la vicenda - che tiene ancor oggi banco - è ben più complessa di quel che appare.

Nei giorni in cui ancora non si poteva prevedere se la clausola di cui sopra si sarebbe attivata, la Juventus e Cuadrado s’erano già prefissati di discutere d’un eventuale prolungamento del rapporto. Il 19 gennaio 2022, all’indomani della vittoria sulla Sampdoria in Coppa Italia, Maurizio Arrivabene illustrava infatti così la situazione: “non c’è solo Dybala, ci sono Cuadrado, Perin, Bernardeschi che è un campione d’Europa e De Sciglio. A febbraio parleremo con tutti, compreso Dybala”. E Cuadrado, di rimando, confermava: “i rinnovi? Noi siamo tranquilli, dobbiamo semplicemente lavorare e aspettare la società. La dirigenza conosce quello che vogliamo, siamo contenti qui e vediamo cosa accadrà” .

Che ci dovesse essere una trattativa in corso tra Società e giocatore non è dunque un mistero. Il quotidiano La Stampa scriveva peraltro - il 16 aprile 2022 - che intenzione della Juventus sarebbe stata comunque quella di rinnovare, “ma a differenti condizioni” . Ossia al ribasso: “l’obiettivo era quello di raggiungere un accordo pluriennale spalmando i 5 milioni dell’offerta su più stagioni; in questo modo l’impatto del rinnovo sul bilancio societario sarebbe stato certamente minore, data l’eventuale ripartizione della cifra su più bilanci stagionali” . Ma a differenza dei casi Perin e De Sciglio, qualcosa è andato storto: “l’entourage del calciatore si è però opposto a queste condizioni, dunque niente ingaggio spalmato” .

Ma “il gran rifiuto” non è stato evidentemente digerito, tanto da non lasciar ora escludere l’ipotesi d’una cessione (s’è dapprima parlato, ad esempio, di un interessamento della Roma, ma poi anche di Inter). Cosa ci sia di vero in queste voci di mercato non si sa, tanto paiono vaghe. Ci si è messo poi il giocatore colombiano, ieri (7 giugno), a confondere ancor di più le acque, così twittando: “io mi sento molto bene alla Juventus, in nessun momento ho rifiutato nessuna proposta, perché mai c’è stata nessuna trattativa. Ho grande rispetto per il mio club e per i miei compagni” .

Discorso dunque chiuso? Può darsi. Ma non al punto da poter finalmente concludere: tutto è bene quel che finisce bene. C’è solo una cosa di cui si può avere ragionevole certezza: che di “unico” e di “insostituibile”, alla Juve, non c’è proprio nulla. Nemmeno El Panita.

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