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Editoriale di N. REDAZIONE del 10/08/2021 08:11:59
La Juve e le Coppe

 

La Juve e le coppe, parte III, anni '70

Di A.Pavanello

Nel 1970/71 la Juventus partecipa all’ultima edizione della Coppa delle Fiere. Abolita dalla stagione successiva, al suo posto l’UEFA organizza una nuova competizione, che ricalca però la struttura della Coppa Fiere. Per l’ultima edizione è sperimentata la doppia finale.

I bianconeri sono allenati da Armando Picchi, che sarà vittima di un tragico destino. Ai trentaduesimi Salvadore e compagni s’impongono facilmente sull’US Rumelange (7-0 all’andata e 4-0 al ritorno). Al turno successivo, la Juventus trova il Barcellona e vince in Spagna grazie ai gol di Haller e Bettega; stesso punteggio al ritorno (ancora gol di Bettega e poi Capello). Gli ottavi di finale vedono opposti i bianconeri alla squadra ungherese del Pecsi Dozsa: un gol di Causio all’andata e la doppietta di Anastasi al ritorno, risolvono la pratica. Nemmeno il Twente, ai quarti di finale sembra porre seri problemi alla formazione bianconera. All’andata, grazie alle reti di Haller e Novellini, la Juventus s’impone facilmente; qualche difficoltà si presenta in Olanda: i padroni di casa vanno in doppio vantaggio, anche se in due soli minuti gli uomini di Picchi pareggiano (ancora doppietta di Anastasi) e passano il turno. La partita di andata delle semifinali tra Juventus e Colonia si svolge in Germania: al gol iniziale di Bettega, rispondono i tedeschi e la partita finisce con un pareggio. Nella partita di ritorno, la Juventus va in vantaggio con Capello ai primi minuti dell’incontro, ma bisogna aspettare la fine della partita per vedere il risultato e relativa qualificazione al sicuro, grazie ad Anastasi. La Juventus si ritrova così a disputare la seconda finale di Coppa Fiere della sua storia, ma sfortunatamente sarà una beffa.

La partita di andata, a Torino, vede la Juventus contrapposta al Leeds. I bianconeri, scossi dalla prematura scomparsa del loro allenatore, riescono ad aprire le marcature con Bettega (circa alla mezz’ora del primo tempo), ma ai primi minuti della ripresa, una sfortunata deviazione di Salvadore permette agli inglesi di pareggiare e di iniziare una sfuriata di attacchi. Il gol del 2-1 di Capello illude i bianconeri, ma alla mezzora, dopo una pericolosa azione di Bettega sventata in extremis, il Leeds pareggia su contrattacco. La Juventus accusa il colpo e gli ospiti gestiscono il finale. Nella partita di ritorno, sono gli Inglesi ad aprire le marcature, ancora una volta Anastasi segna il gol del pareggio, ma il punteggio poi non cambia più; i bianconeri, per bocca del nuovo allenatore, Cestmir Vycpalek, si lamentarono per il gol annullato ad Anastasi e per un rigore non dato per un intervento su Haller. La Juventus così perdeva una coppa senza aver perso nessuna delle due partite finali…

L’anno successivo, gli uomini di Vycpalek parteciparono alla prima edizione della Coppa Uefa: al primo turno i bianconeri batterono facilmente il club di Marsa (6-0 all’andata e 5-0 al ritorno) e passarono anche il secondo turno, dopo aver eliminato l’Aberdeen, anche se con un risultato meno spettacolare (2-0 all’andata e 1-1 al ritorno). Bettega fu il protagonista del terzo turno, giacché segnò 4 delle 5 reti complessive con cui i bianconeri eliminarono il Rapid Vienna (suo l’unico gol della partita d’andata e sua la tripletta a Torino). La Juventus così accedette ai quarti: avversario il Wolverhampton: all’andata i bianconeri, in vantaggio con Anastasi, subirono il pareggio degli ospiti e la partita finì in parità. La gara di ritorno vide una formazione largamente rimaneggiata: Anastasi, Capello, Causio, Furino e Morini furono assenti, perché la Juventus preferì dare la priorità al campionato. I padroni di casa aprirono le marcature verso la fine del primo tempo e raddoppiarono a inizio ripresa. La formazione di Vycpalek cercò di battersi, ma gli inglesi le lasciarono poco spazio, attaccando a tutto spiano. Il gol della bandiera su calcio di rigore, fu segnato da Haller. Eliminata dalle Coppe, la Juventus si consolò vincendo il campionato anche se sul filo di lana…

