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Udienze Processi di E. LOFFREDO del 07/06/2010 10:42:46
Calciopoli, parti civili.

 

Tribunale di Napoli – Udienza del 01 giugno 2010


Enea Cocchi, Victoria 2000 S.r.l.
Prende il via un mese intenso per il processo calciopoli. L'udienza inizia con la rinuncia da parte della Salernitana all'audizione del teste Aliberti, già sentito dal Tribunale e del teste Gregucci “al momento irreperibile”.
Dopo l'appello di rito viene introdotto il primo teste di giornata, il curatore fallimentare di Victoria 2000 S.r.l., Enea Cocchi.
Il primo a porre domande è il rappresentate della parte civile che lo ha convocato, ovvero l'avvocato Sgubbi per Victoria 2000.

Sgubbi: «Quando è fallita la società Vittoria 2000?»
Cocchi: «La società è stata dichiarata fallita dal tribunale di Bologna il 30 marzo 2006».
Sgubbi: «Victoria 2000 che rapporti aveva con il Bologna Football Club?»
Cocchi: «Alla data del fallimento non aveva più rapporti, ma fino al settembre del 2005 aveva la totalità delle quote del Bologna F.C. Società sportiva».
L'avvocato ricorda che oggetto del presente processo sono fatti che si riferiscono al periodo autunno 2004-maggio 2005, fatti che secondo l'accusa sarebbero sfociati in atti di frode sportiva. Sgubbi: «Che rapporti , innanzitutto di tipo cronologico, ci sono stati tra questi accadimenti e le vicende societari di Victoria 2000?»
Cocchi: «Il fallimento è avvenuto successivamente alla dismissione della partecipazione che Victoria possedeva della società sportiva, chiamiamolo Bologna. Ciò è derivato sostanzialmente dalla retrocessione della società sportiva al termine del campionato 2004/05, che indusse gli azionisti a svalutare la partecipazione che aveva nel Bologna di oltre trentasei milioni, e quindi di conseguenza a presentare un forte deficit di bilancio, quindi la perdita e successivamente la procedura fallimentare».
Sgubbi: «Questa soluzione di tipo societario è in rapporto alla retrocessione?»
Cocchi: «Sia secondo il sottoscritto, ma anche secondo quanto detto dagli amministratori e gli azionisti nell'approvare il bilancio con una perdita di trentasei milioni ha portato di fatto alla dichiarazione del fallimento».
Sgubbi: «Quindi perdita direttamente conseguente alla retrocessione? »
Cocchi: «Assolutamente sì»
Sgubbi: «Di questo c'è evidenza anche dal punto di vista della documentazione societaria?»
Cocchi: «Sì, nel fascicolo del bilancio al 30 giugno 2005 oltre a descrivere il valore delle partecipazioni residue,Victoria non aveva solo una partecipazione nella società sportiva, ma anche alti businesses sia in campo immobiliare che collegati alla società sportiva. La gestione del campo immobiliare andava avanti per la sua strada. Nel bilancio gli amministratori evidenziano chiaramente che dei 53 milioni 36 sono ascritti alla perdita durevole di valore a seguito della retrocessione del Bologna».
Sgubbi: «Questa vicenda ha un correlato in una vicenda penale in essere a Bologna, un procedimento per falso in bilancio, può segnalare l'oggetto di questo procedimento? »
Cocchi: «Il procedimento penale interessa tre operazioni intervenute molto prima del 30 giugno 2005. Volevo specificare che Victoria faceva parte di un gruppo di società. Il procedimento penale recentemente ha avuto inizio con il rinvio a giudizio... »
Casoria: «Rinvio a giudizio di chi? »
Cocchi: «Dei due amministratori, cioè i due soci di maggioranza, del presidente del collegio sindacale e di un professionista che assisteva il dottor Gazzoni nelle sue attività. Le vicende riguardano fatti avvenuti nel 2002, 2003 e 2004. Ci sono operazioni infragruppo che consentirono a suo tempo alle varie società del gruppo di evidenziare situazioni di bilancio di valore ideativo, di riduzioni di perdite, ma non strettamente avvenute alla fine della stagione agonistica 2004/05».
Sgubbi: «Quindi si può dire sono operazioni svincolate? »
Cocchi: «Assolutamente svincolate alla presentazione dell'ultimo bilancio, quindi alla perdita e alla retrocessione della società sportiva».
Sgubbi: «Non ho altre domande presidente»


