Fino a poche settimane fa i loro nomi dicevano poco o nulla: Sadco e Sacofint. Poi sono finite nell'atto di citazione presentato da Margherita Agnelli de Pahlen, figlia dell'Avvocato e madre di John Elkann, per riaprire la questione legata all'eredità lasciata dal padre. Chi sono i soci di questi family office di casa Agnelli? Il Sole 24 Ore ha ricostruito la storia delle due finanziarie amministrate da Siegfried Maron, il tesoriere della famiglia torinese.
Seguendo il percorso tra Svizzera e Lussemburgo ci si imbatte in una galassia di società estere, molte offshore, finora sconosciute, di proprietà della finanziaria Exor. Dai bilanci di quest'ultima emergono anche altri dettagli sull'equity swap tra Ifil e Merrill Lynch: come, per esempio, un compenso di quasi 8 milioni maturato nel 2005 dall'avvocato Franzo Grande Stevens.
I family office
La sede è nel cuore di Zurigo, in Genferstrasse 24. Ma la proprietà di Sadco, di proprietà della famiglia Agnelli, almeno negli ultimi anni è stata in Lussemburgo. Sulla base dei documenti depositati in Svizzera, la costituzione risale al 22 aprile del 1969; fino alla fine del 2003 la società faceva capo a Exor. Il 30 giugno 2004 il passaggio dell'intero capitale sociale per 1,4 milioni alla Ifil Investissements, società lussemburghese controllata da Ifil.
Il 7 settembre 2005 la società viene poi messa in liquidazione «dopo aver venduto una proprietà immobiliare situata a Zurigo ». Anche per la Sacofint la proprietà è nel Granducato. La società anonima, costituita nel 2000, è rimasta sempre sotto Exor e quest'ultima ha deciso di metterla in liquidazione poche settimane fa: l'assemblea generale si è riunita il 20 aprile del 2007.
La galassia estera
I bilanci di Exor fanno luce anche su un nutrito gruppo di finanziarie estere finora sconosciute e dal valore complessivo tutt'altro che trascurabile. L'insieme delle partecipazioni valeva circa 600 milioni a fine 2005, di cui meno di 60 per la quotata Graphic Packaging (le altre due operative sono quelle in Distacom e nei vigneti della Greysac). La fotografia che emerge incrociando i prospetti 2004 e 2005 di Exor vede anche una decina di holding e service company dai nomi più vari e costituite forse per motivi fiscali:
Adriatique holding (Amsterdam), Exor Usa (Delaware), Soficol Sa, Old Town (Lussemburgo), Buckingham Talcott (Delaware) solo per citarne alcune. Ma potrebbero essere anche di più, se si pensa che guardando i prospetti della Old Town, capitale sociale di appena 1,7 milioni e asset per 9,6 milioni, emerge che l'unica attività di questa società è gestire la partecipazione di Ancom Inc, società delle Isole Vergini britanniche.
Il compenso di 7,7 milioni
A fine 2005 il bilancio Exor riportava un compenso di 7,7 milioni di euro all'avvocato Franzo Grande Stevens (che è anche consigliere d'amministrazione della società); tale compenso, che a quella data era maturato ma non ancora pagato, si riferisce con ogni probabilità all'attività svolta in relazione all'equity swap con Merrill Lynch su azioni Fiat, acceso in aprile e chiuso a settembre con il ritiro dei titoli e la loro cessione a Ifil.
Un'operazione che ha garantito a Exor una plusvalenza di 66,1 milioni di euro. Sempre nel 2005, Gabetti aveva incassato a sua volta un compenso straordinario di 20 milioni di euro (tra Ifi e Ifil). Lo swap (in relazione al quale i due manager sono stati sanzionati dalla Consob) ha permesso a Ifil di conservare il controllo della Fiat.
I movimenti sotto Ifil
Il 2005 ha visto anche una girandola di movimenti nelle finanziarie che stanno sotto Ifil — prima fra tutte, Ifil Investissements. Nel periodo tra la fine del 2004 e il dicembre 2005, infatti, alcune di esse aumentano in misura significativa l'indebitamento — come accade quando si vuol predisporre la provvista per un'acquisizione.
Nel dicembre 2004 Ifil Investissements versa all'irlandese Ifil International Finance 510 milioni di euro «in conto capitale », cui se ne aggiungono altri 200 il 14 luglio 2005; a fine 2005 ne riceve 520 in restituzione. L'indebitamento di Ifil Investissements verso imprese controllate sale a 1,369 miliardi di euro a fine 2004 dai 541 milioni di un anno prima, per ridiscendere poi a fine 2005 a 730 milioni.
fonte: http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_32522.html
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