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Editoriale di N. REDAZIONE del 24/03/2023 08:24:48
I primi 100 anni della Juve.1919/20

 

Dopo la grande Guerra: parte I

Di A. Pavanello

Passata la bufera della “Grande Guerra”, l’attività sportiva riprese e con essa dunque il campionato. Nella Juventus il nuovo presidente era il poeta e studioso Corrado Corradini, nominato durante il conflitto.

Nella squadra invece, accanto alla “vecchia guardia”, ovvero Bona, Giriodi, Bigatto e Varalda, arrivarono nuovi giocatori come Bruna, Novo, Giacone (disse di lui un cronista del giornale torinese “Paese Sportivo”: “Non è più un astro che sorge, ma un astro che brilla già di tutto il suo splendore”) e Dusio; costoro saranno destinati ad occupare un posto di rilevo nella storia bianconera; tra l’altro Giacone, Novo e Bruna furono i primi calciatori della Juventus ad essere convocati e a giocare nella Nazionale Italiana (nell’incontro contro la Svizzera, dove per la verità gli “azzurri” non brillarono disputatasi a Roma il 28 marzo 1920).

Restò la divisione del campionato in gironi regionali e con raggruppamenti Nord e Centro-Sud; ad esso parteciparono 67 squadre.
La Juventus si classificò prima a pari punti con la Pro Vercelli nel girone A della sezione Piemontese, accedendo così alle semifinali nazionali, che nella pratica era un girone di sei squadre. I bianconeri dominarono la fase, perdendo solamente con l’US Milanese e pareggiando con il Brescia. La squadra quindi passò alla fase “finali nazionali” che designava il campione del Nord, con Genoa ed Inter. I bianconeri vinsero la partita col Genoa “grazie al gioco superbo dei suoi tre difensori estremi e di Bona [l’attaccante autore di due gol, nda]” (La Stampa); dopo l’iniziale vantaggio dei rossoblu, la squadra attaccò ripetutamente, fino al pareggio e al vantaggio conseguito al 35’. Nella ripresa il Genoa pareggiò momentaneamente, ma la Juventus non si perse d’animo e al 71’ segnò il gol del definitivo 3-2. La partita fu però macchiata da incidenti sul terreno e fuori.
Nell’incontro successivo con l’Inter, disputata in campo neutro, a Genova ma con un pubblico più che ostile verso i bianconeri, ecco la sconfitta. I bianconeri attaccarono ripetutamente, ma la retroguardia interista riuscì a sventare i vari pericoli e malgrado l’inferiorità numerica, dovuta all’infortunio di Cevenini II, furono proprio i nerazzurri a segnare l’unico gol della partita con Aebi che tirò da lontano “sorprendendo il portiere e segnando basso nell’angolo. È un gol classico, elegantissimo” come riportò La Stampa.
La Juventus così fu eliminata dal torneo.

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