L'avvocato Picca per i Della Valle, Mencucci e la Fiorentina controesamina il teste
Picca: «Riprendo la domanda del collega relativa alle vicende che sono oggetto del procedimento cui ha fatto riferimento. Innanzitutto, tra le persone rinviate a giudizio c'è anche il presidente Gazzoni Frascara?»
Cocchi: «Sì».
Picca: «Lei ha detto che le vicende di questo procedimento sono vicende diverse rispetto a quella della svalutazione delle quote di partecipazione nel Bologna detenute da Victoria. Queste vicende quali erano?»
Cocchi: «Erano per esempio il conferimento di una partecipazione del 90% avvenuto nell'ambito del gruppo della società. Ho avuto difficoltà a far comprendere anche ai magistrati di Bologna, fino al 2004 Victoria aveva un altro nome e c'era un'altra Victoria 2000 che invece gestiva altre attività. I tre fatti che saranno oggetto nel procedimento penale sono: un fatto avvenuto nel 2003 relativa alla cessione del marchio Bologna FC, che ceduto a due società che facevano capo sempre allo stesso gruppo avevano creato in una società una plusvalenza, nell'altra società una indicazione all'attivo del valore della cessione di questo marchio, poi dopo qualche tempo svalutato. C'è una copertura di perdita effettuata dai soci tramite finanziamento a favore di una società che ha rimborsato altri debiti ad un'altra società che poi è stata incorporata».
Picca: «Ma al di là di questo, la contestazione che viene mossa qual è, di una falsificazione del bilancio, piuttosto che di una distrazione? »
Cocchi: «Sì, è di una falsificazione di bilancio perché in questo modo si creavano plusvalenze che consentivano ai soci di non ricapitalizzare in generale le società del gruppo».
Picca: «La seconda qual è?»
Cocchi: «E' il conferimento del 90% del Bologna FC da una società ad un'altra società. Prima esisteva una società che si chiamava Bologna FC Holding S.p.a che deteneva il 90% del Bologna e conferì questa quota alla vecchia società Victoria. Operazione che avvenne nel 2002, con una perizia predisposta da uno dei professionisti del dottor Gazzoni, uno dei quattro rinviati a giudizio. Sono tutte operazioni datate tanto per intenderci».
Picca: «Al di là della storicità dell'evento, qual è l'imputazione che viene elevata? »
Cocchi: «Era della valutazione della partecipazione che consentì a chi ottenne quel conferimento di avere un attivo di patrimonio e quindi riequilibrare il bilancio».
Picca: «Anche in questo caso quindi viene contestato al presidente e agli amministratori il falso in bilancio relativo a quale anno?»
Cocchi: «Nello specifico, 2002».
Picca: «Terzo episodio, qual è?»
Cocchi: «Copertura di perdite avvenute alla fine dell'anno 2003»
Picca: «Anche in questo caso qual è l'imputazione?»
Cocchi: «E' che il finanziamento effettuato per coprire quella perdita che si era evidenziata, come arrivato nelle casse della società è stato poi iscritto ad altri soci che poi erano sempre gli stessi. È stato un giro finanziario che ha consentito la copertura delle perdite e consentire la continuazione della società e non ha dato il beneficio per i creditori ».
Picca: «Lei nella qualità di curatore ha verificato se negli anni 2004/05 la società avesse o meno i requisiti per l'iscrizione al campionato?»
Cocchi: «Premesso che io sono curatore di Victoria e del Bologna non ho visto nulla, perché quando sono stato nominato curatore, Victoria non aveva più la partecipazione del Bologna».
Picca: «Però l'aveva avuta negli anni precedenti, lei nella qualità di curatore ha verificato queste situazioni precedenti? Cioè nel periodo in cui Victoria deteneva il 100% del Bologna».
Cocchi: «Io personalmente no. Lo ha fatto la procura della Repubblica di Bologna. Io ritenevo di non aver alcun titolo per andare a verificare i dati della società sportiva».
Picca: «Quindi lei non ha assolutamente preso in esame la vicenda della società sportiva pur essendo la società sportiva partecipata al 100% da Victoria?»
Cocchi: «Sei mesi prima però»
Picca: «Ma ce l'aveva da quanto tempo?»
Cocchi: «Da quando è entrato Gazzoni, 2002 o 2003. Da quando la famiglia Gazzoni acquistò il Bologna da un'altra procedura fallimentare».
Picca: «Quest'aspetto non l'ha verificato. Ma sa se è stato oggetto di verifica questo profilo specifico? Cioè presenza dei requisiti di regolamento per l'iscrizione al campionato».
Cocchi: «L'unica cosa che mi ricordo e che scrissi nella relazione era che essendo già soggetto alla covisoc, il bilancio del Bologna era stato revisionato... non mi ricordo. Io non mi sono addentrato nei numeri del Bologna FC, d'accordo ovviamente col magistrato. Ritenevo in quel momento di non avere nessun diritto di andare a vedere che cosa aveva scritto il Bologna. Vorrei precisare che in tutte le operazioni che ho citato prima, il Bologna non c'entrava niente, i numeri del Bologna non sono stati toccati dalle operazioni dei soci»
Picca: «Sì però, scusi eh, erano operazioni in capo alla società Victoria che deteneva il 100% del Bologna».
Cocchi: «In quel periodo probabilmente no».
Picca: «Scusi, lei ha fatto riferimento a vicende del 2003, del 2004».
Il teste Cocchi spiega che nel 2003 il Bologna era al 90% della Bologna Holding, «a sua volta controllata dalla “vecchia” Victoria e il 10% era di un'altra società sempre facente capo a Gazzoni più altri soci. Il 100% della partecipazione del Bologna fu della società Victoria (“fallita”) solo dal 2004»
Picca: «Sì, ma sempre in capo alla famiglia Gazzoni Frascara, e gli azionisti di riferimento erano sempre loro».
Cocchi: «Sì, erano sempre loro».
Picca: «Non ho altre domande, grazie».


