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Attualità di N. REDAZIONE del 12/12/2022 08:28:56
Cento, non più di cento

 

di Crazeology

Gli avvenimenti di questi giorni riguardo al termine del ciclo Andrea Agnelli hanno creato grande kaos e uno scossone emotivo inatteso nel mondo Juve. E anche tanta tanta goduria negli antijuventini in generale, come al solito. Tocca però ricordare a tutti i lettori che molte questioni e disfunzioni di vario genere le avevamo già ampiamente trattate proprio su queste pagine web in tempi non sospetti (allo scopo di rileggere, per chi fosse così volenteroso, le riflessioni degli ultimi mesi e gli ultimi anni, linkiamo al fondo di questa pagina un bel po’ di materiale, in modo da capire come siamo arrivati ad oggi). Purtroppo chi conosce bene la storia, le dinamiche del gruppo e della famiglia che controlla la Juventus, e ne ha ricostruito dettagliatamente decisioni e operato lungo i decenni, diventa per forza di cose facile profeta.

Eccoci qua, ancora una volta la nostra Juve viene trascinata nel fango senza che a nessuno “in alto” freghi davvero qualcosa. La situazione è a dir poco drammatica, e questo a prescindere dalle future decisioni della giustizia ordinaria, della giustizia sportiva italiana, e della giustizia sportiva europea. Non è tanto una questione di future condanne o di assoluzioni. È che l’immagine del club ormai è costantemente devastata di fronte a tutto il mondo, mentre la proprietà del club gioca a farsi reciproci dispettucci tra i due rami della famiglia.

Dal 1897 al 1923, e dal 1923 al 2004, la Juventus, pur avendo vissuto qualche momento difficile, mai era stata così sola. È triste vedere come i diversi “big” della famiglia, da molto tempo ormai, abbiano a cuore solo gli aspetti che li riguardano direttamente, positivamente e negativamente (spartizione dei poteri, questioni economiche, posizione di prestigio all’interno del gruppo, faccende personali, ecc) e che oggi più che mai la Juventus sia diventata sempre di più solo merce di scambio, o un terreno su cui giocare partite che nulla hanno a che fare col calcio.

I meno giovani, e i più attenti, informati e disincantati, ricorderanno che situazioni simili sono già avvenute in passato; questo è vero, ma in qualche modo sembravano esserci dei limiti. La Juventus si portava dietro una sorta di sacralità di tipo storico e affettivo per cui le forti discussioni e i relativi colpi reciproci tra famigliari, non dovevano mai mettere seriamente a repentaglio la sopravvivenza, la storia, i successi, e l’onorabilità totale del club. Era permessa, al massimo, solo qualche forte sbavatura.

Oggi le cose sono diverse. Anzi, è dal 2004, dopo la morte di Gianni e Umberto, che le cose sono diverse e la famiglia ha perso, questa volta totalmente, qualunque tipo di freno inibitorio ed etico sulle decisioni politiche, finanziarie, strategiche, eccetera riguardanti la Juve. Ognuno ha pensato solo ai fatti suoi, ai propri obbiettivi personali, alle proprie rivincite personali e alle proprie ripicche. Il risultato è stato che per anni interi, e da molti anni, la società (si badi bene, l’unica del gruppo), è stata costantemente controllata, intercettata, spiata legalmente e illegalmente, e indagata per qualunque tipo di attività calcistica ed extracalcistica. Nemmeno le mafie godono di tutta questa attenzione...

La stampa e i media in generale (tutti), negli anni, hanno pubblicato intercettazioni a senso unico, interpretato fatti a senso unico, alterato i fatti stessi e le relative ricostruzioni, e messo nel mirino allenatori, giocatori, dirigenti, medici, ingegneri, dipendenti vari e anche persone fisiche non appartenenti al mondo del calcio, che hanno pagato un conto salatissimo nella loro vita privata. Di serie inchieste giornalistiche neanche l’ombra. Tutto questo, senza che la proprietà (che tra le altre cose controlla anche grossi gruppi editoriali) abbia mai mosso un dito, non tanto per evitare le inchieste, ma anche solo per fare chiarezza. E in diversi casi, c’è il forte sospetto che addirittura certi fatti siano avvenuti proprio con il tacito consenso della proprietà stessa, e non manca neanche qualche fisiologica frangia della tifoseria che pensa che a Torino ci siano addirittura i mandanti stessi di queste tempeste mediatiche e processuali. Ogni tifoso la pensi pure come vuole, questa è solo la fredda descrizione della situazione attuale.

Sia ben chiaro, queste riflessioni non sono affatto volte a difendere un lato della famiglia a sfavore dell’altro, bensì a fare per l’ennesima volta il “punto storico della situazione” vergognosa in cui siamo finiti. Fatti alla mano, dal punto di vista strettamente empirico, possiamo serenamente e tristemente affermare che dalla morte di Gianni e Umberto in poi, nessuno dei due rami della famiglia si è rivelato all’altezza di costruire, guidare, promuovere, schermare, custodire, proteggere, e far fiorire la società Juventus nel modo adeguato. Non basta mettere i soldi per essere all’altezza. E vincere titoli non serve a nulla se poi te li fai togliere senza ragione.

E’ pur vero che le società di calcio sono sempre innocenti a prescindere (persino l’Inter), e che le colpe e le inadeguatezze le hanno solo gli uomini che ne sono a capo o all’interno; ma è anche vero che costoro hanno il dovere assoluto di fare del proprio meglio rispettando tutti i principi morali ed etici e tutte le leggi in vigore, molto più che in qualunque semplice attività imprenditoriale/industriale, perché lo sport necessità, per costituzione, di principi etici più stringenti rispetto ad altre.

