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lunedì 15/08.2021, ore 20,45
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di N. REDAZIONE del 04/07/2022 08:24:27
I CONSIGLI PER GLI ACQUISTI DI IRON MAURI

 

Di L. Bottura

Lo scorso 30 giugno, su Tuttosport, è comparsa una lunga intervista - ben tre facciate! - a Maurizio Arrivabene, AD della Juventus. Obiettivo: illustrare il piano destinato a rinverdire i fasti juventini. “Un progetto tanto ambizioso quanto chiaro”, scrive il giornalista, perché non si pensi siano soltanto parole, per giunta in libertà. E con punte di involontaria comicità, spacciate per lampi d’originalità.

Si riparte, ancora una volta, dall’ormai logora massima bonipertiana: “vincere è l’unica cosa che conta” , riproposta nella versione originale, dura e pura, ossia senza la postilla “…ma entrare in Champions League conta altrettanto” che solo un paio di mesi fa s’era resa necessaria per giustificare un quarto posto in campionato. Ma il fine, per Arrivabene, non può essere solo sportivo: c’è anche l’aspetto commerciale, di cui tener conto. La valorizzazione del J brand – evidentemente l’aspetto che più sta a cuore al nostro AD – è però pur sempre legato alle conquiste che solo una squadra vincente o altamente competitiva può ottenere. E difatti - dopo essersi ampiamente dilungato su quel concetto di “intrattenimento” di cui già aveva parlato ad un recente convegno organizzato dal Corriere dello Sport (“Il Calcio che l’Italia si merita”) - Arrivabene ricorda che per avere delle storie mediatiche da raccontare ai nuovi giovani tifosi - o potenziali clienti - sparsi per il mondo, bisogna necessariamente ripartire dal campo. Ossia dal calcio giocato, che rimane “il nostro cuore pulsante” .

E allora vediamo come si costruisce una squadra vincente. Sui futuri acquisti della Juventus girano tante voci, per lo più prive di fondamento. “Il silenzio sul mercato è frutto del nostro stile” , aggiunge infatti Arrivabene. Ma attenzione: noi “sappiamo esattamente cosa vogliamo e come ottenerlo”. La strategia la decidono Maurizio, Federico, Pavel ed Allegri, tutti insieme, perché l’allenatore - come del resto capitato anche a Sarri e Pirlo, poi esonerati … - non abbia più a gestire “una squadra che si è trovato e che non ha costruito”. E su questa base, attorno a un tavolo, si valutano le varie proposte, sempre attenendosi scrupolosamente al criterio della “sostenibilità”. Che è poi questione quasi prettamente numerica.

Il caso Pogba è in questo senso esemplificativo. “Apri una porta, lanci un nome, tutti ti guardano come se fossi un matto e poi, piano piano, la macchina si avvia e costruisci l'operazione. Così è nato Pogba. Da una domanda: "Ma perché non prendiamo Pogba?". Non è ciò che si chiama strategia, pianificazione, programmazione?

Ma per tradurre in realtà un’idea che al momento può sembrare folle, lanciare nomi a caso ovviamente non basta. Prima di metterla in pratica, “devi sempre capire se quell'operazione ha i numeri per la messa a terra, la sostenibilità di cui si parlava prima”. Quella che appunto porta, da un lato, a dir no a Dybala e, dall’altro, sì a Pogba. E poi magari chissà: no a De Ligt e sì a Di Maria. Perché “se un rinnovo si rivela un costo troppo oneroso … allora: arrivederci e grazie!” Come se su un bilancio da “lacrime e sangue” i nuovi ingaggi avessero minore incidenza.

Che poi i nomi in uscita siano una seconda punta e un difensore centrale e, in entrata, un centrocampista e un’ala, sembrerebbe non avere grande rilevanza, perché “c’è un solo nome che conta: Juventus” e “la squadra è sempre più importante dei singoli”. Ciò non toglie che vi siano possibili eccezioni: “la presenza di certi giocatori è importante sia dal punto di vista tecnico che commerciale”. L’idea dunque è che in squadra “ci sia sempre un giocatore che abbia un appeal internazionale, come ci ha insegnato Ronaldo”. Ma non si pensi che il progetto giovani sia stato abbandonato: “no, non è un cambiamento di rotta … la nostra strategia è, e continua ad essere l'inserimento dei giovani, proprio per questo dobbiamo far trovare dei riferimenti che indichino loro la strada. Ho visto l'effetto che Ronaldo ha avuto su tanti nostri giocatori. Adesso gente come Fagioli, Soulé e Miretti deve avere campioni da cui imparare il mestiere”.

Parole di chi – per sua stessa ammissione - di calcio non è affatto competente. Eppure si crede in diritto di distribuire o revocare patenti di juventinità ai tifosi più o meno meritevoli: "il tifo per me deve essere a prescindere. O sei tifoso sempre o non puoi esserlo a puntate”. E allora, cari juventini, non vi resta che dar retta a chi di marketing se ne intende: tappatevi la bocca, mettetevi a sedere e godetevi lo spettacolo in programma. E mi raccomando: seguite sempre i consigli per gli acquisti!

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