Avv. Bonatti, difesa Pairetto
Avv. Bonatti: «In parte ha già risposto, però vorrei una conferma a riguardo. Lei sa e si è occupato dell'aspetto relativo alle partite e ai risultati delle ultime dieci partite del Bologna FC nel campionato 2004/05? »
Cocchi: «No, non lo so».
Bonatti: «Allora scusi, come mai lei all'inizio ha espresso un giudizio di condivisione rispetto all'attribuibilità del fallimento alla retrocessione in serie B? Se condivide dovrà fare delle valutazioni, da dove desume queste condivisioni? Lei la desume solo dal fatto che è stato fatto questo addendo al bilancio e lei dice “sì, a me sta bene così”?»
Cocchi: «No, io lo desumo dal fatto che una delle motivazioni per le quali la società Victoria 2000 è giunta al fallimento è stata la svalutazione della partecipazione che deteneva della società sportiva avvenuta a termine dell'esercizio 2005».
Bonatti: «E le cause di questa svalutazione? Cioè, se la squadra di calcio, che ha come oggetto sociale giocare le partite ne perde e non guadagna punti in classifica, questo secondo lei è rilevante o no?»
Cocchi: «Io l'ho letto nella dichiarazione...»
Bonatti: «Ma secondo lei, le sto facendo una domanda diversa, è rilevante o no che una squadra vince o perde le partite?»
Inerviene l'avvocato Sgubbi: «Non credo sia una domanda corretta da porre al curatore...»
Bonatti: «Chiederei di non essere interrotto. È il presidente che decide se è rilevante o meno».
Cocchi: «Se una squadra non fa punti è ovvio che rimane in coda alla classifica».
Bonatti: «Quindi è rilevante?»
Cocchi: «Certo».
Bonatti: «Lei però non lo ha valutato?»
Cocchi: «Io non l'ho valutato anche perché al marzo del 2006 dovevo andare a rivedere cos'era successo nelle ultime dieci partite... Ricordo che fece uno spareggio».
Bonatti: «E quindi il suo giudizio, con tutto il rispetto, da cosa lo ha mutuato?»
Cocchi: «Visto che sono un uomo di numeri, vedendo i numeri, vedendo i numeri indicati nel bilancio precedente, sapendo cosa era successo, vedendo cosa comportò quella retrocessione, al di là della vittoria o del pareggio...»
Bonatti: «Quindi non è entrato nel merito? »
Cocchi: «Assolutamente! Io l'ho letto, il dottor Gazzoni lo ha sbandierato ai quattro venti, e al sottoscritto fu la prima cosa che disse. Dopo leggendo i documenti e guardando, capendo che danno aveva causato quella svalutazione...».
Bonatti: «Quindi è economica e non è entrato nel merito?»
Cocchi: «No, no. Io le partite assolutamente...»
Bonatti: «Ecco a me interessava questo. Non ho altre domande».


