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Editoriale di S. BIANCHI del 26/07/2017 10:45:35
Bianconeri siamo noi... (quarta parte)

 

Nella stagione 2015/16, Adidas, il nuovo partner tecnico, rende disponibili tre maglie. La prima, scollo a “V”, bianco, con righe bianconere assottigliate e, sotto le braccia, un’unica larga striscia bianca; sulle spalle le righe tipiche di Adidas; nomi e numeri sono neri in campo bianco, viceversa per Jeep, lo sponsor. Quasi tutta la parte posteriore, in alto è bianca, con nomi e numeri di maglia in nero; un bordo nero chiude la maglia in basso. Sul petto, da destra a sinistra, la coccarda della Coppa sopra il logo Adidas, lo scudetto e il logo societario “finalmente” con le tre stelle. La seconda e la terza maglia sono girocollo, una rosa bitonale, l’altra tutta nera, con scritte in oro. Per la festa, all’ultima di campionato, la squadra indossa già la tenuta della stagione seguente, il 2016/17. Per il sesto scudetto e la terza Coppa Italia consecutivi, Adidas produce una maglia abbastanza innovativa, con rigatura molto ampia, le strisce nere suddivise verticalmente da una righina bianca, chiusura superiore a girocollo nero, bordini bianconeri alle maniche, strisce bianconere dell’Adidas sui fianchi. La composizione e la disposizione anteriore di applicazioni e sponsor sono identici all’anno precedente. Seconda maglia blu con la striscia verticale centrale e le maniche più scure, con le righe Adidas bianche sulle spalle. Tutta bianca la terza maglia, con zebrature bianconere su spalle e maniche e l’immancabile rigatura Adidas sui fianchi.

La maglia della stagione che sta per iniziare è stata preceduta dalla polemica per il nuovo logo societario. Personalmente non lo gradisco, ma se sono riuscito a sopportare la presenza di gente come Esnaider e Andrade “dentro” le maglie bianconere, sopravviverò. Non so se arriverà a piacermi, ma due cose sono chiare: io sono un “antico” e chi si occupa di marketing sa ideare i loghi meglio di come potrebbe fare il sottoscritto. Un po’ come quando mia moglie mi regala una cravatta: inizialmente avrei preferito colori e fantasia diverse, ma dopo un po’, mi piacciono molto di più di quelle che mi sono comprato da solo. La cosa buona della nuova maglia, a mio parere, il ritorno alle righe larghe, sette sul davanti, con una larga striscia nera al dietro per numeri e nomi che ritengo saranno bianchi, la rigatura Adidas sui fianchi e la chiusura superiore a paricollo bianca, così come i bordini alle maniche. La scritta bianca Jeep è bordata di nero e non racchiusa nel solito rettangolo dell’opposto colore, il logo Adidas è sulla destra, al di sotto dello scudetto, mentre a sinistra, dall’alto al basso, la coccarda della Coppa Italia, le tre stelle e il nuovo logo societario. La seconda maglia è gialla, con la scritta dello sponsor, i bordi alle maniche e il bordo paricollo blu, mentre il logo societario resta nero.

Le maglie da gioco dei propri idoli, per chi va allo stadio a tifare la propria squadra, sono il massimo dell’espressione del senso d’appartenenza. Pur essendo disponibili sul fiorente mercato parallelo a prezzi a dir poco concorrenziali (basta guardare ai banchetti fuori dello stadio), in molti facciamo quel piccolo sacrificio economico e indossiamo “quella vera”, magari completata sulla schiena dal nome del nostro campione preferito e dal logo UEFA o FIGC. E’ chiaro che la maglia acquistata porta soldi alla Società, perciò, per quella maglia che prima dell’introduzione del nome dello sponsor e delle varie personalizzazioni poteva durare qualche anno, oggi, a voler restare aggiornati, siamo obbligati ad ogni stagione a sborsare più di cento euro, magari facendoti prestare, allo Stadium, quella tessera che ti consente un piccolo sconto. Forse, il ricavo delle soccer jerseys è una goccia nel vaso degli introiti di una grande società come la Juventus, ma non si può chiederle di fare come la scuola dell’obbligo per i libri di testo, che per qualche anno devono restare gli stessi. Al contrario, è difficilmente comprensibile il motivo per cui non siano perseguiti i produttori e i venditori delle magliette non autentiche.

In calce a questo scritto, che dato l’argomento è certamente meno brillante del solito, a parte chiedere la vostra comprensione per qualcosa che mi può essere sfuggito o apparso impreciso, mi piacerebbe invitarvi ad una specie di referendum. Invitandovi a sospendere, per ora, il giudizio sul nuovo logo, v’inviterei ad esprimere il vostro pensiero su quelle che per voi sono state le maglie più belle e le più brutte della nostra Juventus. Perché, se il bianconero non si discute, qualche volta i nostri sponsor tecnici hanno partorito delle maglie veramente brutte. A voi la parola.



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