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22/07/2022
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Attualità di P. CICCONOFRI del 14/06/2022 10:36:24
La FIGC di Gravina perde ancora

 

Da quanto trapela mediaticamente, nella giornata di ieri, il Collegio di Garanzia del Coni ha reso noto attraverso la pubblicazione del dispositivo, che l'indice di liquidità non può essere un criterio per l'ammissione al prossimo campionato considerando la situazione dei conti dei club al 31 marzo, escludendo, quindi, la possibile applicazione retroattiva della norma.

Cosa è l’indice di liquidità
L’indice di liquidità, oggi dello 0,5% per la FIGC, è calcolato attraverso il rapporto tra le Attività Correnti (AC) e le Passività Correnti (PC): in pratica, gli attivi di un club devono coprire almeno il 50% delle spese.
Nelle intenzioni della FIGC, l’indice di liquidità avrebbe permesso di chiudere un occhio sui passivi e sui debiti, permettendo a club fortemente indebitati di andare avanti nella gestione corrente.
Fino allo scorso anno, chi non rispettava l’indice di liquidità aveva come massima sanzione il blocco del mercato (vedi Lazio); dal prossimo anno, la pena massima sarebbe stata la non iscrizione al campionato.

La battaglia tra la Lega calcio e la Figc
La Lazio, con poco più di due milioni di euro, era l’unica squadra fuori dai parametri dell’indice di liquidità. Tutti gli altri club della Lega si erano sforzati di mettere le cose apposto (il Bologna ha varato un aumento di capitale per coprire 17 milioni; il Lecce per 4). Dopo la decisione del Collegio di Garanzia, la Lazio si iscriverà regolarmente al campionato pur sforando di due milioni l’indice di liquidità. La Lega ha vinto la sua battaglia contro la FIGC e Lotito ne esce molto rafforzato a livello politico. Dopo la battaglia vinta con la Salernitana, altro successo per Lotito.

Rischiano di saltare tutti i controlli
La formulazione del dispositivo potrebbe far saltare tutti i controlli economici che la Figc effettua sui club di ogni categoria. In particolare, un’interpretazione letterale di una frase del dispositivo: «annullare i provvedimenti impugnati nella parte in cui si prevede che la verifica del possesso del requisito dell’indice di liquidità sia fissata in un termine antecedente alla chiusura dell’esercizio in corso», annullerebbe qualsiasi controllo trimestrale, ma obbligherebbe la Figc ad attendere il deposito dei bilanci senza possibilità di regolamentare l’iscrizione ai campionati. In pratica, tutti potranno iscriversi senza problemi al prossimo campionato, non solo chi ha i conti a posto. L’iscrizione al campionato è prevista entro il 22 giugno, il deposito dei bilanci entro settembre/ottobre

La Figc farà ricorso
La Figc ha deciso di impugnare la sentenza al Tar, ma i tempi sono strettissimi, quasi impossibile poter ribaltare la sentenza entro il 22 giugno. Non ci sono ancora nemmeno le motivazioni. Altro problema è quello della competenza del Tribunale: non si può adire direttamente al Collegio di Garanzia prima di essere passati per il Tribunale e la Corte, con un’unica eccezione concessa se la materia è considerata da "Sezione Speciale" del Collegio. Ci sarà da discutere anche qui, insomma.

In conclusione, alla prossima Serie A potranno iscriversi senza problemi, club con pesanti passivi, debiti abnormi e non in regola con l’indice di liquidità! Un successone insomma.
La Figc di Gravina fallisce ovunque: prima sul campo, con la mancata partecipazione al mondiale dell’Italia di Mancini, poi in tribunale con questa situazione che definire assurda e incomprensibile è dire poco.
Cosa deve succedere ancora per scollare Gravina da quella poltrona?

Ricordiamo una lontana frase del 2006 che sembra sempre attuale: "Togliamo il disturbo, ma vedrete che banditi verranno dopo di noi" (Antonio Giraudo)

 
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