di Xavier Jacobelli
Nulla. Un anno e cinque mesi dopo Calciopoli, ai vertici dell’organizzazione del nostro football non e’ cambiato nulla. Franco Carraro continua a rappresentare l’Italia in seno all’Uefa dove Platini, per non saper ne’ leggere ne’ scrivere gli ha affibbiato non uno, ma addirittura tre incarichi: ovviamente, alla Figc tutto questo sta benone. Non male per il signore che, in pieno scandalo 2006, dopo essere stato costretto a dimettersi dalla presidenza della Federcalcio, si affaccio’ in prima serata sul solito tg inginocchiato e, direttamente dalla Costa Smeralda, annuncio’ che mai e poi mai avrebbe continuato ad occuparsi di calcio. Alla presidenza della Lega siede Antonio Matarrese, il quale gia’ occupava la stessa poltrona venticinque anni fa e sorvoliamo sulla costellazione di incarichi che Don Tonino ha ricoperto in questo quarto di secolo senno’ facciamo notte. Il suo predecessore in Lega e’ stato Adriano Galliani: grazie ad una provvidenziale riduzione della pena sportiva, e’ diventato consigliere federale e siede di diritto nel Consiglio di Lega dove, in teoria non c’e’ nessun rappresentante delle Grandi. Poi succede che, proprio in occasione dell’ultima adunata in Via Rosellini nasca un comitato di esperti incaricato di occuparsi di diritti tv. Indovinate chi, fra gli altri, viene accoratamente chiamato a farne parte? Galliani. Ma il bello, cioe’, il peggio, riguarda la giustizia sportiva. Che dorme. Che non funziona. Che non chiude uno straccio di inchiesta e quando lo fa, ci riesce a distanza di mesi se non di anni (chiedere informazioni a Foti, per esempio). La Gea, le false plusvalenze, i bilanci taroccati, il doping amministrativo, la regolarita’ delle iscrizioni ai campionati: ma un giorno o l’altro, il procuratore federale che e’ simultaneamente anche capo dell’Uffico Indagini, si degnera’ di chiudere questi dossier e di prendere una decisione, in un senso o nell’altro? Opure e’ piu’ facile stangare l’Arezzo che non ha santi in paradiso ed e’ stato letteralmente massacrato? Forse che, insediandosi al posto di Carraro, non era stato Abete a prometterci:dopo Calciopoli sara’ stata tutta un’altra musica? E gia’ che ci siamo, parliamo degli arbitri sospesi dal sistema di Gussoni e Collina, perche’ in attesa di sapere che cosa decidera’ in dicembre il gip in merito alle richieste di rinvio a giudizio presentate dai pm partenopei. E’ giusto che Paparesta, Bertini e Pieri stiano nel limbo dopo avere regolato i loro conti con la giustizia sportiva che in alcuni casi li persino assolti? E perche’ loro sono considerati degli appestati e altri, che dentro questa organizzazione stavano ai vertici e se la sono cavata con poco, addirittura salgono sempre piu’ in alto? Sveglia, Abete. Cosi’ non si va non sa nessuna parte.
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