La stagione 1972/73 fu quella del ritorno alla Coppa dei Campioni: al primo turno i bianconeri affrontarono l’Olympique Marsiglia. I transalpini si aggiudicarono l’andata. Al ritorno la doppietta di Bettega e il gol di Haller, permisero agli uomini di Vycpalek di ribaltare il risultato e di qualificarsi. Il turno successivo vide la Juventus affrontare il Magdeburgo. Con un gol per partita (Anastasi all’andata e Cuccureddu al ritorno), i bianconeri superarono l’ostacolo. La formazione accedeva così ai quarti di finale e l’avversario di turno, lo Újpesti Dózsa, si rivelò meno agevole. La partita di andata a Torino terminò sullo 0-0 e quella di ritorno iniziò subito male per i bianconeri, con i padroni di casa in vantaggio già al primo minuto, raddoppiando poi al dodicesimo. Anastasi e Altafini rimediarono, permettendo alla Juve di pareggiare. La partita finì in parità ma grazie alla regola del gol in trasferta, la formazione torinese poté accedere alla semifinale. Il Derby County non fu avversario ostico, già nel match di andata, grazie alla doppietta di Altafini e al gol di Causio (gli ospiti segnarono comunque il gol del provvisorio pareggio), la Juventus emise una seria ipoteca sul passaggio del turno. In Inghilterra non vi fu spazio per alcuna sorpresa: la partita finì 0-0.

Per la prima volta della sua storia, la Juventus accedeva così a una finale di Coppa dei Campioni: avversario, il temibile Ajax di Cruyff… La finale si svolse a Belgrado e l’Ajax iniziò la partita controllandola a centrocampo e alla prima azione seria andò in vantaggio con Rep. La Juventus contrattaccò, ma senza risultato e il primo tempo fu un susseguirsi di botta e risposta, con Zoff chiamato a difficili parate. Il secondo tempo fu il proseguimento del primo, e vi fu pure qualche scontro duro, la Juventus continuò ad attaccare, sempre senza successo e l’Ajax si difese, attento ad approfittare di ogni singola distrazione dei bianconeri. Col passare del tempo, la stanchezza si fece sentire per entrambe le squadre e ci fu spazio per le iniziative personali, ma il risultato finale non cambiò: l’Ajax vinceva così la sua terza coppa, mentre per la Juventus vi era l’ennesima delusione…

L’anno dopo, con lo scudetto nuovamente in tasca, la Juventus ritentava l’avventura in Coppa dei Campioni, ma l’esperienza fu stavolta brevissima: ai sedicesimi, la Dynamo Dresda si rivelò ostacolo insormontabile. Nel match di andata (a Dresda) i padroni di casa s’imposero per 2-0, rendendo difficile un ribaltamento del risultato. La Juventus tuttavia ci provò a Torino, aprendo presto le marcature con Furino, ma verso la metà del primo tempo, nonostante la dominazione bianconera, gli ospiti pareggiarono. La Juventus si riportò in vantaggio (gol di Capello) e poco dopo segnò il terzo gol (Cuccureddu). La formazione di casa continuò poi ad attaccare, per segnare il gol sinonimo di qualificazione, che però non arrivò mai. Nel secondo tempo, complice la fatica, furono gli ospiti ad accorciare le distanze e la squadra di Vycpalek accusò il colpo, rinunciando a ogni iniziativa successiva.

La Stagione 1974/75 vide la Juventus del neo-allenatore (e vecchia gloria bianconera) Carlo Parola partecipare alla Coppa Uefa: i bianconeri si ritrovarono a giocare ai trentaduesimi contro il Vorwarts Francoforte e dopo essersi fatti paura (sconfitta in casa dei tedeschi per 2-1), ottennero la qualificazione, vincendo a Torino per 3-0 (grazie ad Anastasi, Altafini ed ad una autorete). Il turno successivo fu agevolmente superato dalla formazione di Parola: l’Hibernian non costituì un ostacolo per niente difficile (4-2 per i bianconeri in Scozia e 4-0 a Torino, Anastasi peraltro segnò una doppietta). Agli ottavi la Juventus si “vendicò” della finale persa in Coppa Campioni due stagioni prima, eliminando l’Ajax: Damiani segnò l’unico gol del match di andata a Torino e anche il gol decisivo della partita di ritorno (a nulla valse il gol del definitivo 2-1 per i padroni di casa). I quarti videro la Juve contrapporsi all’Amburgo: Capello e Viola permisero ai bianconeri di vincere la gara; il match di ritorno finì 0-0 e così la Juventus si qualificò alle semifinali. Il Twente Eschede si rivelò avversario più ostico dei precedenti: contro una Juventus in scarsa vena e distratta dal campionato, gli olandesi aprirono le marcature al 20’ e chiusero il primo tempo in vantaggio, nonostante qualche attacco dei bianconeri. Il secondo tempo iniziò come il primo con i padroni di casa all’attacco e premiati nuovamente al 15’. La Juventus accorciò le distanze con Altafini, ma badò troppo a difendere il relativo svantaggio e a sette minuti dalla fine della gara, gli olandesi segnarono il gol del definitivo 3-1, rischiando pure di segnarne un quarto. Il ritorno a Torino non lasciò spazio a grandi speranze di ribalta: gli olandesi segnarono al 10’ e controllarono la partita, nonostante le incursioni bianconere. La stanchezza si fece poi sentire specie nel secondo tempo e a nulla valsero i cambi operati da Parola. Ai bianconeri non restava che consolarsi con la caccia allo Scudetto…

