L'imbarazzo della splendida Cristina, nello studio di Controcanto (i Pueri Cantores), fra guitti ed esagitati moggiopolisti, è anche il mio nel vederla relegata al ruolo di donna-tappezzeria messa lì a
testimoniare, (in quanto nota tifosa juventina), della imparzialità dei dirigenti mediaset.
Il mio imbarazzo per la Chiabotto, muta come da copione, è pari solo al disgusto che provo nei confronti del sig. Liguori. Del quale riporto, scelte fior da fiore, 'alcune alate parole' che la dicono lunga sul ruolo che la stampa deve ricoprire nel nostro Paese.
A Mughini che commentava, beato, la nemesi divina abbattutasi sulle Palle-amare in circolazione, forcaiole a tempo pieno, l'insigne pennaiolo, paonazzo, suggeriva di non accendere oltre misura l'animo della tifoseria juventina, di non illuderla, ché questa non è un'operazione a costo zero, ne va della sua salute mentale ( cioè della tifoseria, dice l'illuminato del signore – quello di Arcore però-).
Sedare, attutire, tacere, subire, accettare: cinque parole d'ordine per addomesticare i turbolenti come noi
“Quieta non movere, et mota quietare”, chè ad erudire la 'pubblica opinione', ci pensano lui e gli altri della nota cricca. |