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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Comunicato stampa di G. BELVISO del 20/01/2008 10:47:05
Lettera al Presidente della Juventus

 

La presente lettera giace ormai sulla scrivania del neo direttore di Tuttosport - l’ultimo giornale che ha concesso scampoli di democrazia fino all’era Padovan - da oltre una settimana.
È del tutto evidente come la nuova linea editoriale sia caratterizzata dalla necessità di smorzare gli entusiasmi dei tanti che continuano a gridare ancora a gran voce la propria sete di giustizia. È necessario riportare l’attenzione sulle questioni legate al campo tentando di nascondere il ruolo primario svolto da taluni giornali durante calciopoli.
GiùlemanidallaJuve non ci sta!!!
Se anche Tuttosport dovesse proseguire l’opera mistificatoria prodotta da altre “testate” ci impegniamo, fin da subito, a porre in atto tutte le azioni necessarie per far divenire questo sito internet la prima testata giornalistica online a difesa di una fede, la nostra amata Juventus!!!
Di seguito il testo inviato all’ex giornale democratico:

Gli ultimi diciotto mesi, da quando cioè si è insediato il nuovo gruppo dirigente, hanno visto la Juventus trasformarsi da un modello di organizzazione, invidiato ed addirittura ammirato e studiato in tutto il mondo, ad uno in cui si può dire e fare tutto ed il contrario di tutto.

La partenza, di certo, non ci aveva fatto ben sperare per un roseo futuro. Ricorderete tutti l’avvocato Zaccone, unico esempio nella storia di principe del foro che avallava una condanna dei propri assistiti, su input dei maggiori azionisti di riferimento della Juventus FC Spa, complice l’ineffabile Montezemolo!

L’input – che noi riteniamo suicida – ha avuto una conferma clamorosa da Blatter nelle dichiarazioni rese alla stampa il 23 dicembre 2007 del seguente preciso tenore: “credo sia passato abbastanza tempo per poterne parlare – spiega Blatter - quando scoppio calciopoli, nel 2006, Luca Montezemolo svolse un importantissimo ruolo di moderatore. È in gran parte merito suo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari dopo le sanzioni conseguenti allo scandalo”.

Tale scellerata gestione del processo ebbe un costo legale per la Juventus e per i suoi azionisti, non dimentichiamolo mai, di circa 800 mila euro di cui ben 507 mila al solo studio Zaccone.

Senza dimenticare, poi, i ben più gravi danni economici provocati dalla retrocessione.

I segni della trasformazione da potente club calcistico in armata Brancaleone sono divenuti in seguito tangibili attraverso le eloquenti esternazioni, a volte di giocatori (vedi Trezeguet nell’ultima di campionato in serie cadetta) ed altre volte di dirigenti (memorabili le affermazioni sui valori di Facchetti e sulle scuse che dovevamo al Calcio italiano), che evidenziavano, se mai ce ne fosse bisogno, l’incapacità di gestire un gruppo ed una storia di nome Juventus.

Nella scorsa estate, per la prima volta nella sua storia, la Juventus partiva, inoltre, con il dichiarato obiettivo di raggiungere una posizione in classifica sufficiente a disputare la Champions Leaugue senza alcuna ambizione di vittoria del titolo nazionale.

Questo è, di fatto, quanto dichiarato a più riprese da dirigenti e calciatori. Alcuni penseranno sia un segno di coerenza e concretezza; siamo invece convinti che tale atteggiamento rappresenta un chiaro segnale di mediocrità, di pressappochismo e testimonianza reale del ridimensionamento in atto.

Sono passati diciotto mesi, diciotto mesi in cui sono stati acquistati “autentici campioni” (vedi Boumsoung, Andrade, Almiron, Tiago, ecc…) oggi tutti, o quasi, già in vendita a prezzi ovviamente inferiori a quanto sperperato con i danari di quell’aumento di capitale sostenuto anche dai piccoli azionisti.
A tal proposito è opportuno ricordare come il gruppo che ancora oggi consente alla Juve di frequentare la parte alta della classifica è costituito da giocatori acquistati dalla famigerata Triade.

Sia le sentenze sportive che quelle già giunte a compimento nell’ambito della giustizia ordinaria attestano, di fatto, che nessuna partita era truccata e che nessun illecito sportivo è stato mai commesso. Ad oggi.

Proprio per tale motivo non comprendevamo il motivo per il quale il nuovo gruppo dirigente non mettesse in atto ogni azione utile alla restituzione dei nostri legittimi scudetti od in alternativa, ritenendo che degli illeciti fossero stati commessi, non decidesse un’azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori.

Avevamo chiesto proprio questo in un’assemblea degli azionisti non ottenendo ovviamente alcun tipo di risposta.

Non abbiamo dovuto attendere comunque molto. In una intervista di alcun giorni fa rilasciata a quel giornale rosa che tanto ha contribuito alle nostre disgrazie, il Presidente ci ha ancora una volta sorpresi con l’ennesima perla di saggezza e di coerenza.
Rispondendo ad una domanda relativa all’eccessivo attendismo per una eventuale azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori, ammetteva: “Perchè vogliamo vedere come finiscono i processi. Perchè c'è il RISCHIO che si risolva tutto in un cumulo di peccati veniali....”.

Evidentemente ci sono voluti diciotto mesi per comprendere, finalmente, quello che noi sosteniamo fin dall’estate di calciopoli (farsopoli).

Ma allora cosa attende ancora il Sig. emerito Giovanni Cobolli Gigli a reclamare il maltolto? Con i peccati veniali, caro Presidente, non si distrugge la storia ed il blasone di uno dei più grandi club al mondo.

Resta inspiegabile, per di più, il motivo per il quale non si è voluto tentare, restando nell’ambito della giustizia sportiva, la via del TAS di Losanna per riportare a casa quei due scudetti legittimamente conquistati sul campo.

Sia pur confortati da intensa giurisprudenza a noi favorevole, non sappiamo se il prossimo 15 maggio il TAR Lazio avrà il coraggio e l’autonomia per smascherare la più grande farsa dell’ultimo secolo. Sappiamo, tuttavia, che grazie agli oltre 3000 soci che ad oggi compongono GiùlemanidallaJuve riusciremo - si chiami TAR, Consiglio di Stato, Commissione Europea o Corte dei Diritti dell’uomo - a portare a termine la lotta per la restituzione di titoli ed onore che, oggi, è divenuta soprattutto un’importante battaglia di civiltà e democrazia.

Siamo certi che prima o poi arriverà il giorno in cui qualcuno ci dovrà spiegare il motivo di tanto immobilismo e remissività.

Una piccola nota, infine, sulla futura casa della Juventus.

Diciotto mesi fa esisteva un grande progetto stadio. Oggi, sia pur a seguito di un sostanzioso aumento di capitale, non ci è dato ancora sapere in quale struttura la Juventus potrà festeggiare (speriamo) i prossimi trofei.

Per tutto quanto sopra esposto l’Associazione chiede ancora una volta a Lei, signor Presidente, e a tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione, di prendere in considerazione le dimissioni quale estremo gesto di correttezza nei confronti dei tifosi, degli azionisti e di quei gloriosi colori che solcano i cieli della storia del calcio nel mondo.

Un estremo gesto che consenta, con tempestività, di riavviare un vero progetto di crescita a medio termine e di procedere alla nomina di un management “indipendente” che possa finalmente avere responsabilità strategiche dirette a creare valore per gli azionisti e per la Juventus stessa.

Giuseppe Belviso - Associazione GiùlemanidallaJuve
 
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