Nella stagione successiva, 75/76, la Juventus tornava a disputare un’edizione della Coppa Campioni; la competizione si rivelò subito difficile per i torinesi: il CSKA Sofia, avversario di turno, riusciva a vincere in casa, seppur di misura (2-1, malgrado l’iniziale vantaggio ad opera di Anastasi), gli uomini di Parola tuttavia ribaltarono il risultato a Torino grazie a Furino ed Anastasi. L’avventura dei bianconeri però terminava già agli ottavi contro il Borussia Monchegladbach; i tedeschi vinsero agevolmente nel match di andata per 2-0, contro una Juventus rimaneggiata a centrocampo per le assenze di Causio (squalifica) e Capello (infortunio): i padroni di casa segnarono i gol verso la fine del primo tempo e alla ripresa, si limitarono a controllare la gara. A Torino, la formazione stavolta al completo diede per un’ora l’illusione di poter ribaltare il risultato dell’andata, grazie al gol di Gori verso la fine del primo tempo e al raddoppio di Bettega al 17’ del secondo tempo: ma al 25’ minuto i tedeschi accorciarono le distanze e nonostante il forcing bianconero, i tedeschi segnarono il gol del pareggio al 42’.

La stagione 1976/77 vide i bianconeri con un nuovo allenatore, Giovanni Trapattoni, debuttare ancora una volta nella Coppa UEFA, affrontando il Manchester City. Gli inglesi vinsero la partita di andata, ma gli uomini del “Trap” ribaltarono il risultato a Torino, grazie a Scirea e Boninsegna. Al turno successivo, la Juventus affrontò l’altra squadra di Manchester, lo United e il punteggio del match di andata fu identico a quello del turno precedente: vittoria dei padroni di casa, di misura. Una doppietta di Boninsegna e una rete di Benetti nella gara di Torino, permisero ai bianconeri di proseguire nella competizione: agli ottavi l’avversario fu lo Shaktar Donetsk e il turno fu ipotecato all’andata, con le reti di Bettega, Tardelli e Boninsegna. A nulla servì la vittoria di misura degli ucraini nella gara di ritorno. Il Magdeburgo, ai quarti, costituì un avversario abbordabile: nella gara di andata i tedeschi dovettero piegarsi: dopo aver momentaneamente pareggiato l’iniziale vantaggio degli ospiti (rete di Cuccureddu), subirono due gol (Boninsegna e Benetti) nel giro di sei minuti. La Juventus si aggiudicò anche la gara di ritorno al Comunale (rete di Cuccureddu). Le semifinali videro contrapposte la Juve e l’AEK Atene: nella gara di Torino, Cuccureddu aprì le marcature, ma i greci pareggiarono dopo un quarto d’ora. Nella ripresa una doppietta di Bettega e una rete di Causio ipotecarono il turno. L’incontro di Atene non cambiò le sorti, giacché la Juventus vinse per 1-0 (Bettega).

Gli uomini di Trapattoni accedevano così per la prima volta alla finale di Coppa UEFA: avversario l’Athletic Bilbao. La gara di andata, al Comunale, fu dura fisicamente per i bianconeri, che riuscirono tuttavia a trovare un varco giusto per segnare al 15’. La partita fu un botta e risposta e a momenti s’incattivì. La squadra basca però non subì il colpo, pensando forse di ribaltare un eventuale risultato negativo al ritorno. A Bilbao, approfittando di un inizio cauto da parte dei padroni di casa, la Juventus segnò con Bettega al settimo minuto. Tuttavia poi esibì una tattica difensiva ed i padroni di casa, attaccando in maniera aggressiva, pareggiarono cinque minuti dopo. Il primo tempo finì in parità e alla ripresa le cose non cambiarono, con i baschi all’attacco e la Juventus arroccata a difendere il risultato. L’agonismo prese il sopravvento e verso la metà del primo tempo si accesero quasi delle zuffe nell’area difensiva bianconera. L’Athletic dando fondo alle sue energie, passò in vantaggio al 34’ e seguitò ad attaccare, mentre la Juventus ormai decise di “fare muro”. Gli ultimi minuti furono di autentica bagarre. Tuttavia il risultato finale non cambiò. Per la prima volta della sua storia la Juventus conquistava un trofeo europeo.

