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Domenica 19/05/19, ore 20,30
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Editoriale di M. VIGHI del 17/11/2008 10:17:28
Questione di cuore

 

Sun Tzu, nel celebre “L’arte della Guerra”, descrive quali siano i cinque elementi fondamentali da valutare attentamente quando si è di fronte alla scelta di dover o meno impugnare le armi.
Il primo degli elementi fondamentali è il Tao; il secondo è il clima; il terzo è il terreno; il quarto è il comando; il quinto è la dottrina.
Il Tao, anche definito “la via diretta”, tende ad indicare la forza morale ed il prestigio del governo, ed, in particolare, di un sovrano. Con lo stesso termine, inoltre, si intende tutto ciò che induce il popolo ad essere in armonia con i suoi capi, per la vita e per la morte, sfidando anche il pericolo estremo.
Il significato dei termini “clima” e “terreno” non necessitano di ulteriori approfondimenti.
Col termine “comando” si intendono le qualità di saggezza, rettitudine, umanità, coraggio e severità del generale.
Col termine “dottrina”, e il contesto è quello militaresco, si intende l’organizzazione ed il controllo, ovvero la scelta e nomina di ufficiali adeguati al grado, con relativa gerarchia, e la gestione dei mezzi di sussistenza e logistica necessari all’esercito.
“Chi padroneggia i cinque elementi vince, chi non se ne cura viene annientato”.
Citando testualmente: “per valutare la situazione, sappi rispondere queste domande: quale sovrano possiede il maggiore Tao? Quale comandante è più abile? Per quale esercito gli elementi naturali e il terreno costituiscono un vantaggio? Quale esercito è meglio preparato e disciplinato? Quali sono le truppe più forti?”.
La nostra associazione ha intrapreso una disputa contro un nemico che manca di una precisa definizione. Chi è veramente? Chi non ci ha difeso e ha scaricato la Triade prima ancora che venisse formulata formalmente l’accusa? Chi, violando la legge, ha dossierato, pubblicato, utilizzato i tabulati per arrivare ad ottenere un risultato? Chi fu nominato commissario straordinario, dal passato (presto divenuto presente e futuro) impossibile da valutare super partes, e che in un tempo record ha abolito un grado di giudizio al procedimento sportivo, sostituendo e rinominando poi la giuria nei rimanenti due? Una commistione di tutto ciò e anche oltre?
Non sarò io a dare risposte, anche se la sensazione è quella che ci sia un “manovratore”, che ha potuto contare su tante braccia e tante teste che lo compongono e abilmente lo servono.
GiulemanidallaJuve, ad un primo superficiale confronto tra le quantità di braccia e di teste a disposizione, quasi scompare, per la sua modesta dimensione.
Ma, certamente, posso con grande facilità immaginare come la somma dei nostri cuori si sia unita a formare un unico cuore grande, immenso, pulsante di emozioni e di passione, che irrora di sete di verità e giustizia e di passione per la squadra che abbiamo sempre amato le vene dei suoi associati, nelle quali questo desiderio, e la forza e la limpidezza che lo contraddistinguono, scorre incessantemente ed instancabilmente.
Ci hanno detto che dopo farsopoli è nata la nuova Juventus, pace all’anima di quella che a questo punto dovremmo considerare dannata e perduta dopo quella maledetta estate.
Ma si sbagliano.
Questo cuore che abbiamo formato la tiene in vita, senza soluzione di continuità attaccata alla sua storia, alla sua gloriosa vita che dal 1897 ad oggi ha regalato e continua a regalare a milioni e milioni di noi emozioni, gioie, dolori, lacrime di gioia e persino lacrime amare, come è giusto che sia, perché lo sport vigliaccamente denudato dei suoi valori a noi donati da Olimpia sia invece sempre metafora della vita, con le sue sfide, i suoi obiettivi, le sue vittorie e le sue sconfitte.
Batte forte il nostro cuore.
Fossimo come il “manovratore”, solo cervelli e braccia, nessuno ci avrebbe chiamato ad unirci, e nessuno sarebbe accorso a farlo.
Basta analizzare i cinque elementi per rendersene conto.
Certo, il Tao è dalla nostra parte. Forse non ci batteremo fino alla morte per la nostra squadra del cuore chiamati da colui che ha avuto per primo l’idea di unirci, ma sono proprio la forza morale ed il prestigio dell’iniziativa che ci tengono tutti uniti, tutti per la stessa via. Possiamo riconoscerci, diverse anime e atteggiamenti con diversa inclinazione ad operare. Ma sempre nella stessa direzione.
Certo, l’avvocato Misson, quando penso al comando, è una punta di diamante.
Ma il “manovratore” può contare su un esercito eterogeneo e potentissimo, che allunga i suoi tentacoli laddove quasi nessuno di noi può immaginare, avido e forte, e così sprezzante e sicuro di sé nella sua onnipotenza numerica.
Il terreno sul quale dobbiamo muoverci può stabilirlo lui.
Il clima (o sentimento popolare, come vogliamo chiamarlo) sa meglio di noi come governarlo.
Pragmaticamente, lo sappiamo.
Ma batte forte il nostro cuore.
Tutti noi sappiamo, nessuno di noi ignora.
Ma siamo qua, ogni giorno più uniti, ogni giorno di più, ogni giorno più vicini a sferrare il nostro attacco.
Dice Sun Tzu riferendosi agli stratagemmi da utilizzare con il nemico : “Simula l’inferiorità e incoraggiane l’arroganza”.
Siamo inferiori come numero già, ma si aspettava lui che anche al richiamo della serie B il popolo juventino si sarebbe stretto con tanto ardore intorno alla sua squadra?
Si aspettava che noi non ci saremmo mai scoraggiati, anche di fronte al boicottaggio della marcia dell’orgoglio juventino, anche di fronte ai primi ricorsi respinti, anche di fronte alla stampa che senza pietà ci accerchia?
Credo di no, e credo che sia così stolto da non aver ancora capito che nulla ci fermerà.
L’arroganza insiste, le sue nuove manifestazioni sono di questi giorni, i titoloni a piena pagina dei suoi servi senza onore ci regalano questa consapevolezza.
Persiste, arrogante come prima.
Persiste, persiste a non capire che non ci arrenderemo mai.
Persiste, perché gli manca il nostro cuore.
Batte forte il nostro cuore.
Incessantemente, instancabilmente.
Vinceremo noi.
Con la forza del sogno, della verità, della giustizia, e dell’amore.
 
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Dopo la Cassazione su Moggi, cosa dovrebbe fare ora la Juve?
 
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