Avv. Prioreschi, difesa Moggi
“Buongiorno dottore, sono l'avvocato Prioreschi, difesa Moggi”.
Prioreschi: «Torniamo per un attimo al procedimento penale. Lei ha parlato di procedimento per falso in bilancio, il falso in bilancio è contestato per fatti di bancarotta».
Cocchi: «Per bancarotta».
Prioreschi: «Allora il procedimento penale è per bancarotta fraudolenta. Lo stato passivo del fallimento che importo ha?».
Cocchi: «Sono circa 32 milioni di euro»
Prioreschi: «Com'è formato, chi sono i creditori insinuati?»
Cocchi: «All'attivo sono unicamente professionisti, sia chi seguiva la società, che i vari sindaci che si sono succeduti nella società nei vari anni. Questi rappresentano il totale dell'attivo privilegiato e sono 316 mila euro. Al passivo sono 32,3 milioni e sostanzialmente sono tutte banche».
Casoria: «Allora non sono 36, sono 32 e mezzo...».
Prioreschi: «Un'ultima cosa, il fallimento si è costituito parte civile nel procedimento penale?»
Cocchi: «Mi è stato notificato cinque giorni fa, inizierà il 30 giugno».
Prioreschi: «Quindi si costituirà parte civile?»
Cocchi: «Informerò il magistrato e deciderà lui cosa fare».
Prioreschi: «Grazie, non ho altre domande».


L'avvocato Milella per la FIGC
Milella: «Quali riflessi e conseguenze hanno avuto le operazioni di cui ci ha parlato, oggetto del processo di bancarotta, sui bilanci successivi a quelli in cui sono state fatte queste operazioni? Sono state sistemate in qualche modo queste mancate somme, o la scoperta non ha determinato alcun rimedio? »
Cocchi: «No, non c'è stato nessun rimedio. Nel senso che poi anche recentemente c'è stata l'ultima grossa operazione straordinaria fatta dal gruppo è stata la fusione delle due società alla fine del 2004».
Milella: «Quindi mi sembra di capire che se non fossero state create queste plusvalenze, le società non avrebbero potuto svolgere la loro attività?»
Cocchi: «Sì, la loro normale attività». Tradotto: non si potevano iscrivere ai campionati.
Milella: «Salvo la ricapitalizzazione da parte degli azionisti?»
Cocchi: «Sì, certo».
Milella: «Va bene, non ho altre domande... Ah, mi scusi, come mai non ha deciso all'udienza preliminare di costituirsi? Lei ha detto che il 30 giugno c'è il dibattimento, all'udienza preliminare non avete partecipato?»
Cocchi: «Sì, non abbiamo partecipato».
Milella: «Come mai? Lo ha chiesto al giudice delegato?»
Cocchi: «Assolutamente sì».
Milella: «E cosa ha motivato il giudice delegato?»
Cocchi: «Ha detto di non partecipare. Noi stiamo facendo un'azione di responsabilità nei confronti dei soci»
Milella: «Quale tipo di danno state chiedendo con l'azione di responsabilità?»
Cocchi: «Stiamo verificando le operazioni per capire che tipo di danno ha creato».
Milella: «Quindi i danni per i quali vi siete costituiti qui sono sostanzialmente diversi?»
Cocchi: «Derivano sempre dalle stesse operazioni, però non sono quantificati esattamente perché con l'intreccio di operazioni fatte tra le varie società, secondo noi ci sono state operazioni che imponevano agli azionisti di ricapitalizzare».
Milella: «La ringrazio, molto chiaro».

Casoria: «Questa svalutazione di 36 milioni è supportata...»
Cocchi: «Dal bilancio».
Casoria: «Oltre dal bilancio, da una consulenza?»
Cocchi: «No, finito il campionato 2004/05 Victoria doveva approvare il bilancio con questa perdita».
Casoria: «Lo hanno calcolato stesso i soci, gli amministratori?»
Cocchi: «Non solo, l'hanno calcolato, e risulta dagli atti, lo hanno fatto successivamente lasciando il valore che attribuì la nuova proprietà al Bologna. Vittoria non ha venduto la partecipazione che aveva nel Bologna, ha semplicemente rinunciato al diritto di opzione di ricostituzione del capitale sociale».
Casoria: «E quel valore iniziale in base al quale è stato calcolata questa svalutazione è entrato nel falso in bilancio? È stato considerato?»
Cocchi: «E' oggetto di una di quelle operazioni del 2002». Hanno fatto tutto in casa, con approssimazione? Come si dice a Bologna: “tagliare la tagliatella larga”.
Casoria: «Va bene, ci sono altre domande? Il teste può andare».

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