Nuovamente Campione d’Italia, la Juventus disputò la stagione successiva in Coppa dei Campioni. L’Omonia Nicosia ai sedicesimi fu travolto dai bianconeri (3-0 a Cipro e 2-0 a Torino), nemmeno il Glentoran si dimostrò avversario difficile: all’andata gli uomini di Trapattoni vinsero di misura, ma a Torino schiacciarono il club irlandese (5-0, con doppietta di Virdis). Ai quarti di finale però l’avversario fu l’Ajax e le difficoltà furono di tutt’altro genere. Nella gara di andata i padroni di casa aprirono le marcature al 41’ del secondo tempo, ma la reazione della Juve fu immediata col pareggio di Causio. Il punteggio fu identico a Torino (anche se a ruoli invertiti, con i bianconeri in vantaggio e gli ospiti che pareggiarono alla mezz’ora del secondo tempo). Si dovette ricorrere ai rigori che premiarono la Juventus (grazie a Zoff che riuscì a parare due rigori).
La “vecchia Signora” accedeva alle semifinali, contro il Bruges, avversario reputato abbordabile. A Torino i bianconeri vinsero di misura (Bettega al 41’ del secondo tempo), ma nella partita di ritorno accadde l’impensabile: i Belgi aprirono le marcature rapidamente (al 3’) e la svolta avvenne solo nel secondo tempo supplementare, quando l’arbitro espulse Gentile (il secondo cartellino fu oggetto di polemiche, perché il giocatore aveva solo respinto con la mano a metà campo un pallone innocuo) e non si accorse di un fallo in area di rigore belga su Cabrini, dopo il gol del definitivo 2-0. La squadra bianconera, sebbene avesse dominato l’incontro, non era riuscita a realizzare le diverse occasioni, finendo spesso preda del fuorigioco…

Nel 1978/79, la Juventus partecipa nuovamente alla Coppa Campioni, ma la sua è una rapida comparsata: l’avversario dei sedicesimi, il Glasgow Rangers, ebbe ragione dei bianconeri. La partita d’andata a Torino aveva visto i padroni di casa imporsi di misura (grazie a Virdis), ma al ritorno, gli scozzesi dopo un inizio cauto, iniziarono a premere e andarono in gol al 18’. La partita fu poi un batti e ribatti, ma il Glasgow seguitò ad attaccare ed al 24’ del secondo tempo segnò il gol del definitivo 2-0. La Juventus provò a contrattaccare, ma senza successo…

L’anno dopo vide il ritorno della Juventus nella Coppa delle Coppe. Ai sedicesimi, i bianconeri eliminarono il club ungherese Raba Eto Gyor, non senza qualche difficoltà (specie nella partita di ritorno, ove Causio riuscì a ridurre le distanze al 7’ del secondo tempo, rimediando a una situazione più complicata del previsto: la Juve aveva in effetti vinto la partita di andata per 2-0 e al ritorno era sotto di due gol, complice anche la sfortunata autorete di Furino). Il turno successivo presentò ugualmente qualche difficoltà per gli uomini di Trapattoni: il club bulgaro Beroe Stara Zagora vinse il match di andata, anche se di misura. Al ritorno, a Torino, la Juventus pareggiò rapidamente i conti (con Scirea), ma fu necessario attendere i tempi supplementari per la qualificazione del club bianconero. Il terzo gol di Verza fu anche il 200° gol segnato dalla Juve nelle coppe europee. Ai quarti di finale, la Juventus affrontò il club croato di Rijeka: il match di andata finì in parità (0-0) e a Torino i bianconeri vinsero 2-0 (gol di Causio e Bettega).

La Juventus accedette così alla semifinale contro l’Arsenal. Nella partita di andata, gli uomini del Trap ritornarono da Londra con un pareggio, risultato complessivamente positivo, perché la squadra giocò in inferiorità numerica dal 33’ del primo tempo per la doppia ammonizione di Tardelli. I bianconeri segnarono per primi grazie a Cabrini. Dopo l’espulsione di Tardelli, gli inglesi attaccarono ripetutamente, ma pareggiarono solamente verso la fine del secondo tempo. A Torino però, la Juventus badò più a difendere il risultato conseguito e gli ospiti impegnarono sovente i bianconeri. Il ritmo della squadra di casa accelerò verso fine partita, ma troppe furono le occasioni sbagliate e l’Arsenal riuscì a portarsi a casa risultato e qualificazione.



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