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Attualità di P. CICCONOFRI del 18/03/2021 07:45:09
Il caso Suarez. Ancora!

 

Ne abbiamo già parlato, ma ogni settimana, a piccole dosi, l’argomento viene riproposto dai media con titoli "acchiappa-tifoso ottuso" in cui si paventano chissà quali responsabilità bianconere. E questo succede nonostante Cantone, titolare dell’inchiesta, davanti alla prima fuga di notizie si sia esposto in questo modo: «Sono indignato per quanto successo finora, compreso l’assembramento dei mezzi d’informazione oggi sotto alla procura. Faremo in modo che tutto questo non accada più». Evidentemente o non riesce a contenere l’uscita di news dalla sua Procura oppure c’è la volontà di tenere vivo l’interesse mediatico sull’inchiesta permettendo che qualcosina sfugga al serrato controllo.

Nelle ultime anticipazioni di Repubblica (LINK) viene integralmente riportata l’audizione di Suarez e tre sono i punti su cui vogliamo focalizzare l’attenzione.

Paratici pensava che Suarez avesse il passaporto. Suarez aveva già iniziato la pratica
Queste le parole di Suarez:«Non ricordo, ma Paratici mi disse che mi avevano contattato perché pensavano che avessi il passaporto italiano come mia moglie. Gli risposi che non lo avevo, avevo solo iniziato a fare la relativa pratica chiedendo tutti i certificati necessari nei Paesi in cui ho vissuto».

Suarez decide comunque di proseguire anche quando la Juve rinuncia a lui
Suarez:«Non ricordo. Il mio avvocato aveva parlato con Paratici e aveva saputo che era difficile ottenere la cittadinanza. Allora ho deciso di proseguire comunque la pratica per ottenere il passaporto. Non ricordo la data esatta ma era durante le lezioni».

Suarez aveva già contattato il Consolato e gli era stata indicata solo Perugia come sede dell’esame
Domanda: «Le è mai stata prospettata la possibilità di fare l'esame a Barcellona? E in altre città d'Italia?»
Suarez: «No, avevo già contattato il Consolato e sapevo che dovevo venire in Italia per sostenere l'esame. Mi è stata indicata solo Perugia come sede di esame».

Il giocatore aveva iniziato le pratiche per ottenere il passaporto già prima di conoscere l’interesse della Juve. Aveva contattato il consolato, che gli indicò solo Perugia come sede dell’esame. Inoltre precisa che Paratici, nel momento in cui lo ha contattato, pensava che avesse già il passaporto e, una volta a conoscenza che la Juventus non lo avrebbe più acquistato, ha deciso comunque di proseguire con l’esame.

Se non emergeranno nuovi documenti o nuove prove, stiamo parlando veramente del niente. Ma è chiaro che l’imprevisto coinvolgimento della Juventus viene sfruttato per attirare le attenzioni su un’inchiesta che nessuno avrebbe seguito.

Se vi sembra giustificabile questo atteggiamento, figlio di quel sentimento popolare mai realmente contrastato dalla dirigenza/proprietà della Juventus, lasciate che l’ignoranza faccia il suo corso e che venga sfruttata anche questa situazione per sputare veleno contro la Juve. Nel caso contrario, informatevi ed informate.


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