La questione di fondo dunque, non è legata ai comportamenti leciti o illeciti riguardanti questa specifica inchiesta, perché anche se si intravedono e si intuiscono diversi pasticci, è ancora troppo presto per capire cosa davvero è avvenuto. Una precisazione doverosa, visto che l’Italia è il paese dove la verità viene sempre verniciata e riverniciata a piacimento. Cari lettori, ricordatevi sempre che riguardo le cose che si dicono al telefono, se a queste non seguono i fatti, raramente le conversazioni stesse sono reati/illeciti. La maggior parte dei cittadini del mondo, se venisse intercettata e ascoltata al telefono, sarebbe passibile di processi civili e penali, ma la realtà è che un conto sono le chiacchiere colorate/colorite e autoreferenziali al telefono, e un conto sono i fatti veri, e dimostrabili. Come si diceva tanti anni fa al paese di origine dei miei genitori, “la bocca è un capitale”. Con la bocca libera di proferire parole, siamo tutti ricchi, belli, impavidi, intraprendenti, affascinanti, precisi, talentuosi, onesti, sappiamo fare tutto, siamo i migliori di tutti, ecc; poi nella realtà, la maggior parte di noi, pur essendo probabilmente mediamente onesta e rispettabile, non è niente di così eccezionale. Siamo quasi tutti persone normalissime con pregi e difetti. Spesso più difetti che pregi, senza offesa per nessuno. Aspettiamo dunque a giudicare.

Quindi, tornando a bomba, la questione di fondo non è assolutamente la verità dei fatti di questa inchiesta. La questione vera è che il Re è nudo. Ecco, di nuovo, il solito elefante nella cristalleria che periodicamente torna a sfasciare tutto…

Bisogna che noi tifosi ne prendiamo definitivamente atto; la proprietà della Juventus non ha il senso di etica sportiva necessario, non solo per possedere la Juventus stessa, ma neanche il circolo delle bocce di un piccolo paesino di provincia sperduto in mezzo alle montagne. Il fatto stesso che non solo non abbia mai preteso giustizia vera, ma manco abbia solamente proferito parola sugli innumerevoli scandali che hanno falsato decenni di campionati dove gioca la squadra di cui detengono il pacchetto azionario di maggioranza, dimostra l’inadeguatezza e l’antisportività che si è fatta strada ai piani alti. Passaportopoli, bilanciopoli (il problema dei bilanci mica nasce oggi, è da qualche decennio che ci sono pasticci di ogni genere, con decine di squadre che ogni anno non potrebbero manco iscriversi al campionato, e manco ai tornei Europei a dire il vero), arbitraggi ridicoli, spionaggio industriale, violazione palese della privacy, scommesse clandestine, doping, procuratori che fanno il mercato al posto delle società e le ricattano, mafie nelle curve di tutta Italia, squadre che non rispettano i regolamenti federali, ecc, ecc, (per x che tende all’infinito, diceva sempre la mia professoressa di matematica). A tutti questi addendi, a cui per l’appunto chi di dovere ha stranamente dormito della grossa, si aggiunge un’aggravante, ossia che fondamentalmente non stiamo parlando di un piccolo/medio imprenditore che possiede un piccolo club (non che questo sia davvero dirimente sulle questioni etico/morali di cui stiamo parlando, ma è comprensibile che chi è piccolo e debole abbia la fisiologica paura di essere schiacciato dal sistema), bensì parliamo di un colosso finanziario a livello mondiale, che se decidesse di usare l’accetta, pur magari non vincendo la guerra, farebbe del male a molti rami secchi e molte mele marce presenti nel sistema, e forse tutto il sistema stesso arriverebbe a più miti consigli, e si costruirebbe un equilibrio diverso.

Se non ci si oppone davvero ad un sistema che ti fa del male, allora si decide implicitamente di farne parte, più o meno integrante, e più o meno di buon grado. Tertium non datur.

E, attenzione, da tutta la vicenda in generale non si sentano innocenti i tifosi gobbi, che da anni continuano a sovvenzionare direttamente e indirettamente un sistema sderenato eticamente e finanziariamente, dove giocatori e procuratori, nonché dirigenti e presidenti di tutta Europa, sia nei club che nelle leghe e nelle federazioni (molte problematiche infatti sono presenti in tutti i campionati), si riempiono le tasche di milioni a camionate, mentre chi ci rimette davvero è solo lo sport. Ergo, cari tifosi bianconeri, che vi piaccia o meno, bentornati nel fango! Buona nuotata a tutti!

Ora, la mia speranza, utopistica, è che la proprietà della Juventus finalmente cambi, e che arrivi un giorno qualcuno disposto a voler bene al club prima che alle proprie faccende, e che abbia l’etica necessaria a far tornare il calcio ad un livello di tossicità fisiologica molto più accettabile. La gente che c’è oggi lassù a spadroneggiare sul destino del nostro amato club, non è degna di stare dove sta, ed è meglio che se ne vada il prima possibile. Ha definitivamente stufato. E’ gente ormai irrecuperabile.

Cari Elkann e cari Agnelli, adesso basta, toglietevi dai piedi! Andate a spazzare il mare con la scopa! Non meritate nemmeno il permesso di mettere piede allo stadio come semplici tifosi pagando il biglietto. Lo sport in generale non è cosa per voi. Non siete degni manco di tifare per l’Inter. E ho detto tutto…


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