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Editoriale di N. REDAZIONE del 31/01/2024 07:48:18
I primi 100 anni della Juve.1966/67

 

Di A. Pavanello
Sezione VIII : gli anni della Juve operaia
Parte VI ed ultima


Nuovi rinforzi arrivarono alla Juventus: De Paoli e Favalli. Zigoni era stato richiamato ed erano stati promossi alla prima squadra Rinero e Coramini.

Fu la stagione che premiò il “movimiento” di Herrera: la Juventus tornò ad essere Campione d’Italia per la 13° volta complessiva, sul filo di lana, dopo un duello durato tutta la stagione con l’Inter.
I bianconeri partirono bene con due vittorie nelle prime giornate e inanellarono 9 risultati utili consecutivi, di cui 6 vittorie. La prima sconfitta stagionale fu con la Roma.

Gli uomini di Herrera ripresero la via della vittoria già dalla giornata successiva ed inanellarono una nuova serie di partite senza sconfitta fino alla fine del girone di andata, superando indenni anche la partita a Milano contro l’Inter. In merito al “derby d’Italia”, così scrisse Pozzo sulle colonne de La Stampa “La grande partita […] fra i nerazzurri di Milano ed i bianconeri di Torino è terminata senza né vincitori, né vinti. […] Il predominio territoriale e la pressione più lunga sulla rocca degli avversari è stata esercitata dai nerazzurri […] va riconosciuto che […] il risultato bruto di parità torna a tutto onore degli ospiti. I quali […] hanno sempre gagliardamente combattuto ed in quanto a reti non sono stati raggiunti dai padroni di casa che ad un quarto d’ora dal termine della contesa”.

La Juventus terminò il girone d’andata dietro all’Inter, ma in realtà avrebbe potuto sorpassare i nerazzurri se, nella gara contro la Lazio, l’arbitro avesse visto il gol di De Paoli (il pallone entrò ed uscì dopo aver sbattuto contro i ferri di sostegno della rete). La partita provocò qualche polemica ed un reclamo della Juventus, che si rivelerà inutile.

Nel girone di ritorno, la marcia dei bianconeri non cambiò con una serie di 10 risultati consecutivi: la Juventus vinse con Lecco, largamente con la Fiorentina, con Spal e Napoli e con la Roma. “La vittoria della Juventus è giusta e pienamente meritata […] Il successo dei bianconeri è stato tutto nel primo tempo” (La Stampa).
Gli uomini di Herrera conobbero dei passaggi a vuoto con Bologna e Milan, ma vinsero con l’Inter una partita che fu poi assai importante in chiave scudetto. Dopo un primo tempo vivace, ma conclusosi a reti inviolate, la Juventus passò nel secondo tempo “mancava meno di un quarto d’ora al termine della contesa[…] quando – come per la inattesa caduta di un fulmine a ciel sereno – la scena dell’avvenimento si illuminava di colpo”, come scrisse Pozzo. Un lungo centro di Leoncini in area di rigore, venne respinto dal portiere interista Sarti, deviato dal difensore Guarneri e capitò su Favalli che insaccò con la rete sguarnita.
“Il risultato è giusto. Intendiamoci : esso non sarebbe troppo lontano dalla verità, nemmeno nel caso in cui il verdetto fosse stato di parità. Ma come esso suona, è più preciso” (La Stampa).
A tre giornate dalla fine, i bianconeri ed i nerazzurri erano separati da soli due punti.
E fu all’ultima giornata che il lungo inseguimento terminò : a Mantova l’Inter perse la partita a causa di una papera del portiere Sarti (che non riuscì a trattenere un innocuo cross del giocatore mantovano Di Giacomo), mentre la Juventus vinceva tutto sommato facilmente la gara contro una Lazio che fu poi retrocessa in serie B. In vantaggio al 47’ con Bercellino “con un gol che è il simbolo della loro tenacia” (La Stampa), i bianconeri raddoppiarono al 62’ con Zigoni, quando già nello stadio si era a conoscenza dello svantaggio nerazzurro. Il rigore inutile della Lazio fu quasi ignorato.
“Erano le diciannove e due minuti, un istante che i tifosi del calcio ricorderanno con emozione, l’istante in cui lo scudetto è tornato a Torino, dopo un lungo e sfibrante inseguimento dei bianconeri nei confronti dell’Inter”(La Stampa).

La formazione scudettata:
Anzolin, Gori, Leoncini, Bercellino, Castano, Salvadore, , Zigoni, Del Sol, De Paoli, Cinesinho, Menichelli

La squadra partecipò nuovamente alla Coppa delle Fiere. Dopo aver eliminato facilmente l’Aris Salonicco (2-0 all’andata e 5-0 al ritorno), i bianconeri ebbero gioco facile pure col Vitor Setubal (3-1 a Torino e 2-0 a Lisbona). De Paoli, Zigoni e compagni affrontarono agli ottavi il Dundee: la vittoria per 3-0 fu sufficientemente rassicurante in vista del ritorno e la vittoria degli olandesi, con un gol segnato verso la fine della partita non cambiò le cose. Ai quarti di finale, i bianconeri trovarono sulla loro strada la Dinamo Zagabria. A Torino, la Juventus non poté far di meglio che pareggiare (2-2), dopo essere stata in svantaggio. Il ritorno a Zagabria fu deludente: mai Zigoni e compagni furono in grado di impensierire i padroni di casa, subendo il gol dello svantaggio nei primi minuti del primo tempo e altri due verso la metà del secondo e a gara in pratica conclusa. Pozzo, che seguì la partita, scrisse “la Juventus deve avere una specie di allergia per la Coppa delle Fiere. Pare che ne rifugga quasi”.

La Dinamo Zagabria vinse poi il torneo. In Coppa Campioni vinse il Glasgow Rangers e nella Coppa Coppe il Bayern Monaco.


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