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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Giorgio Ceccotti del 08/03/2009 15:15:48
Il cuore e la ragione
Ci sono momenti in cui, come dopo questo derby vinto con il coltello tra i denti, conta per me, avere messo il cuore in campo. Che abbia segnato il nuovo “guerriero” Giorgione Chiellini mi rammenta poi quei derby vinti con bianconeri veraci come Furino o Cuccureddu, gente che aveva i crampi allo stomaco prima della stracittadina.

Oggi la nostra amata Juve ha molti comprimari ma in questo momento non mi sento di giudicare Melberg, Poulsen o Molinaro per citarne alcuni. Oggi tutti hanno avuto per me la maglia cucita sulla pelle come quella inzuppata d'acqua di capitan Furia in un derby piovoso degli anni '70.
Ecco, questa é la cartolina che oggi spedirei a tutti i tifosi bianconeri per ricordare chi é la Juve, da dove viene e cosa significa per tutti coloro che hanno il cuore e il sangue bianconero.
Più di una squadra di calcio, a volte una forma di riscatto sociale per molti immigrati sia del sud che del nord arrivati a Torino con molti sogni e negli occhi una bandiera pronta a sventolare la domenica in curva. Gente di ogni estrazione sociale fianco a fianco nello stesso settore dello stadio a gridare il loro amore per una Signora in bianconero. Noi ragazzini della cintura torinese sin dalle elementari con le figurine Panini dei nostri eroi e poi alle scuole medie a turno, a comprare Tuttosport dove Caminiti scriveva la sua poesia sulla partita della domenica. Ogni tanto una fuga al campo Combi alla caccia di qualche autografo o fotografia per poi raccontarlo agli amici.
Questa é la Juve che io ho nella mente, nel cuore, nello stomaco, nelle viscere; quella che mi permea e mi accompagna da sempre, ma é anche la stessa che hanno tentato di assassinare col sentimento popolare, con la farsa tipica italiota del teatrino dei guitti, guitti che hanno le sembianze di due sceriffi prezzolati del West a cui hanno messo una stella di latta sul petto ed ai quali hanno dato la facoltà di umiliare più di 100 anni di storia del calcio.

Vorrei dire che va tutto bene ma mentirei. Vivo da due anni e mezzo in una specie di incubo dal quale sembra non possa svegliarmi e vi dico sinceramente, sento il peso ogni giorno di più.
Ma nonostante i 40 compiuti non posso, non devo, non voglio arrendermi e continuerò in questa lotta che mi ha permesso di conoscere gente fantastica come tutti voi che per colore hanno il bianconero, il cuor di leone e la tenacia dei giusti.
Mi fregio di farne parte fornendo un mio piccolissimo contributo emotivo con dentro però un vulcano pronto ad esplodere alla prima scintilla, quella che 36 anni fa mi fece innamorare di una squadra dal nome nobile ed antico che andavo a vedere prendendo il tram che scricchiolava negli uggiosi pomeriggi domenicali di una Torino vestita a festa che celebrava la sua Signora.

Ahimé sono caduto ancora una volta nel melanconico ma sono fatto così, quando parlo della Juve parlo della mia famiglia, parlo del bimbo biondino con gli occhiali a mezzo naso che si addormentava ripetendo a memoria la formazione della domenica: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino, Morini, Scirea.....

Grazie ancora a tutti voi, insieme per credere in un futuro bianconero.
 
 
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