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Il Fatto di F. ZAGARI del 26/04/2010 07:18:51
Similitudini inquietanti.

 

Ricordo, con dolore, una data che cambiò per sempre il corso della storia juventina. Era il 14 luglio 2006, e nella serata di quella calda estate si sarebbe appresa la sentenza della Corte d'Appello Federale, termine del primo grado di giudizio del processo sportivo a Calciopoli.

Sempre in quel 14 luglio, però, uscirono indiscrezioni raccolte dal quotidiano sportivo “La Gazzetta dello Sport”, secondo cui il collegio presieduto dall'ex presidente della Corte Costituzionale, Cesare Ruperto, aveva maturato la decisione di sanzionare la Juventus con la retrocessione in serie B e una fortissima penalizzazione.

Detto fatto, in serata arrivò la comunicazione delle decisioni prese in camera di consiglio. Juventus: serie B, 30 punti di penalizzazione, 80.000 euro di ammenda, revoca dello scudetto 2004/05, e non assegnazione dello scudetto 2005/06.
Tre giorni dopo l'Avv.Zaccone dichiarò: «I tifosi possono dire e pensare ciò che vogliono, io rispondo ai miei clienti, che sono pienamente soddisfatti del mio lavoro», ma questa, purtroppo, è un'altra storia.

E come non rammentare, sempre ed approposito di “fughe di notizie”, un'altra data importante: 24 giugno 2006; quando, e come sottolinea Ruggero Palombo, la pravda annunciava già i verdetti, e si badi bene, due giorni dopo i deferimenti e quando ne mancava ancora sei all'inizio del processo.

Che poi l'articolo evidenzi come (testuale) «La Commissione d' appello federale di Cesare Ruperto, impermeabile a tutto, farà il suo lavoro», fa parte di un mondo che conosciamo fin troppo bene.
Sapete come intitolava Palombo il suo editoriale? “Il ribaltone”. Vi ricorda niente?

Oggi come allora, e sempre attraverso i fogli della Gazzetta dello Sport, Ruggero Palombo scrive: «Una risposta pare sia intanto in arrivo a proposito di Moggi, Giraudo e Mazzini condannati dalla giustizia sportiva a «cinque anni di squalifica con richiesta di preclusione»: il quesito su chi deve decidere cosa a proposito della preclusione, posto (finalmente) da Abete alla Commissione consultiva della Corte di Giustizia federale presieduta dal presidente Coraggio, ha ottenuto una risposta che sarà presto ufficializzata e motivata. I tre, scaduti i cinque anni di squalifica, saranno automaticamente preclusi a vita. Cioè radiati».

Domanda: come fa la Gazzetta dello Sport a conoscere una risposta che, vagliata ed analizzata dalla Commissione consultiva della Corte di Giustizia Federale, sarà presto ufficializzata e motivata?
Non ho voglia di conoscere la risposta, e nemmeno di chiedermi se, come allora, avrà ragione, ancora una volta, un quotidiano sportivo.
In questo Paese sono oramai evidenti le condotte contrarie ai principi di lealtà, probità e correttezza da parte delle istituzioni sportive, e la similitudine con il capitolo politico è divenuta inquietante.



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